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Ardian Syaf e X-Men Gold #1 – Come uccidere la libertà di stampa, senza sparare un singolo colpo

  • da Simone Prina
  • 10 aprile 2017
  • Comments Off

Quanti di voi sanno cosa davvero rappresenta il diritto alla libertà di stampa?

Cercatelo pure su Google, non vergognatevi di farlo, è normale, nessuno pensa davvero a quanto siamo fortunati: siamo liberi di esprimere il nostro pensiero, senza dover temere ritorsione alcuna.

Meraviglioso. Io stesso, non sarei qui a scrivere se non avessi questa libertà, ma, anch’io non sono sempre stato consapevole di essere libero, ho iniziato a rifletterci solo qualche anno fa… stavo rileggendo “Batman: La setta“, approfittando di una nuova edizione cartonata che mi ero appena comprato. All’inizio del volume era presente l’introduzione dell’autore, Jim Starlin, non so se tale introduzione fosse presente in altre edizioni in mio possesso, ma era la prima volta che mi soffermavo a leggerla.

In soldoni, parlava di quanto la censura bigotta avesse minacciato le più fondamentali libertà della società moderna, e di come la sopravvivenza lavorativa fosse difficile per qualcuno che scriveva fumetti che esulavano dal classico intrattenimento infantile, tentando di illustrare tematiche e problemi reali presenti nel mondo contemporaneo.

In sostanza, Starlin trovava assurdo che la denuncia di una reale problematica sociale potesse venire censurata e marchiata come dannosa. Egli arrivò a dire “Bruciate questo libro […] ma un giorno questo grido potrebbe estendersi a un romanzo di James Joyce o di D.H. Lawrence.

Ora, capisco che il mio discorso sia un po riduttivo, ma, vi assicuro, anzi, VI GIURO su ciò che ho di più caro, che Jim Starlin è pienamente consapevole di cos’è e come va usata la libertà di stampa, se ne volete una prova, comprate e leggete Batman: La Setta, se la vostra mente non ne uscirà arricchita vi risarcirò personalmente il costo del volume.

Bene, credo di avervi annoiato a sufficienza, ora lasciare che vi racconti un fatto di cronaca recente che invece mette in dubbio tutto ciò che sta alla base della libertà di stampa:

In Indonesia, 212 è un numero usato per indicare una specifica protesta di massa avvenuta il 2 Dicembre dell’anno scorso. Centinaia di migliaia di persone di credo Mussulmano hanno marciato in segno di protesta verso il governatore Cristiano di Jakarta, Basuki Tjahaja Purnama, conosciuto come Ahok, accusandolo di blasfemia per l’uso fatto del Qu’ran ( il Corano) durante la sua campagna contro l’opposizione politica. La marcia fu organizzata, in parte, con l’aiuto del National Movement to Safeguard the Indonesian Ulema Council’s Fatwa (o GNPF-MUI: è un concilio socio-religioso che ha, tra gli altri compiti, quello di mantenere l’armonia tra i diversi credi religiosi presenti in Indonesia). Seguendo una linea piuttosto dura e conservativa, i protestanti chiesero al governo di perseguire e incarcerare Ahok sulla base di una fatwa ( la fatwā è, nel diritto islamico, il corrispondente al responsa del diritto romano. Si tratta di una risposta data a un giudice musulmano di nomina governativa, da un’esperto di legge coranica, quando questi sia interpellato per capire se, in una determinata questione, prevalga l’orientamento politico rispetto a quello religioso) del concilio, dichiarandolo un bestemmiatore. Quest’anno, una versione 2.0 della marcia 212, con simili obbiettivi, ha avuto luogo il 21 Febbraio.

Ahok ha suscitato una gran quantità di proteste in Indonesia dopo essersi riferito ad un verso del Qur’an con fini propagandistici, (per la precisione il verso incriminato è Al Maidah 5: 51) asserendo che il popolo non dovrebbe credere a un leader Islamico che proibisce ai Mussulmani di venire guidati da un non-Mussulmano. Da allora egli ha chiesto più volte scusa per la sua dichiarazione, ma ciò non ha fermato la protesta.

Il verso, tradotto in Italiano, recita: ” O voi che credete, non sceglietevi per alleati i giudei e i nazareni, sono alleati gli uni degli altri. E chi li sceglie come alleati è uno di loro. In verità Allah non guida un popolo di ingiusti.

Una traduzione del verso, più comune in Indonesia , tuttavia afferma che “i musulmani non dovrebbero nominare gli ebrei e cristiani come il loro leader.” A questo punto vi starete chiedendo il motivo per cui queste notizie di cronaca estera sono riportate su un sito che tratta argomenti inerenti al fumetto.

x-men gold

I sopracitati numeri 212 51 appaiono in X-Men Gold #1 ad opera dell’artista Indonesiano Ardian Syaf, pubblicato negli USA lo scorso Mercoledì, nella pagina di cui, qui sopra, avete uno spezzone.

x-men gold

Nella scena incriminata, Kitty Pryde sta parlando ad un gruppo di persone di cosa voglia dire per lei essere il nuovo leader degli X-Men,  in questo zoom potete vedere chiaramente la scritta “Jew” alla sinistra del personaggio (che ricordiamo avere effettivamente delle origini ebraiche) e i numeri simbolo della protesta Indonesiana.

