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[Esclusiva] Intervista a Francesco Francavilla – Da Batman: Specchio Nero a Afterlife with Archie

  • di Luca Brindani
  • 5 Luglio 2018
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Francesco Francavilla

Durante la scorsa edizione del Napoli Comicon abbiamo avuto la possibilità di intervistare, grazie a Edizioni BDFrancesco Francavilla, disegnatore nostrano noto per aver illustrato opere come Batman: Specchio Nero, Afterlife with Archie, Black Beetle e molti altri ancora. Durante l’intervista ci ha raccontato del suo lavoro con gli scrittori e dei suo ricordi piacevoli di quelle collaborazioni.


Qual’è stata l’esperienza in ambito fumettistico che ricordi con più piacere?

Ricordo con molto piacere l’esordio in Dc su Batman Black Mirror, lavorare con Scott Snyder e Jock è stata una bellissima esperienza anche sul piano personale, era un lavoro molto collaborativo

E’ diverso l’approccio di Archie Comics a quello di altre case editrici storiche con cui hai collaborato?
Sono molto fortunato a lavorare con Archie Comics, la casa editrice mi lascia fare ciò che voglio mentre in Marvel e Dc c’è un controllo editoriale maggiore e più limiti. Quando Roberto [Roberto Aguirre-Sacasa n.d.r]mi inviava le sceneggiature pensavo “ma ci faranno fare una cosa del genere?” ma avevamo completa carta bianca.

Afterlife with Archie è stato un progetto divertente da leggere, ci saranno dei seguiti e/o hai altri progetti il programma per Archie Comics?

Stiamo lavorando sul secondo arco narrativo di Afterlife with Archie che dovrebbe completarsi con il numero 12, dopodiché non so cosa succederà dato che Roberto è impegnatissimo e sta lavorando con Netflix sulle serie tv “Riverdale” e “Sabrina”.  

Qual’è l’artista che più ha ispirato il suo stile?

È una lunga lista! In particolare mi sono ispirato alla scuola Bonelliana, sono cresciuto leggendo Dylan Dog, Martin Mystère quindi nomi come Stano, Freghieri. Non mi piace fare una lista perché lascerei sicuramente qualcuno fuori.

C’è un personaggio o un gruppo di personaggi che vorresti illustrare?

Mi piacerebbe fare qualcosina in più con Swamp Thing perché ho solo disegnato un numero, è un personaggio che mi piace perché è organico, è fatto di foglie, radici ed è un soggetto che mi ispira.

Come definiresti la sua esperienza su Black Beetle?

Black Beetle è una lettera d’amore ai classici fumetti pulp, ho cercato di renderlo più appetibile ai lettori moderni con una colorazione abbastanza particolare che presenta uno stile più fresco, per questo motivo è stato definito “neo pulp” ed è un nuovo approccio al genere pulp.

Com’è stato lavorare su un personaggio ora tanto popolare come Pantera Nera, in un periodo in cui usciva da una gestione come quella di Christoper Priest?

È stato il mio primo lavoro alla Marvel, ero ad una fiera per presentare il primo numero di Black Beetle e l’editore di Black Panther vide il mio lavoro e mi propose di lavorare ad una storia in cui Daredevil lascia Hell’s Kitchen e Pantera Nera lo sostituisce per un periodo, un noir molto urban dai toni cupi che sarebbe stato perfetto per me. È stata una bella esperienza, in particolare mi è piaciuto disegnare le strade e i vicoli di New York alla quale Pantera Nera si è dovuto adattare essendo uno degli uomini più intelligenti della Terra.

Grazie mille per la disponibilità e buona fortuna per il futuro!

Grazie Mille a voi ragazzi ed un saluto ai lettori!


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