April 21, 2018
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[der Zweifel] Eurotrip: Scotty doesn’t know

  • da der Zweifel
  • 12 aprile 2017
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Tra centinaia di film on the road ce n’è uno che, nonostante non appartenga all’Olimpo cinematografico, porto nel cuore. Lo vidi per la prima volta pochi mesi dopo la sua uscita nelle sale insieme a mio padre. Avevo intorno ai dieci anni e da poco in casa era entrato il lettore DVD. Così, tramite questo mezzo ultratecnologico, Eurotrip entrò in casa mia. Ero piccolo e quel film mi fece sentire grande: per questo lo guardo ancora volentieri.

Scott Thomas è un ragazzo dell’Ohio che intrattiene un rapporto epistolare con un amico tedesco, pronto a venire negli Stati Uniti appena il diploma per cercare un college dove studiare. Convinto dall’amico Cooper che l’amico di penna non è altro che un maniaco che vuole entrare in lui, Scott decide di tagliare tutti i ponti con una mail, che convincerà il destinatario a bloccarlo. Solo la mattina dopo scoprirà che l’amico di penna è in realtà una ragazza di nome Mieke, invece che Mike come pensava per la sua carenza in tedesco. Pentito di averla trattata male, e non potendo scriverle una mail di scuse, decide di partire per Berlino. Il viaggio l’aiuterebbe anche a superare il tradimento della sua ormai ex-ragazza . A lui si unisce l’amico di sempre Cooper, animato dal desiderio di fare del sesso europeo. L’America fu fondata dai puritani, che fuggivano le perversioni europee. Cooper vuole così tornare alle radici del suo retaggio.

Ma questo è l’inizio della storia così come lo ricordavo dalla mia prima visione. Perché non conoscendo altro che i colori in inglese, a quell’età mi persi il dettaglio più bello del film: Scotty doesn’t know.

Scotty doesn’t know è la canzone che attraversa tutto il film. È canticchiata, remixata, e presente nella maggior parte delle scene del film. Alla festa post diploma è suonata live dalla band del nuovo ragazzo di Fiona, l’ex di Scott. La canzone racconta proprio la relazione che Fiona e un Matt Damon in versione rocker intrattengono da quasi un anno alle spalle di Scott. Il povero Scotty pensava che la sua Fiona andasse spesso in chiesa, amasse passare le giornate a fare shopping. Che stupido ingenuo! La dolce Fiona se la spassava con il Damon rocker anche nel giorno del suo compleanno.

Compreso che la sua storia con Fiona è conclusa, Scott decide quindi di partire alla ricerca di Mieke. Insieme a Cooper atterra a Londra, dove i due capitano in un pub di tifosi del Manchester United. Un folto gruppo di tifosi dello United a Londra mi fa strano, ma in una metropoli tentacolare come la capitale inglese ci si aspetta di tutto. I giovani ragazzi americani sono spaventati dagli hooligans, che appena li vedono entrare già li minacciano. Come se un laziale mettesse piede in un Roma Club o viceversa. Forse gli americani hanno una visione leggermente negativa dei tifosi di calcio. Fatto sta che la crisi viene risolta da Scott cantando l’inno del Manchester United Fan Club dell’Ohio, la squadra di calcio più cazzuta del mondo. Grazie ad una bella ubriacatura Scott e Cooper si risvegliano nel pullman degli hooligan in viaggio verso la Francia. Arrivati a Parigi incontrano due amici del liceo anche loro in Europa per le vacanze estive: i gemelli Jenny e Jamie.  Tutti e quattro sono grandi amici e decidono di andare da Mieke passando per le principali città europee.

Non prima di una sana rievocazione di Robot Wars.

Il viaggio ricomincia e diretti verso Amsterdam incontrano un personaggio alquanto ambiguo. Spagnolo nella versione italiana, italiano in quella originale. Ciò mi ha dato molto su cui riflettere. È questa l’immagine che trasmettiamo al mondo?

Ma andiamo avanti. Se persino i giovani più istruiti del Vecchio Continente considerano Amsterdam un luogo di perdizione e sballo, non può che essere lo stesso per dei giovani yankee che probabilmente nemmeno si rendono conto di essere nella città del museo dedicato a Vincent van Gogh. Sia mai! Droga e sesso. Null’altro! E così i nostri eroi sperimentano la folle vita olandese. Il più eccitato è Cooper che subito vola verso il quartiere a luci rosse per fare un po’ di Vandersexxx. Non rimarrà molto soddisfatto.

E lo capisco.

Rimasti con poco meno di cinque dollari il gruppo d’amici si ritrova dirottato a Bratislava, dove grazie al cambio favorevole può fare la bella vita. Tra ostriche e maggiordomi, si ritrovano a bere l’assenzio, bevanda mitizzata un po’ ovunque ma mai come nel paese dove devi aspettare 21 anni per bere senza avere problemi con la giustizia. L’effetto dell’assenzio è distruttivo: i gemelli limonano tra di loro.

È tempo di chiuderla qui ed andare a Berlino. Ma Mieke non c’è, è a Roma. C’è solo il fratellino più piccolo, ma altrettanto deciso sulla sua futura linea politica.

L’inseguimento all’amore arriva fino al Vaticano dove Mieke è in visita ai musei. Un po’ di cultura fa capolino nel film, e ovviamente questo non può che avvenire in Italia. Un po’ di riconoscimento al nostro ruolo culturale ci sta. Tralasciando tutte le peripezie poco interessanti e poco divertenti che capitano a Roma (dato che troppe gag dopo un po’ stancano), alla fine Scott e Mieke si rincontrano e si mettono insieme. L’amore trionfa.

Il loro idillio potrà poi proseguire al college dove verranno messi nella stessa stanza (!!!) per lo stesso stupido errore che aveva dato il via al film. Il cerchio si chiude e partono i titoli di coda.

Risuona nuovamente Scotty doesn’t know e si rockeggia.

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