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Doom Patrol – Le molte vite degli Eroi più Strani del Mondo

  • da Marco Travicelli Sciarra
  • 14 settembre 2016
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Oggi, negli Stati Uniti, la DC Comics lancia la nuova linea editoriale DC’s Young Animal affidata alla guida dell’ex-frontman dei My Chemical Romance Gerard Way, la prima testata di questa linea è proprio quella dedicata alla Doom Patrol. Per cui noi di RedCapes.it vogliamo cogliere l’occasione per parlare delle origini e della storia editoriale dei “The World’s Strangest Heroes”.


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Il Doom Patrol nasce dall’idea di creare una squadra che si concentri sulle persone considerate degli outsider nella società, uomini strani con superpoteri. Nel 1963 la DC Comics era nel pieno del processo di conversione di molti dei suoi fumetti della Golden Age in serie supereroistiche e affidò allo scrittore Arnold Drake il compito di trasformare la serie antologica di avventure sci-fi My Greatest Adventure, in un nuova testata di supereroi.

doom_patrol_vol_1_121Lavorando con il collega scrittore Bob Haney e l’artista Bruno Premiani, Drake iniziò ad elaborare la Doom Patrol: un gruppo di persone che hanno ottenuto i superpoteri in circostanze bizzarre, che vengono emarginati dalla società a causa della loro stranezza. Guidati dal genio paraplegico Niles Caulder noto come The Chief, il team originale includeva Elasti-Girl, donna in grado di alterare volontariamente la dimensione del suo corpo; Negative Man, uomo che è stato inondato di radioattività che è in grado di emettere energia negativa dal suo corpo; e Robotman, un uomo il cui cervello è stato rinchiuso in un corpo robotico a seguito di un terribile incidente.
A differenza dei normali supereroi, i membri della Doom Patrol non vedono i loro poteri come un dono che li rende eroi ma li percepiscono come una malattie, una maledizione che li ha afflitti e gli ha distrutto la vite. Solo grazie alla guida di Caulder riescono – in parte – a superare questo problema e diventare degli eroi.

La serie inizialmente era un grande successo, ci vollero solo sei numeri per far sì che My Greatest Adventure fosse rinominata Doom Patrol, ma dopo cinque anni, l’interesse per la testata iniziò a svanire portando la serie sull’orlo della cancellazione imminente da parte della DC. Drake, nell’ottobre del 1968, ha quindi deciso di dare alla serie una degna ed epica conclusione, uccidendo la totalità della Doom Patrol, facendo sacrificare il team per proteggere un villaggio di pescatori nel Maine. Drake, Premiani e l’editor della serie Murray Boltinoff decisero di chiedere, nel lato posteriore dell’albo, ai fan di chiedere alla DC Comics di far risorgere la squadra dal loro nefasto destino, ma prima che ciò avvenne ci volle quasi un decennio.


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Nel tentativo di far rivivere la Doom Patrol, Paul Kupperberg e Joe Stanton crearono una nuova incarnazione della squadra per una storia contenuta in Showcase # 94 del 1977. Solo Robotman sarebbe tornato dal team originale, essendo sopravvissuto all’esplosione che ha ucciso il resto dei suoi alleati, insieme a lui avevamo Negative Woman, una cosmonauta Russa posseduta dallo spirito radioattivo di Negative Man, Tempest, un disertore del Vietnam con il potere di sparare impulsi energetici dalle mani, e Celsius, una donna che afferma di essere la moglie di Niles Caulder e ha il potere di manipolare la temperatura e sparare raffiche termoclimatiche.

zczcwdr1guawwghigtesDopo tre numeri di prova, il team non è riuscito a creare abbastanza interesse nel pubblico da ottenere una serie, così face diverse apparizioni in molti titoli DC nel corso degli anni ’70 e ’80. Questo fino al 1987, quando la DC decise di dare alla squadra una nuova serie, al team si unirono un paio di eroi come Lodestone, donna in grado di controllare lo spettro elettromagnetico, Scott Fischer, un ragazzo che può irradiare energia dalla mani creando anche campi di forza, e Karma, ragazza in grado di generare sfortuna negli altri, rendendosi così invulnerabile a tutto.
La nuova serie fu affidata a Paul Kupperberg, che però lasciò la testata dopo appena 18 numeri.
A lui subentrò Grant Morrison che per portare avanti la serie a modo suo decise, con l’aiuto di Kupperberg, di rintuzzare la squadra dando una morte orribile a diversi personaggi, come da tradizione.

pnhlvi6Morrison ha colto l’occasione per riportare nella serie elementi al limite della stranezza, dando così origine alla run più famosa ed apprezzata del gruppo. Ha introdotto nuovi eroi come Crazy Jane, una donna dotata di 64 personalità individuali all’interno della sua coscienza, ciascuna con il proprio superpotere, o Danny the Street, un tratto senziente di strada – giuro non sto scherzando.
Doom Patrol divenne così una serie sperimentale e psichedelica, Grant Morrison affronta racconti basati sul surrealismo o su parodie estreme di fumetti supereroistici degli anni ’90, dando alla squadra i più bizzarri cattivi mai visti all’interno del DC Universe. La run di Morrison è stata di ben 45 volumi ed è presto diventato un cult per tutti i lettori grazie alla sua eccentrica e folle narrazione – anche lo stesso Arnold Drake si definì fan di questa serie.

