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Cloverfield – Genesi e connessioni del misterioso franchise di J.J. Abrams

  • di Luca Brindani
  • 11 Febbraio 2018
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Cloverfield, un nome e un mistero. Il film originale del franchise prodotto da J. J Abrams e diretto da Matt Reeves nel 2008, era un vero e proprio soggetto misterioso, sin dalla sua nascita e che ha mantenuto questa sua natura fumosa fino al rilascio. Ma andiamo con ordine.

Il progetto, che poi sarebbe stato rilasciato con il nome di Cloverfield, durante i suoi primi mesi di sviluppo non solo era ancora senza una sceneggiatura definita ma anche proprio senza un titolo, già da qui si lasciava presagire quanto il progetto avesse le potenzialità per una viralità estrema. Ma per capire quanto questo film fosse una macchia indistinta dobbiamo tornare al 2007, un anno prima dell’uscita della pellicola: infatti i provini per la pellicola si stavano tenendo in segreto, e la produzione aveva deciso di tenere in considerazione solo attori giovanissimi e di incuriosirli dalla presenza di Abrams, che sarebbe stata una figura sopra alla produzione dei singoli film. Ma non solo in questo la pellicola di Reeves era strana, infatti, durante i casting, non si aveva nemmeno una sceneggiatura, questo portò la produzione ad utilizzare vecchi script da altre produzioni di Abrams, come Lost e Alias, per i casting, ciò ovviamente confuse gli attori, che non sapevano per cosa si erano candidati ed allo stesso tempo ha dato un ulteriore alone di mistero al progetto.

Arriviamo dunque alla campagna di marketing, che in questo caso non ha fatto altro che non dire nulla sul progetto. Di Cloverfield infatti non solo non c’era un nome e una locandina fino al tardo 2008, ma c’erano vari siti, che sotto l’attenta supervisione della produzione, stavano creando la catastrofe con gli spettatori ignari.

Tra le mosse pubblicitarie che furono permesse alla produzione data la giovane età e la non fama degli attori di preparare dei profili di MySpace falsi, il cui ultimo log in risaliva al 18 gennaio 2008, ovvero il giorno dell’incidente. Piano piano, dunque i tasselli del puzzle stavano andando al loro posto, e venivano rilasciati siti misteriosi, come http://ww1.1-18-08.com/ (ora dismesso), il sito tra l’altro prendeva il nome provvisorio del film, che altro non era se non la data del misterioso incidente. Scoppia silenziosamente la bomba virale, su internet comincia a circolare il nome e i primi utenti ficcanaso iniziano a collegare i punti. Dopo di che passano le settimane ed esce il primo trailer, non troppo tempo dopo, il film. Era il 30 Settembre 2008 e uno dei franchise più interessanti degli ultimi anni era entrato prepotentemente nelle nostre vite.

Dunque arrivati all’uscita, il film si palesa come un monster movie abbastanza classico nell’incipit, ma non nella struttura. Infatti la pellicola, girata in found-footage, segue un gruppo di ragazzi che tentano di allontanarsi dal centro di New York, preso sotto assedio da un mostro gigante. Reeves gira un film atipico e pieno di riferimenti a quello che sarebbe diventato il mondo di Cloverfield, riferimenti che poi sono diventati, nella mente dei fan, misteri e complotti. Il film riesce ad ottenere un buon riscontro di pubblico e di critica, il costo della produzione, irrisorio, permette alla produzione di mettere in cantiere un sequel, che non vedrà mai la luce, o forse non l’ha ancora vista.

Se si rimane fino alla fine dei titoli di coda si può sentire, “Help us”, quindi i ragazzi sotto le macerie sono sopravvissuti ma non è finita, infatti riavvolgendo la traccia audio si può sentire, “It’s still alive” chi? Il mostro probabilmente.

Passano gli anni e del Clover (il mostro) e del seguito del film non si sente più nulla, fino al 2014, quando la Bad Robot ingaggia Dan Trachtenberg per dirigere una pellicola dal titolo The Cellar, prodotta da Abrams. Anche in questo caso le informazioni sono scarse e il trailer del film arriva senza troppe celebrazioni durante la premiere di 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi. Per il rilascio del film passeranno almeno 2 anni, 11 Marzo 2016 (8 dal primo Cloverfield).

10 Cloverfield Lane ha anch’esso avuto una campagna marketing interessante con al centro la Tagruato, infatti sul sito della compagnia immaginaria del primo film e che era al centro anche del suo marketing è apparsa una sezione dedicata agli impiegati del mese, con ultimo aggiornamento in Febbraio 2016 e che aveva il faccione di Howard Stambler (John Goodman), l’antagonista del film, descritto come membro della sussidiaria Bold Futura. Il sito descrive anche il personaggio: “Howard celebrerà il suo settimo anniversario con la Bold Futura in autunno. Questo mese, l’impeto di Howard, il suo impegno e il suo rifiuto di soluzioni facili hanno rappresentato un grande passo in avanti nella trasmissione dei dati di diagnosi a cura di due satelliti dei nostri clienti”. Più avanti nel film tornerà la Bold Futura come mittente di una lettera per Stambler e la Tagruato, sezione Giapponese; quest’ultimo ovviamente è un riferimento al primo film, dove il protagonista, Robert Hawkins (Michael Stahl-David), stava appunto per trasferirsi in Giappone dopo una promozione.

