December 14, 2018
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Black Mirror 3×04 – San Junipero

  • di Marcello Martinotti
  • 27 Dicembre 2017
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San Junipero è il quarto episodio della terza stagione di Black Mirror, episodio simbolo di questa terza stagione targata Netflix ed anche tra i più chiacchierati e controversi.

Charlie Brooker, il creatore e sceneggiatore della serie, scrive uno degli episodi più atipici e al contempo più affascinanti di questa terza iterazione, una storia che sotto la sua apparente semplicità pone allo spettatore un quesito morale di rilevanza cruciale.

Yorkie (Mackanzie Davis, la conosciamo per Halt & Catch Fire) e Kelly (Gugu Mbatha-Raw) si incontrano sul finire degli anni ’80 in una località di vacanza in California, le due non potrebbero essere più diverse per apparenza e temperamento. Yorkie è una ragazza tranquilla, impacciata, timida con una passione per i videogame. I suoi abiti parlano per lei, e sembra completamente fuori luogo rispetto al posto in cui si trova, in cui tutti riescono a divertirsi mentre lei non può far altro che rimanere in disparte. Kelly è decisamente più a suo agio nel contesto. Più estroversa e sicura di sé, sarà lei a cercare il primo contatto con l’altra durante una delle tante feste. Per entrambe sarà l’inizio di qualcosa di importante.

Nella prima parte dell’episodio, ci sembra di vedere un teen movie anni ’80, uno specchio sulla società di quegli anni, un omaggio che nasconde una lunga riflessione critica su quel periodo. L’incontro e l’evoluzione del rapporto delle due ragazze ricorda perfettamente i film adolescenziali di trent’anni fa, quasi seguendone perfettamente i canoni. I due personaggi sono stereotipati, Yorkie la ragazza incapace di omologarsi e molto timidi, Kelly invece sempre a suo agio e completamente estroversa; è il modello a cui Yorkie si vorrebbe ispirare, perfetto esempio da imitare. Stereotipata è anche la loro storia d’amore che viaggia su binari prevedibili e ben noti passando dalla travolgente passione al classico allontanamento per poi arrivare al ricongiungimento finale. Arriviamo quasi a dimenticarci che siamo in Black Mirror e che non è tutto mai così semplice. Presto ci si renderà conto che a San Junipero è sempre sabato sera, è sempre il momento di dedicarsi a fare baldoria e a lasciarsi andare. Questo breve ma infinito loop temporale servirà alle due protagoniste per mettersi a nudo e aprirsi totalmente l’una con l’altra.

Piano piano arriviamo a scoprire sempre di più di questa realtà fittizia e ci addentriamo sempre di più nella zona Black Mirror. La seconda parte cambia completamente le sorti del racconto, ci troviamo nella realtà, una realtà cruda e dura dove incontriamo di nuovo le due donne. Sono entrambe due donne anziane e condannate. San Junipero non è altro che una realtà virtuale dove si può trascorrere una gioventù eterna, un eterno sabato sera dove dimenticare la dura vita della realtà e dove poter cancellare le difficoltà date dell’età. Non solo si possono trascorrere gli ultimi anni della propria vita, ma una volta morti è possibile restare in maniera permanente dentro questa realtà, garantendosi un’immortalità artificiale.

Ecco Black Mirror, ecco che dentro quello che è probabilmente l’episodio più bello della stagione arriva il colpo allo stomaco tipico di questa serie. Un futuro dove la tecnologia è in grado di creare il paradiso, dove basta accettare di essere caricati in cloud per avere un’anima immortale. Yorkie vuole scappare dal suo passato e dalla sua prigione mentale e fisica e vede nel trasferimento il suo unico modo di fuggire, ma Kelly invece non vuole rinunciare al ricordo della sua famiglia e a quel passato che la definisce, seppur doloroso. È giusto ottenere un’eterna illusione per scappare da un ciclo naturale della vita? Ecco il dubbio morale che pervaderà la puntata di 4 di questa terza stagione. Si è di fronte ad una scelta. Continuare a vivere in “Paradiso” o spegnersi e rimanere se stessi fino alla fine.

Una trama particolarmente lineare e molto scorrevole può ingannare lo spettatore che non si sente pienamente inserito in un episodio di Black Mirror. La potenza di San Junipero sta proprio nella sua diversità, nella sua semplicità di mettere lo spettatore di fronte ad una scelta ad un dubbio morale esposto con schiettezza. Si torna a parlare di elaborazione del lutto e di come per amore si vuole/può superare la morte con la tecnologia, esattamente come avveniva in Torna da Me.

Siamo di fronte ad una puntata di altissimo livello sotto molti punti di vista, sia per quello che concerne l’apparato tecnico sia quello di scrittura. Abbiamo una coppia di protagoniste che sfoggia una perfetta interpretazione e ci fa innamorare del loro amore. Una regia elegante che grazie ad un ambientazione altrettanto elegante, riesce a rendersi iconica e memorabile. Anche le musiche che accompagnano l’episodio sono perfettamente contestualizzate. San Junipero riesce a dare il tocco in più grazie alla sceneggiatura, non canonica di Black Mirror. Un racconto conciso ma di grande complessità, capace di emozionare lo spettatore e di costringerlo a fare i conti con la propria coscienza.

Le tematiche sono così radicate nello scorrere della narrazione che quasi completamente ignoriamo l’importanza morale che questo episodio ci vuole dare. Siamo accompagnati in un viaggio religioso, profondo e molto intimo. Un futuro dove la religione stessa perde il suo Paradiso e dove invece la tecnologia domina anche questo aspetto della vita. Non serve più avere fede, basta poter decidere di volerlo e allora possiamo diventare dei dati per l’eternità. L’ingerenza di questa puntata sulla moralità della perdita e della scelta è tanta. Yorkie rappresenta tutte quelle persone che vorrebbero poter scegliere della loro vita e scegliere quando farla finire, l’eutanasia viene identificata come liberazione dalle pene del corpo per una serenità virtuale. Yorkie può scegliere di morire e di accedere al paradiso in modo del tutto personale. Kelly all’opposto vuole che il suo percorso di vita sia naturale e regolare, che non proceda secondo dettami tecnologici. Lei comunque sceglie di non dimenticare e di continuare il suo percorso in modo sereno, fino all’incontro con Yorkie.

Non si può decidere chi ha ragione e chi torto perché fondamentalmente San Junipero non vuole metterci davanti ad un monito come gli altri episodi della serie, ma vuole darci una visione completa di come può essere in perfetto equilibrio la diatriba morale che gira intorno a questa puntata. Nessuno ha torto o ragione, entrambe le donne hanno delle motivazioni che non ci si può permettere di contraddire, vediamo entrambi i loro punti di vista e non possiamo non condividerli. Il fulcro sta nella scelta, quello che possiamo ottenere è semplicemente nelle nostre mani e nelle nostre decisioni, siamo noi che possiamo decidere se andare o non in paradiso. La fine è emblematica, perché Kelly decide di rinunciare a quelli che erano stati i suoi principi per amore, per provare a costruire una vita nuova e diversa, sceglie liberamente e in totale autonomia di essere padrona della sua eternità facendo un sacrificio per quello che secondo lei poteva essere un nuovo futuro.

Black Mirror – La tecnologia secondo Charlie Brooker

 

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