Dopo aver rivelato che il leader del team originale Niles Caulder aveva segretamente manipolato la Doom Patrol, creando egli stesso gli incidenti che hanno dato loro i poteri, così in modo da poter formare la squadra, Morrison lasciò la serie nelle mani di Rachel Pollack da Doom Patrol # 64. Con il titolo ormai ufficialmente parte della Vertigo (etichetta della DC Comics che produce fumetti per un pubblico maturo), Pollack ha continuato sulla falsa riga di Morrison, aggiungendo alla trama anche diversi riferimenti sulla sessualità e sulle immagini religiose; ha anche introdotto uno dei primi supereroi transgender della storia: Coagula, un ex prostituta in grado di solidificare e sciogliere la materia con un tocco. Tuttavia, con la partenza di Grant Morrison la popolarità della serie cominciò a calare e la run di Pollack si è concluse con Doom Patrol #87 del 1995, non prima di uccidere, in vero stile Doom Patrol, alcuni personaggi, come Niles Caulder – di nuovo.


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Dopo la fine serie di Pollack, ci sono stati ben due tentativi falliti di riportare la Doom Patrol. Nel 2001, John Arcudi e Tan Eng Huat hanno lanciato una nuova serie facente parte del roster principale della DC Comics, abbandonando quindi tematiche più mature che venivano trattate sotto l’etichetta Vertigo.
Adoom_patrol_vol_4_15ncora una volta Robotman era l’unico personaggio a tornare in questa nuova squadra di eroi, ma questa serie di Arcudi e Huat non riuscì ad attirare l’attenzione del pubblico, che la definì “troppo normale” rispetto al lavoro di Morrison e Pollack, così la serie fu cancellata dopo 22 numeri.
Dopo Arcudi, nel 2004 John Byrne scrisse e illustrò una nuova serie; a differenza dei tentativi precedenti, questo è stato un reboot completo della continuity della squadra. Il team originale è stato riunito di nuovo “per la prima volta”, ma questo riavvio totale si è dimostrato incredibilmente controverso. Il malcontento dei fan porta la serie verso la cancellazione dopo il numero #18, ed in seguito al crossover del 2006 Crisi Infinita la continuity originale della Doom Patrol fu ristabilita – facendo così diventare la run di Byrne soltanto un brutto ricordo per i fan del gruppo.

Tre anni più tardi, Keith Giffen e Matt Clark hanno cercato ancora una volta di riportare la serie, cercando di trovare un equilibrio tra il toni dell’ormai iconica run di Morrison e le idee iniziali di Byrne. Con il reboot completo della continuty della DC (The New 52) alle porte e le scarse vendite, Doom Patrol è stato ancora una volta bruscamente cancellato, costringendo Giffen e Clark a completare la loro storia frettolosamente in soli 22 numeri.


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Dopo un decennio di esperimenti falliti, la DC Comics era felice di lasciare la Doom Patrol al di fuori del problematico reboot del The New 52. Dopo diversi anni la squadra fu mostrata all’interno delle pagine di Justice League, con la classica formazione creata da Kupperberg e Stanton negli anni ’70. La sottotrama finalmente rivela, come già accaduto durante la run di Morrision, che Niles Caulder era la figura sinistra dietro all’acquisizione di superpoteri da parte dei membri della squadra, fatto che porta a un confronto con la Lega. Dopo questa “rivelazione”, la Doom Patrol é stata lasciata nel dimenticatoio per diversi anni…fino a questa settimana!

Oggi parte la nuova impronta editoriale DC’s Young Animal, tentativo della casa di Burbenk di riportare tematiche più mature e più strane nelle serie. Una di queste è Doom Patrol, serie scritta da Gerard Way e disegnata da Nick Derington che già dalle prime anteprime dimostra di avere molta più sostanza di tentativi precedenti – ricordiamo sempre che Way è il protégé di Morrison – sono presenti molti volti familiari come Robotman e Crazy Jane, ma anche volti nuovi come Casey Brinke.

Noi di Red Capes incrociamo le dita, riponiamo molta fiducia in questa serie e in Gerard Way che già è riuscito a sorprenderci con i suoi precedenti progetti – voglio sempre ricordare lo splendido The Umbrella Academy con cui, da scrittore emergente, Way ha vinto un Eisner Award.

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