10 Cloverfield Lane, però non sembra un sequel diretto di Cloverfield, ma uno spin off, che prosegue la storia di questo universo ed esplora un nuovo tipo di mostro, l’uomo. Con protagonista stavolta però volti noti, come John Goodman, Mary Elizabeth Winstead e John Gallagher Jr., il film si pone come un tentativo di costruire non solo una pellicola dai forti toni horror e tesi, ma anche come seguito spirituale di un esperimento ingegnoso e misterioso, quello del Cloververse. L’idea generale che si forma qui quindi è che il franchise di Cloverfield non sia una vera e propria saga, ma un aggregato di tematiche di base su cui basare delle trame e sperimentare la reazione umana ad una crisi pressoché impossibile da superare. Complice anche il finale del film, in cui non solo non vediamo Clover, ma si palesa un mostro alieno che non ha assolutamente senso e continuità con il film precedente, almeno apparentemente.

Anch’esso incontra in fondo il volere della critica e del pubblico in quanto è tutto sommato un film molto piacevole. Tutto ciò fa fiutare che qualcosa è in movimento, 8 anni di pausa per un franchise costituito da un solo film sono veramente tanti. I fan iniziano quindi ad ipotizzare e a cercare tracce ed indizi su internet. Insieme alle loro ipotesi vengono annunciati come TBA due film del CloverVerse, Cloverfield: God Particle e Cloverfield 4, entrambi con una data approssimativa molto ravvicinata. Inizia quindi così di nuovo il virale marketing fatto a costo zero dalla produzione tramite dei fan del prossimo film di questo universo in espansione. L’ingegnosità infatti di questa campagna sta tutta nel lanciare briciole su internet tra interviste e rumor, a cui i fan poi danno seguito e che alimentano, lasciando a loro la necessità di collegare e di trovare delle conclusioni. Tipico di Abrams.

Purtroppo, non è dato sapere come e perché, la fiamma si affievolisce e di questi film non si hanno più aggiornamenti, fino al Superbowl 2018, dove Netflix rilascia il trailer di The Cloverfield Paradox, terzo film del franchise, che viene rilasciato immediatamente il Lunedì alla fine della finalissima di football, dando così modo al franchise di riaccendere violentemente la fiamma che fino a quel momento aveva sempre lasciato i fan con un generale senso di insoddisfazione e di rassegnazione. Sempre più tasselli dunque vengono uniti al Cloververse e sempre di più questo mondo prende forma non sulla carta, ma nei nostri cuori e nelle nostre menti, facendo dell’esperimento di Abrams il primo franchise totalmente immaginato ed espanso ed espandibile da anche solo un piccolo aggiornamento su un sito anche fasullo. Anche la campagna di Paradox infatti è stata lanciata silenziosamente: è stato riattivato il sito della Tagruato con l’annuncio che un nuovo progetto della multinazionale giapponese per una nuova rivoluzionaria fonte energetica è in corso con data finale settata al 18 Aprile 2028, e viene lanciato un nuovo sito, http://04182028.com, in cui in loop c’è un video confuso di Mark Stambler (lo stesso cognome del personaggio di Goodman in 10 Cloverfield Lane, entrambi credenti di teorie aliene) in cui avverte delle pericolosità del progetto, esattamente come avviene nel film. Il finale della pellicola è chiaro, siamo nel mondo del primo film, non ci sono dubbi. Oppure no?

Ora la domanda cruciale: come si connettono i tre film? Su questo abbiamo diverse teorie, su internet stanno già spopolando video e thread su ciò, e noi vogliamo dare il nostro contributo. Partiamo dalle discrepanze: Cloverfield e 10 Cloverfield Lane sembrano essere i più lontani tra loro, nel secondo non solo non si fa minimamente menzione di una passata invasione aliena, quella che accade durante il film è un evento totalmente nuovo per loro, sembrerebbe distaccato dal precedente specie sul finale, in cui abbiamo un altro tipo di invasione aliena, non un mostro ma una nave semiorganica extraterrestre. Lo stesso accade in relazione al terzo film, non solo non si parla mai di un’invasione nel 2008, ma il mostro alla fine è decisamente più grande di Clover, tanto da oltrepassare le nuvole. Aggiungiamo un dettaglio, se in Paradox la tecnologia è molto più avanzata, parliamo infatti di una storia ambientata intorno al 2028 (un po’ utopico, ma sorvoliamo), nei film precedenti la tecnologia è sempre stata coerente con l’anno di pubblicazione, ed è improbabilissimo che Abrams abbia intenzione di soprassedere a questi dettagli diabolico com’è, ed è impossibile quindi collocare tutto in un unico universo. Le differenze tra i tre film sono evidenti tanto quanto lo sono le somiglianze, abbiamo sempre la Tegruato al centro del ciclone e un’invasione aliena spuntata dal nulla. Paradox ha però introdotto l’elemento scatenante, l’anno 0, il paradosso e il salto quantico tra le dimensioni. L’alternativa più diretta (e forse più superficiale, vi spiegheremo dopo il perchè) è che i tre film siano in realtà dimensioni parallele in cui il paradosso ha portato sulle Terre uno o più alieni. A rafforzare questa tesi c’è il dettaglio che nell’ultimo film il tempo tra le due realtà non è consistente, in quanto la Cloverfield Space Station si trova quasi al punto opposto del sistema solare, a segno che la Terra della dimensione 2 è sfalsata di 6 mesi rispetto alla Terra della dimensione 1. Il paradosso quindi potrebbe aver portato Clover cucciolo nel 2008 nell’Universo del primo film, Clover “adolescente” e/o gli alieni senza nome nel 2016 in 10 Cloverfield Lane e il Clover adulto nell’ultimo film.