Per la cronaca: gli X-Men nacquero nel 1963 da un’idea di Stan Lee e Jack Kirby, entrambi di origini ebraiche.

Più avanti nell’albo, vediamo Colosso indossare una maglietta sulla quale vi è la scritta QS 5:51, dove QS sta per Qur’an Surah (Surah è il termine con cui ci si riferisce ad un capitolo del Corano).

x-men gold

In questa scena Colosso sta giocando a baseball con il personaggio, notoriamente Cristiano, Kurt Wagner alias Nightcrawler.

Ardian, inizialmente, postò la tavola originale su Facebook, mostrandola ai suoi followers Indonesiani…

x-men gold

…che hanno subito recepito il messaggio.x-men gold

Pare che Ardian abbia aggiunto il messaggio, una volta tornato a casa, dopo essere stato egli stesso alla marcia.

Tuttavia alcuni dei suoi lettori hanno obbiettato alla sua scelta di usare un’albo a fumetti come mezzo per questo genere di propaganda.

x-men gold

Questi non sono i primi riferimenti, legati alla marcia del 2 Dicembre, che Syaf inserisce in un suo lavoro, ad esempio la pagina che potete vedere qui sotto, tratta da Earth One Vol. 3 edito dalla DC Comics.

terra uno syaf

Come avrete capito, il richiamo alle proteste di Dicembre è il numero sul casco del pompiere, tuttavia questo albo fu disegnato da Syaf nel Novembre 2015, il che fa pensare che il riferimento in questione riguardasse il celebre attore Indonesiano Wiro Sablengconosciuto anche come Pendekar 212, e che quindi il tutto sia solo una “fortuita” coincidenza.

Tale immagine (e tale coincidenza) è stata poi usata (dal giorno successivo alla protesta) da Syaf come foto-profilo del suo account di Facebook, in seguito il disegnatore si è detto incredulo di fronte alla polemica scaturita dalla vicenda, asserendo di non aver fatto nulla di male e che lo scalpore suscitato avrebbe contribuito a gonfiare le vendite degli albi incriminati.

syaf2

Anche nei suoi lavori precedenti, Ardian Syaf ha spesso inserito dei messaggi a sfondo politico nascosti nel background.

In questa immagine tratta da un’albo di Batgirl, da lui disegnato, figura una menzione al presidente Indonesiano Joko Widodo, popolarmente conosciuto come Jokowi, che precedentemente ricopriva la carica di governatore di Jakarta (o DKI com’è anche nota).

batgirl

Secondo Ardian, quando quest’immagine fu postata, non fu sollevato alcun polverone.

Il che è falso, dato che, nella versione finale, la DC censurò il riferimento con un balloon,come potete vedere qui sopra.

batgirl2

Ad ogni modo, pian piano il messaggio si è diffuso attraverso i social media.

E ciò ha portato alla pubblicazione di una lettera aperta nella quale si chiede alla Marvel di affrontare la situazione.

Anche G. Willow Wilson, la co-creatrice del personaggio di Kamala Khan, a.k.a. la nuova Ms. Marvel si è unita alla discussione, scrivendo un post sul suo sito web.

Nel sopracitato post, la Wilson, che è Mussulmana, spiega (con un linguaggio un po colorito) l’effettivo significato del verso del Corano dal quale la polemica è scaturita:

A questo versetto sono state attribuite una montagna di s*******e nell’era moderna. E queste s*******e prendono un sapore diverso a seconda di chi sta traducendo il versetto. Tenete a mente che il 75% dei Mussulmani non sono di madre lingua Araba (io sono una di loro), e che, di questo 75%, la maggior parte conosce solo poche frasi in Arabo; lo stretto indispensabile per recitare le cinque preghiere giornaliere unito a qualche parola legata alla terminologia religiosa (io ne sono qualcuna in più). Per farla più semplice, la maggior parte dei Mussulmani sparsi nel mondo non legge il Corano nell’originale Arabo. Leggono un’interpretazione nella loro lingua locale. Qui iniziano le s*******e.

La Wilson continua:

Apparentemente, la traduzione Indonesiana del 5:51 dovrebbe suonare qualcosa tipo “Oh voi che credete, non prendete Ebrei e Cristiani come vostri leaders/consiglieri.” (io non parlo ne leggo Indonesiano, per cui sappiate che ho cercato on-line quel che non so) La ragione per cui Syaf ha fatto riferimento a questo verso è (a quanto pare) che egli stava protestando contro un governatore Cristiano della sua provincia; un governatore che: è stato accusato di blasfemia e/o corruzione e/o di essersi preso gioco di questo particolare verso del Corano, le accuse ovviamente cambiano a seconda dell’interlocutore.”

