April 20, 2019
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American Gods 2x03

American Gods 2×03 – Muninn | Recensione

  • di Luca Brindani
  • 25 Marzo 2019
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Anche questa settimana arriva su Amazon Prime Video la consueta puntata di American Gods, rigorosamente in contemporanea con la messa in onda negli Stati Uniti d’America su Starz: stavolta, l’episodio ci avvicina ad uno dei momenti più apprezzati dai lettori del romanzo originale.

Mr Wednesday (Ian McShane) ha liberato Shadow (Ricky Whittle) dalle torture di Mr Town ma non è ancora arrivato il momento di riunirsi, prima il vecchio Odino ha un compito per Laura Moon (Emily Browning). Per assolverlo, dovranno recarsi da Argo, colui che vede tutto quello che succede in America, mentre il bodyguard del vecchio Odino deve rimettersi in viaggio per tornare al Cairo da Ibis e riprendere il viaggio, facendo così la conoscenza della giovane Sam Blackcrow. Nel frattempo, Mad Sweeney (Pablo Schreiber) sperimenta l’assenza della sua moneta fortunata (Laura) mentre tenta di raggiungere New Orleans. I Nuovi Dei, intanto, tentano di far passare dalla loro parte definitivamente Argo per riuscire ad avere un vantaggio su Odino che sta per tornare anche in possesso della sua lancia Gungnir.

La puntata di questa settimana si muove su una strada già tracciata da quella precedente, ma con qualche soluzione abbastanza onirica, come la sequenza all’interno del “corpo” di Argo, ma segue in primis il dipanarsi degli eventi molto lineare, mostrando i Nuovi Dei che si muovono per rintracciare Odino e Shadow, in una guerra che sta facendo le sue prime vittime come Media (Gillian Anderson), ora rinata in New Media (Kahyun Kim). In parte, questa puntata è proprio interessante perché ci porta a conoscere la Nuova Media, Dea che rappresenta il Marketing telematico e la forza dei Nuovi Media, come la televisione e le pubblicità. La nuova divinità appare come una giovane millennial Asiatica che controlla il “Marketing” della guerra di Mr World (Crispin Glover). Una rappresentazione completamente diversa dalla Media della Anderson, ma anche accettabilissima e funzionale alla direzione che American Gods ha preso in questa seconda stagione: nessuno è al sicuro, le alleanze vengono forgiate e distrutte, tutto perché due grandi potenze non riescono a coesistere sullo stesso mondo e quindi si presume che una debba annichilire l’altra.

Sempre in maniera simile ma diversa alla scorsa stagione, ad essere interessante è il rapporto tra New Media e Tech Boy (Bruce Langley), un rapporto di parità e rispetto, con un pizzico di competizione da parte della vecchia Media con il Dio della tecnologia, sostituito ora da uno di insofferenza e sfida, sempre più accentuata, tra il ragazzo e la nuova incarnazione della divinità, che si trova ad essere potente quasi quanto lui, se non addirittura di più, dato che riesce a giocare con la percezione dell’uomo.

American Gods continua speditamente, gira intorno ad un senso di impazienza e frustrazione dei Nuovi Dei, che senza rendersene conto stanno perdendo la guerra proprio per questa loro sicurezza di vittoria, sicurezza che, durante l’evento di Pasqua, si è completamente sgretolata e li ha messi completamente nelle mani di un Nuovo Dio, New Media, come ultima speranza per poter mettere Wednesday alle corde, che nel frattempo, raccoglie intorno a sè sempre più accoliti, nonostante la sua naturale schiumosa e infida.

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