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[Recensione] La Battaglia di Hacksaw Ridge: La Fede incrollabile di un uomo

  • di Luca Brindani
  • 1 Febbraio 2017
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Premessa: la review contiene opinioni personali e non si sofferma neanche troppo sulla parte tecnica del film, non sono un’esperto ma un semplice appassionato.

Buona lettura!


La Battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge) è un film del 2016 diretto da Mel Gibson, nel cast figurano Andrew Garfield nel ruolo di Desmond Doss, Vince Vaughn in quello del Sergente HowellSam Worthington in quello del Capitano Glover, Hugo Weaving in quello di Tom Doss, e tanti altri.

Il film segue la storia di Desmond T Doss, il primo obiettore di coscienza ad unirsi all’esercito , Doss che come soldato disarmato durante la battaglia di Okinawa ha salvato più di 70 persone da morte certa e ha quindi con la sua impresa eroica messo a dura prova le regole dell’esercito e la definizione stessa di coraggio.

Mel Gibson torna ad occuparsi di un film come regista dopo ben una decade con Hacksaw Ridge, un film coinvolgente e che ci dà un’ulteriore prova della bravura di Andrew Garfield che non è solo un bel faccino.

Il film si divide sostanzialmente in 3 atti, nella parte iniziale seguiamo Desmond nella vita a Lynchburg, in Virginia, dove cresce e sviluppa la repulsione per le armi, repulsione che lo porterà a crearsi una sua filosofia di vita, assistiamo anche alla creazione dei rapporti sociali che lo porteranno a fare determinate scelte, in questo incipit incontriamo la donna da lui amata Dorothy(Teresa Palmer) e il padre(Hugo Weaving). Lo spettatore nel momento in cui Doss si arruolerà inizierà a vedere un sostanziale cambiamento di registro nella pellicola(che segna l’inizio del secondo atto), che si avvicina di più con i toni a un War Movies vero e proprio nonostante la parte dell’addestramento sotto il sergente Howell(Vince Vaughn) , il ritmo continua ad incalzare sempre di più quando si arriva alla fatidica battaglia di Hacksaw Ridge , dove lo spettatore viene messo di fronte ad una violenza prorompente e alla paura degli uomini che erano lì, paura che è anche in Doss, ma che non si comporta da fifone, come invece era stato sopranominato dai suoi compagni ma da vero soldato. Il sangue e la violenza non sono gratuiti , sono reali e crudi, Gibson infatti realizza delle scene incredibilmente realistiche e sporche, senza fare un utilizzo esagerato di effetti digitali, ma creazioni sul posto, dando ancora più che un immagine finta, una reale ricostruzione di una battaglia che lascia il segno sui soldati quanto sullo spettatore che inizia a chiedersi se mai riuscirà a vedere un pò di calore alla fine di quel tunnel oscuro e violento della guerra. Il terzo atto se possibile si rivela ancora più crudo e sporco del precedente, Gibson inserisce una luce, una piccola speranza in fondo al tunnel più per lo spettatore che per i personaggi del film che ormai sono sfiduciati e combattono per sopravvivere, in una battaglia che è definita da loro stessi una causa ormai persa.

Di film di guerra ne abbiamo ormai visti tantissimi, dai più famosi quali Apocalypse Now ai meno, ma nonostante tutto ben fatti e ritmati come Fury, ma Hacksaw Ridge non si avvina a nessuno dei due, è più un film di crescita personale e auto conservazione più che un war movies classico,nonostante le strizzatine d’occhio e le citazioni a film come Salvate il Soldato Ryan di Spielberg sono presenti e neanche tanto velate, i momenti di scontro non mancano e sono ben scanditi da una regia consapevole di cosa vuole mostrare, cercando di evitare situazioni scabrose, date anche dalle limitazioni del non uso degli effetti digitali.

Le prove attoriali dei protagonisti sono tutte di pregio, sopratutto Andrew Garfield,che se in Silence risultava bravo ma non credibile nel ruolo, qua invece risulta fin troppo reale agli occhi dello spettatore,possiamo dire che è riuscito a trovare la giusta dimensione per il ruolo, infatti Doss ha molto l’aria da ragazzo buono del quartiere con una forte coscenza. Persino Vaughn, tanto criticato(ma che io spesso apprezzo) dà una performance secondaria che non è per niente male, sopratutto considerando la filmografia dell’attore,conosciuto per lo più per ruoli meno “seri” e dati i risultati secondo i più scarsi dati dall’attore in altre circostanze più drammatiche, sarà stata la faccia oppure il non averci spiattellato troppe scene da duro con lui protagonista ad avercelo fatto venire in simpatia? Weaving è uno die mostri sacri del cinema e non c’è neanche da discutere la sua performance, il suo personaggio risulta anche non sovraesposto ma ben dosato.

Infine la colonna sonora di Rupert Gregson-Williams fa il suo lavoro accompagnando scene meno ingombranti ma risultando in certi punti non epica ma distensiva, un punto a favore di un film che fa dei momenti di “pausa” scusa di riflessione sulla crudeltà della guerra, di qualsiasi guerra.

Hacksaw Ridge non è un film facile, non tutti riuscirebbero ad uscirne dalla sala soddisfatti , ma è anche questo un’esperienza da fare, perché Mel Gibson qui dimostra quanto la fede di uomo possa avere rilevanza anche in termini più concreti come quello che vediamo nella pellicola.

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