December 14, 2018
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Black Mirror 1×01 – Messaggio al Primo Ministro

  • di Marcello Martinotti
  • 19 Ott 2016
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The National Anthem è il primo episodio della serie Black Mirror. Questo pilot ci dà una idea ben precisa di quello che questa serie vuole essere, un monito per il futuro soprattutto nel nostro comportamento e rapporto con la tecnologia e i social media. E qui la diffusione mediatica, il voyeurismo di massa e l’influenza dei social network sono la componente dominante.

Black Mirror

L’episodio pilota della serie è un thriller politico di 44 minuti, durante i quali il Primo Ministro del Regno Unito, Michael Callow, affronta un enorme dilemma scioccante, quando la Principessa Susannah, membro molto amato della Famiglia Reale, viene rapita. Affinché ella ritorni a casa sana e salva, il Premier deve avere un rapporto sessuale completo con un maiale in diretta nazionale. Non c’è un protocollo da seguire in questi casi e nessuno nello staff di Callow sa bene cosa fare. Il video della richiesta è stato inviato su YouTube, è rimasto online per 9 minuti e nel giro di un’ora tutta l’Inghilterra ne era a conoscenza. L’episodio segue il Primo Ministro con i suoi tentativi di trovare la Principessa, la stampa che cerca in tutti i modi di ricevere informazioni e la gente comune che si domanda cosa farà il Premier. Il tutto in un crescendo continuo di tensione all’avvicinarsi dell’ora fatidica.

Ben presto, andando avanti nella visione dell’episodio, ci accorgeremo che ci dimenticheremo della giovane Principessa e della sua incolumità, la nostra attenzione è completamente rapita dalla scelta che il primo ministro deve prendere. Quale sarà? Cosa faremmo noi? E soprattutto: se dovesse cedere alle richieste del rapitore, guarderemmo la trasmissione? Molto probabilmente la quasi totalità della popolazione la guarderebbe, probabilmente con un falso disgusto ma desiderosi di assistere all’evento del secolo.

Black Mirror

Questo pilot vuole essere un’aspra critica al mondo della comunicazione e di come cambino con grande celerità le idee delle persone attraverso una manipolazione, e spesso strumentalizzazione, dei social network, e di come tramite questo utilizzo porti ad uniformarsi il pensiero collettivo. Altro punto focale dell’episodio è di come siano incontrollabili e di come non si possano celare le informazioni, e di conseguenza di come il ruolo del la stampa tradizionale sia estremamente complicato, poiché, a differenza della rete, ha delle regole da rispettare. La realtà è che tutto ciò che riguarda le decisioni al vertice, e le loro relative risposte alla popolazione vengono prese in base al feedback prima positivo poi negativo dell’opinione pubblica, l’unica cosa che conta è controllare la reazione emotiva del popolo, perché è quello che guida le scelte politiche del futuro.

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Questo è The National Anthem, una critica alla strumentalizzazione degli attuali mezzi di comunicazione, che nel bene e nel male saranno il futuro e saranno sempre di più una parte importante delle nostre vite. Con l’avvento di internet non esiste e esisterà sempre meno la vita privata, perché con un semplice click tutto può diventare, senza un vero e proprio controllo, un contenuto disponibile per la mondovisione. The National Anthem mette l’umanità in una condizione estrema per testarne i limiti, e proprio perché lo fa in un contesto molto simile al nostro riesce a sconvolgere lo spettatore.
Il pilot di Black Mirror convince, mostrandoci il potenziale di questa pazzesca serie. È un primo pugno nello stomaco, che ci colpisce e ci travolge, mostrando tematiche attuali di cui nessuno però parla.

Black Mirror – La tecnologia secondo Charlie Brooker

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