La Wilson continua spiegando come ogni specifico termine abbia un significato be definito ma sia, nel contempo, contestualizzato in un determinato momento storico e di come ciò che Syaf stesse cercando di esprimere sia in realtà ben lontano da quello che è l’effettivo senso del versetto incriminato.  L’intero post è altamente esplicativo ed educativo, vi consiglio caldamente di leggerlo.

In conclusione la Wilson (di cui mi sono follemente innamorato) denuncia apertamente Syaf e qualunque cosa egli stesse cercando di ottenere con questa bieca e triste manovra.

Con tutto questo io voglio dire che Ardian Syaf può tener per se quell’immondizia che è la sua filosofia. Ha commesso un suicidio artistico, il che presto lo porterà a diventare irrilevante, per poi farlo scomparire nel nulla. Ma ciò che ha fatto continuerà ad influenzare quella manciata scarsa di Mussulmani che si sono ritagliati un lavoro nel campo del fumetto. Da quel che si può dedurre fuori da Facebook, sembra che lui stia cercando di rivendicare la difesa di  Charlie Hebdo… vale a dire che, di per se, non significa nulla, semplicemente noi non comprendiamo le sfumature del bigottismo locale. Buon pro gli faccia, addio Ardian Syaf, ci conoscevamo appena, il che probabilmente è un bene.”

Non è la prima volta che un disegnatore inserisce messaggi del genere all’interno del proprio lavoro. Ethan Van Sciver ha speso metà del tempo passato a lavorare su New X-Men nascondendo la parola “Sex” qui e la nei fondali delle sue tavole. Al Milgrom nascose (in un numero di Spiderman interno a “Universo X”) una frase beffarda ai danni dell’ex EIC (editor in chief) della Marvel Bob Harras con la quale lo derideva per il suo licenziamento… e poi ci fu quella volta in cui un production artist disegnò un pene sul costume di Bucky, che poi fini pubblicato in una ristampa di storie classiche di Capitan America… Tuttavia il fondamentalismo Islamico e i messaggi d’odio anti-religioso potrebbero essere una nuova sfida per la Marvel, sfida alla quale la casa delle idee ha risposto così:

“L’artwork menzionato, presente in X-Men Gold #1, è stato inserito senza la consapevolezza dei significati in esso riportati. Questi riferimenti impliciti non riflettono il punto di vista di scrittori, editori o di qualunque altro membro della Marvel Comics, e sono in diretto contrasto con ciò che gli X-Men hanno sempre rappresentato fin dalla loro creazione. L’artwork sarà rimosso dalla prossima ristampa dell’albo e in merito alla sua versione digitalizzata verranno al più presto presi provvedimenti disciplinari.

Da notare, che non si è fatto riferimento ad alcun genere di scuse ne da parte dell’autore ne dalla Marvel stessa. Resta ancora in dubbio il futuro di Syaf, per il quale vi terremo aggiornati.

Sono le 03:10 del mattino, non sono sicuro di quel che ho scritto, grazie a Dio qualcuno revisionerà l’articolo, assicurandosi che sia accettabile, quanto meno nella forma.

Ad ogni modo, quel che avete letto all’inizio e quel che state leggendo ora, sono le mie opinioni personali, mentre ciò che c’è al centro, sono fatti, ignorate pure quel che dico, non è importante, ma createvi una vostra opinione.

Detto ciò, sappiate che io sono credente, nato e cresciuto nella morale Cattolica, negli anni ho vissuto e visto cose che mi hanno fatto cambiare idea più volte su quella che era la mia idea di fede, ma nonostante ciò, credo di essere un buon credente:

Io non bestemmio, e con ciò intendo dire che rispetto ciò in cui credono le persone che mi stanno intorno, a prescindere quali idee o dogmi esse seguano.

Io non fomento l’odio, io credo nell’uguaglianza e nelle pari opportunità, a prescindere dallo status sociale, dal colore della pelle o qual si voglia fattore che possa influenzare o meno lo sviluppo socioSyaf-culturale personale.

In fine, io so, che l’immagine che sta alla destra di questo testo è sbagliata.

E il fatto che appaia in un fumetto che, alla nascita, proponeva al pubblico la dura lotta tra un metodo di integrazione di una razza all’interno della società contrapposto ad un metodo di aggressione e affermazione violenta (il Prof. Xavier/Martin Luther King contrapposto a Magneto/Malcom X), non solo uccide completamente l’idea da cui sono nati che quelli che una volta erano gli X-Men, ma rende Ardian Syaf un criminale senza cultura personale.

Religione, cultura e diversità sociale possono non essere una barriera, ma bensì un ponte grazie al quale mondi diversi, un giorno, potranno essere la medesima realtà. Se qualcuno di voi pensa che credere in questo voglia dire essere diversi, puntate il dito verso di me e gridate forte, perché sono un mutante, Ardian Syaf non è riuscito ad epurarmi, e vi assicuro che non sono solo.

GLI X-MEN SONO MORTI, LUNGA VITA AGLI X-MEN!

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