April 20, 2019
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cinecomics

[Speciale] Cinecomics – Quando i fumetti divengono cinema

  • di William Guarriello
  • 24 Aprile 2018
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IL MARVEL CINEMATIC UNIVERSE, FASE UNO: I SUPEREROI (SENZA QUALCUNO) INVADONO I CINEMA

iron man

Arriviamo così al 2008 che, a distanza di quasi 10 anni, possiamo definire come l’anno della svolta.
Una svolta che non riguarda solo la Marvel, ma l’industria cinematografica tutta.
Già dal 2005 nei piani alti della Casa delle Idee si discuteva della possibilità di costruire un universo cinematografico che non fosse sotto il controllo di altre case di produzione. Kevin Feige, produttore alla Marvel Entertainment, fece notare che se era vero che Spider-Man, gli X-Men e i Fantastici 4 erano sotto il controllo di major diverse, la Marvel continuava a possedere i diritti cinematografici per tutti gli altri personaggi del proprio universo. L’idea fu quindi chiara fin dall’inizio: con una giusta e coerente organizzazione, si sarebbero potuti portare al cinema gli Avengers e tanti altri personaggi, di cui molti erano noti solo agli appassionati.
Ma per poter realizzare un progetto di tale portata si sarebbero prima dovuti costruire i singoli personaggi, in modo tale da far appassionare il pubblico. Dunque, nel 2006 iniziò ufficialmente la pre-produzione di “Iron Man”, che avrebbe dato il via al Marvel Cinematic Universe.
Il film uscì nel 2008, un anno prima dell’acquisizione della Marvel da parte della Disney, e il risultato fu quello sperato da Feige, nel frattempo nominato presidente dei Marvel Studios, e dai fan. Riuscì infatti a convincere tutti, fan del fumetto e non, ad un personaggio tanto carismatico quanto sconosciuto ai più, grazie anche e soprattutto ad un’eccellente interpretazione di Robert Downey Junior.
Al successo cinematografico di Iron Man, si aggiunsero quelli di Thor e Capitan America, che arrivarono nelle sale nel 2011. L’unico personaggio che non riscosse il successo sperato fu Hulk, interpretato da Edward Norton (per la prima ed ultima volta, dato che per motivi contrattuali verrà sostituito da Mark Ruffalo) in “The Incrdible Hulk” (2008), e su cui infatti si deciderà di non puntare più, fatta eccezione per i film corali.
Così, nel 2012, si arrivò finalmente a quello che ai tempi fu il cinecomic più atteso di sempre: “The Avengers”.
Il film riuniva tutti i personaggi presentati fino ad allora, introducendone in maniera efficace altri appositamente creati per l’occasione, tra cui Vedova Nera e Occhio di Falco.
Grazie ad un percorso ben congegnato, personaggi accuratamente caratterizzati e ad una campagna marketing perfetta, la pellicola divenne momentaneamente il terzo più grande successo economico della storia di Hollywood, incassando più un miliardo e mezzo di dollari.
Questo fu solo il primo tassello di un grande puzzle, una piccola parte di una trama molto più grande e articolata che andrà delineandosi film dopo film, anno dopo anno.

IL CONSOLIDAMENTO POST AVENGERS: L’INIZIO DELL’ESPANSIONE E L’ARRIVO AD “INFINITY WAR”

Al termine della “Fase Uno”, culminata appunto con il film sui Vendicatori, i Marvel Studios si ritrovarono di fronte ad una questione fondamentale per il proseguimento del progetto: continuare a puntare solo sui personaggi di punta o introdurne di nuovi, alcuni considerati come “secondari” anche nei fumetti.
Ebbene, si decise di puntare sulla seconda opzione iniziando la produzione di un progetto tanto interessante quanto rischioso, messo nelle mani di James Gunn: “Guardiani della Galassia”.
Fortunatamente, grazie al lavoro eccellente svolto da Gunn, il film fu un successo enorme, venendo considerato come uno dei migliori film Marvel mai realizzati. Effettivamente, la pellicola non rappresentava solo un passo avanti rispetto alle pellicole precedenti, ma si differenziava per una certa autorialità, su tutti gli aspetti, che le pellicole precedenti non avevano (o che era comunque minima).
Può essere considerato come il primo film dell’universo a prendersi qualche rischio, riuscendo però in tutto.
In particolare, i personaggi furono la carta vincente giocata dagli autori. Conquistarono e divertirono praticamente tutti, forse ancor più degli eroi già noti al pubblico. Senza mezzi termini, una sorta di mezzo miracolo, considerando che il gruppo era noto (e apprezzato) solo ai lettori più accaniti.
Il successo dei Guardiani diede la conferma ai produttori che qualsiasi personaggio poteva essere sfruttato e che, soprattutto, il pubblico si era ormai “fidelizzato”, particolarità che permetterà agli studios di proporre prodotti diversi, anche se collegati tra loro e con la stessa formula stilistica rivelatasi sempre (o quasi) vincente.

