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American Gods

American Gods 2×05 – The Ways of the Dead | Recensione

  • di Luca Brindani
  • 8 Aprile 2019
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La puntata di American Gods di questa settimana, disponibile in contemporanea con gli Stati Uniti d’America su Amazon Prime Video, non solo ci avvicina ancora di più al grande scontro tra vecchi e nuovi dei, ma anche ad un momento cruciale nella storia di Shadow Moon che i fan del libro conoscono bene.

Shadow (Ricky Whittle) viene lasciato da Mr. Wednesday (Ian McShane) a Cairo dove, con l’aiuto di Mr. Ibis (Demore Barnes) e Mr. Nancy (Orlando Jones), apprende le usanze dei morti, mentre il vecchio Odino insieme al Jinn (Mousa Kraish) e Salim (Omid Abtahi) cerca di rimettere insieme la sua arma, Gungnir.

Nel frattempo, Mad Sweeney (Pablo Schreiber) e Laura Moon (Emily Browning) si dirigono a New Orleans, sia per incontrare dei vecchi amici di Sweeney che per riuscire a recuperare la moneta del Leprecauno dal corpo della defunta, per far quindi ritornare in vita Laura mediate l’utilizzo di alcune antiche tecniche Voodoo.

In parte questa puntata di American Gods potrebbe sembrare un filler: non fa avanzare la trama della guerra ma si concentra sui personaggi, sopratutto su Shadow e Laura, che stanno affrontando due viaggi, in parallelo, con l’obbiettivo di aprire ad entrambi gli occhi sulla loro vera natura.

Ma, più dei due personaggi, sono le due città, fondamentali per la serie e per la magia, sulle quali in questa puntata si pone un’attenzione non indifferente: Cairo, dove risiedono Mr Ibis e Jacquel, e New Orleans, dove la magia è ancora potente in America.

Cairo è sempre stata rappresentata come una città americana molto diversa dalle altre, poiché non ha una sua identità metropolitana, ma ricorda incredibilmente un sobborgo delle grandi città degli anni 70/80. Un sobborgo dove ancora il colore della pelle importa e non è solo una caratteristica distintiva di una delle maggioranze che vivono nel paese: attraverso questa situazione di stallo, di storia che continua a ripetersi, ripercorriamo così la storia della città, quella crudele, che l’ha trasformata in un Inferno in terra, una città di morti vaganti che accompagnano i vivi ad ogni loro passo senza che questi ultimi neanche se ne accorgano.

New Orleans invece è una città antica e festosa, dove la magia è come una musica che viene suonata da esperti nel campo, in cui le luci e le danze colorate, insieme alla musica, si pongono in netto contrasto con la cupezza e la serietà delle avventure di Shadow a Cairo, in cui continue visioni continuano a tormentarne i sogni, raccontandogli una storia di sofferenza ed odio: una storia che ha reso il porto sicuro di Cairo un inferno, dove l’unico effettivo luogo sicuro è la casa di Mr Ibis e Jacquel, i quali potrebbero, tuttavia,. non essere Dei così benevoli come sembra, e come Anansi stesso sembra iniziare a capire nel corso della puntata.

Wednesday intanto cerca di portare anche Salim al suo cospetto come nuovo “seguace”, mentre si dibatte di credenze e di cosa effettivamente debba dare un Dio ai suoi fedeli, dibattito che coinvolge anche il demone “eretico” Jinn.

Laura e Mad Sweeney, a New Orleans, si renderanno conto sempre di più di quanto Wednesday sia solo ormai un’ eminenza grigia, che non solo non permetterà alla donna di riunirsi al suo uomo, ma non lascerà mai andare il Leprecauno fino a quando non trovarerà una battaglia per cui valga la pena combattere: chissà che questa battaglia non possa essere quella per l’anima di Shadow Moon.

American Gods questa settimana ha un leit motiv molto chiaro: “Memento mori” (“Ricordati che devi morire”, ndr).

Che si tratti di un indizio per il futuro della serie?

Un motto che accompagna l’esistenza umana come quella degli Dei?

Certamente un pensiero cupo, che farà discutere sul significato che potrà avere nel futuro di Shadow Moon.

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