Compagnie che fanno parte della multinazionale Tagruato: Slusho!, Yoshida Medical Research, Parafun e Bold Futura.

Ma sappiamo benissimo che con Abrams nulla è mai così semplice: tutto il mondo di informazioni rilasciate su internet hanno dato vita ad un cosiddetto ARG, o Alternate Reality game, in cui si dipana una trama complottistica ordita dalla Tegruato, in cui, tra le altre cose, sembra che l’avvento di Clover sia proprio a causa di una non meglio specificata ricerca della multinazionale compiuta nei fondali dell’Oceano Atlantico, zona in cui il mostro compare per la prima volta. Paradossalmente, anche per questa fantascienza così rigorosa è implausibile che in due dimensioni diverse possa arrivare lo stesso mostro nello stesso evento, a meno che non sia sempre lui in tutte e tre le realtà. Ragion per cui un’altra teoria può essere la seguente: Clover, che fa parte dell’Universo di Cloverfield, si è risvegliato a causa degli esperimenti, ha distrutto New York ed è sopravvissuto al bombardamento (questo lo sappiamo per certo grazie a degli Easter Eggs alla fine dei titoli di coda della pellicola del 2008) rifugiandosi da qualche parte nel mare. Arriviamo ora al Paradosso, l’evento che trasporta Clover dal primo Universo a quello principale di Paradox, dal nulla. Questo però è solo il primo dei due salti dimensionali, non abbiamo idea di cosa provochi il secondo nella dimensione 2. E, cosa più importante, non c’è salto dimensionale che giustifichi l’arrivo di Clover nella realtà di 10 Cloverfield Lane.

Arriviamo quindi a Cloverfield 4, film che ricordiamo uscirà ad Ottobre: le speculazioni al momento indicano la data d’ambientazione al 1945, anno di fondazione della Tagruato e, importantissimo, anno del progetto Manhattan. Ci piace pensare, in un mind-set del tempo ciclico, che la prole di Clover vista nel 2008 possa essere teleportata nel ’45 in Giappone, in cui la neonata Tagruato riesce a salvare dalle bombe atomiche uno dei mostriciattoli per future ricerche, facendo di Clover il figlio di sè stesso, o magari, tornando a parametri meno intricati il Clover del primo Cloverfield potrebbe essere arrivato sulla Terra in forma embrionale proprio nel ’45. Più in generale, nella pellicola ci aspettiamo la storia della Tagruato e di come i loro fondatori vengono a conoscenza del mostro. Se così non dovesse effettivamente essere e la data del setting dovesse essere un’altra, speriamo che trovi la chiave fondamentale che inserisca 10 Cloverfield Lane in una catena di cause ed effetti coerente tra i quattro film. “Monsters, demons and sea creatures” recita Mark Stumbler in tv nelle prime battute di Paradox, se Clover dovesse essere la creatura marina e i mostri fossero arrivati al 10 di Cloverfield Lane, potrebbe presentarsi la prole demoniaca sul fronte della Seconda Guerra Mondiale?

Un’altra idea che ovviamente ci è venuta in mente è che il mondo di 10 Cloverfield Lane, possa essere lo stesso dove ha viaggiato la stazione Cloverfield e che la prima accensione del reattore abbia provocato un’apertura (o un’anomalia) che ha trasportato i mostri nella terra di Paradox e che invece il secondo salto, che li riporta a casa ha invece avuto un’altra influenza ossia ha aperto un varco nel tempo e ha portato dei mostri/alieni più piccoli nel 1945, dove si ambienterà il quarto capitolo della saga. Ovviamente queste sono tutte ipotesi, date un pò dall’interpretazione di indizi e un pò dai giochi che Abrams ha sempre adorato dai tempi di Lost, insomma una risposta, magari neanche tanto certa potremo solo averla col tempo.

In un modo o nell’altro, il progetto di Abrams sta prendendo forma, forse il suo progetto più grande, di una scala molto più imponente di quella perla dal finale discutibile che è stata Lost, la pietra miliare più grande nella storia dei telefilm fantasy e sci-fi.

Articolo scritto a quattro mani con Federico Di Crescenzo.

[Recensione] The Cloverfield Paradox – L’Inizio della fine

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