Marvel Cinematic Universe
Negli anni successivi, dal 2014 in poi, vengono trasposti Ant-Man, Doctor Strange, Black Panther e nel 2019 debutterà anche Captain Marvel (e nello stesso anno uscirà anche il Capitan Marvel della DC Comics, Shazam, coincidenza incredibile vero?). Inoltre, Spider-Man torna (momentaneamente) nella mani dei Marvel Studios, venendo introdotto in “Captain America:  Civil War” e a cui gli viene dedicato lo stand alone“Spider-Man: Homecoming”.
E anche qui, il caso non c’entra: tutto questo è il frutto di una progettualità limata nei minimi dettagli, che ha permesso di arrivare alla tanto chiacchierata Infinity War, terza iterazione “ufficiale”degli Avengers (se non si considera “Civil War”) preceduta da “Age of Ultron”, e di attuare un giusto cambio generazionale, una mossa necessaria al fine di proseguire il progetto senza scadere in una monotonia che sarebbe naturale se si continuasse a puntare sui personaggi che ormai hanno fatto il proprio corso.
L’espansione non è però solo cinematografica, ma anche televisiva. Le serie Marvel di Netflix (“Daredevil”, “The Punisher” , “Jessica Jones”, “Luke Cage”, “Iron Fist” e “The Defenders”), ABC (“Agents of S.H.I.E.L.D”, “Agent Carter” e “Inhumans”) e Hulu (“Runaways”)sono infatti ambientate nello stesso universo narrativo dei film, proponendo prodotti più autoriali e che non devono necessariamente rispettare tutte quelle linee guida poste ai progetti cinematografici al fine di mantenere una certa coerenza.
Una grande varietà di prodotti insomma, che permette di soddisfare le esigenze del pubblico accontentando i fan più accaniti e gli spettatori più generalisti.

IL FUTURO DEL PROGETTO

Le speculazioni sul futuro del MCU, soprattutto in vista del prossimo Avengers e del suo seguito (che uscirà il prossimo anno), vanno avanti da mesi. Chi ci lascerà, a patto che lo faccia, lo farà morendo o ritirandosi? Quali saranno le conseguenze delle azioni di Thanos sull’universo? Cosa cambierà dopo l’acquisizione della Fox da parte della Disney che, ricordiamolo, non è ancora andata in porto? I diritti di Spider-Man torneranno alla Sony? Se si, Miles Morales prenderà il suo posto?  Potremmo continuare a porci domande di questo tipo per ore senza riuscire a darci una risposta definitiva, perdendoci nell’immenso mare delle teorie . Ciò che possiamo dare per certo è che non c’è l’intenzione da parte de Marvel Studios di mollare la presa e, stando alle parole di Kevin Feige, c’è una programmazione stabilita (o comunque in fase di definizione) per i prossimi dieci anni. Non è un’idea folle, soprattutto considerando che questo è il decimo anno di vita di questo universo cinematografico. Quale sarebbe il problema di arrivare a venti?
Nessuno, teoricamente. Ma a livello pratico la questione è  più complessa,  per una semplice (ma sempre imprevedibile) ragione di mercato. Più precisamente, stiamo parlando della dinamica tra “domanda” e “offerta”, che affronteremo in modo più o meno “sintetico” (non siamo ad una lezione di economia) nel prossimo paragrafo.

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