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[der Zweifel] Quando la fiaba Disney parla napoletano

  • di der Zweifel
  • 10 gennaio 2018
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Siete andati a vedere al cinema l’ultimo film Disney, Coco? Quanti bei sentimenti e quanti valori positivi eh? La famiglia, l’amicizia, l’amore, la passione che serve per realizzare i propri sogni… Insomma, un film per tutti che, sommato al corto sulle avventure pre-natalizie di Olaf, il pupazzo di neve magico di Frozen, proposto in sala come aperitivo, ha riempito il cuore dei più teneri e educato ai sentimenti più puri moltissimi bimbi.

I film Disney sono così, lo sappiamo! Dai tempi del vecchio Walt la più grande casa di produzione americana svezza i più piccoli con film che possono essere definiti delle vere e proprie fiabe moderne.

Alcuni film sono letteralmente trasposizioni moderne di intrecci narrativi vecchi ormai di secoli. È infatti proprio questa la potenzialità della fiaba: mantenere un intreccio inalterato nei suoi nodi principali per poi adeguarlo al pubblico al quale ci si rivolge a in base al messaggio che si vuole trasmettere. Così come storie e intrecci si sono diffusi nei secoli questi sono stati facilmente recuperati dagli sceneggiatori della Disney per ricavarne dei classici dell’animazione.

Heath Ledger- Matt Damon

Ma le fiabe non sono state sempre così come ce le hanno raccontate le cassette che da piccoli desideravamo come una reliquia.

‘Le fiabe dei fratelli Grimm erano più gotiche’ direte voi.

Quella dei fratelli Grimm è solo una delle varie manifestazioni che questi intrecci, in giro da secoli, hanno assunto nel corso del tempo.

Queste storie sono nate molto prima dei Grimm e molto più a sud della fredda e cupa Europa del nord. Dobbiamo spingerci al di sotto delle Alpi, attraversare la pianura padana, scendere giù per lo Stivale e fermarsi all’ombra del Vesuvio. La nostra meta è la Napoli barocca del Seicento. È il 1634 e Giambattista Basile da alle stampe Lo Cunto de li cunti

Il Cuntodalle cui pagine Matteo Garrone ha tratto gli episodi del film Il Racconto dei Racconti, è una delle opere cardine della letteratura europea. Da questo testo si dipanano intrecci narrativi, personaggi e immagini diventate patrimonio collettivo di tutti gli europei.

Questo racconto, che presenta al suo interno altri 49 racconti, in una complessa ma funzionale struttura a scatole cinesi, può ritenersi la sorgente di alcune storie riprese, per l’appunto, anche dalla Disney negli ultimi decenni. tra le tante storie, scritte in napoletano, due di queste riusciranno a rendere palese le grandi variazioni che una fiaba può subire, mantenendo comunque intatti gli elementi principali del racconto: La Gatta Cenerentola Sole, Luna e Tallia.

Dal primo racconto è facile indovinare quale film è venuto fuori. La storia che Basile ci racconta è però leggermente diversa da quella che appare sugli schermi nel 1950. La differenza più grande è nel personaggio di Cenerentola. Se nel film è una povera ragazza che subisce gli abusi della matrigna e delle sorellastre, nel racconto di Basile è tutt’altro che innocente. La maestra convince Zezolla -è questo il vero di Cenerontola, ad uccidere la matrigna promettendole che poi, se la aiuterà a sposare il padre, la tratterà come merita. Uccisa la matrigna, la sua maestra sposa così suo padre. Ma dopo pochi giorni di riguardi Zezolla viene piano piano messa da parte in favore delle figlie segrete della maestra. Zezolla diventa così una sguattera e viene chiamata Gatta Cenerentola. Il resto della storia è incentrato sulle fate e sulla famosa scarpetta. Tralasciando il significato sessuale della prova della scarpetta -simbolo del’affinità sessuale tra il re e la ragazza, resta comunque difficile credere che dietro quella povera ragazza costretta alle pulizie più umilianti sia stata capace di commettere un crimine così efferato per puro egoismo.

Sole, Luna e Tallia a quale film sarebbe legato, vi chiederete. La bella addormentata nel bosco (1959) è la risposta. Questo sarà uno dei momenti in cui gli assoluti della vostra infanzia si ridurranno in nulla. Tallia è la bella addormentata. Sole e Luna i suoi figli. Figli del re che passando di lì per andare a caccia, la vede addormentata e la possiede nel sonno. La bella addormentata è stata stuprata nel bosco. Una volta risvegliata Tallia è ben contenta di sposarsi con il padre dei suoi figli. La storia si conclude con un matrimonio riparatore, come nell’Italia degli anni 50. Prima però si deve gettare tra le fiamme la prima moglie del re, leggermente adirata dalle azioni del marito  che per vendetta voleva bruciare la stessa Tallia e far mangiare i bambini al loro stesso padre con l’inganno. Una bella fiaba per bambini, nevvero?!

Spesso le storie che tanto amiamo nascondono dei lati e dei dettagli che conoscendoli possono inorridire, ma che fanno parte del DNA di quella storia quanto del nostro. Le fiabe, oggi come allora, sono un momento d’evasione, capaci di trasportare grandi e piccini in un mondo fantastico dove tutto sembra possibile. Anche le peggiori nefandezza. Proprio come nella vita vera.

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