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[Esclusiva] Intervista a Gabriele Dell’Otto: in viaggio verso l’arte

  • da Alessio Vissani
  • 2 giugno 2017
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Dai grattacieli di New York all’Inferno, Purgatorio e Paradiso, dalle evoluzioni di Spider Man al viaggio di Dante: sembra quasi un azzardo mettere sullo stesso piano due mondi così differenti eppure in Italia, uno degli illustratori più richiesti, a livello internazionale, sta proprio realizzando questo particolare viaggio artistico e interiore. Gabriele Dell’Otto, romano classe 1973, è un illustratore prestato al fumetto dalla lunga carriera con la quale ha abbracciato diversi ambiti espressivi, dall’illustrazione scientifica al fumetto supereroistico statunitense, collaborando con le grandi case come Marvel e Dc Comics, passando per calendari, come quello dell’arma dei carabinieri nel 2002 e 2003, copertine di libri fantascientifici e videogiochi. La carriera di un illustratore nell’era moderna è costellata di collaborazioni varie, pochissimi si fermano soltanto su una realtà, anche per una crescita personale alla quale tutti gli artisti ambiscono sempre. Senza dubbio poter dire di aver contribuito negli ultimi tempi alla rielaborazione di personaggi storici come Spider Man può rappresentare un punto d’arrivo, ma ciò che fa elevare la carriera di un disegnatore è proprio il mettersi in gioco, ripartendo da zero, quasi come se si fosse arrivati al fatidico giro di boa.

Gabriele Dell’Otto nell’era dei supereroi sempre più protagonisti nel mondo del cinema poteva fermarsi e continuare a seguire l’onda mediatica ma grazie all’incontro con Dante sta realizzando la propria evoluzione e crescita da illustratore ad artista. L’arte è un qualcosa d’interiore, è un mondo senza committenti con una particolare predisposizione a cambiare prospettiva del proprio lavoro. “Quando incontrai Dante fu in un periodo della mia vita molto particolare – racconta Gabriele Dell’Otto – perche mi trovavo esattamente “nel mezzo del cammin”.  Il lavoro andava più che bene, ero molto gratificato ma c’è sempre stato qualcosa dentro di me che mi spingeva alla ricerca di qualcosa di più. In quel periodo riflettevo molto su alcune decisioni e azioni prese nella mia vita e durante un incontro, dove il professor Franco Nembrini leggeva uno dei canti della Commedia, capii che una delle opere più grandi mai scritte aveva a che fare con la mia vita, questo fatto mi toccò intimamente, mettendomi in moto dal profondo.

Le immagini di Dell’Otto sono sempre uscite fuori i canoni standard dei fumettisti classici; copertine e tavole realizzate con la tecnica ad acrilico dal forte realismo quasi caravaggesco, con un uso di luci e ombre più consone a un pittore che un illustratore. Aver detto sì a un progetto senza committenti, senza tempo come quello di dipingere e dare forma ai cento canti della Divina Commedia, insieme al racconto di Franco Nembrini, è sicuramente un passo inaspettato per Gabriele Dell’Otto. Un’opera che ti faccia riflettere su tantissimi aspetti della vita, un viaggio che se preso con le giuste motivazioni e persone accanto, può farti elevare o sicuramente metterti a confronto con i più grandi. “Senza dubbio il mio approccio alla Commedia è molto più intimo. Quando illustro Dante, metto la stessa serietà tecnica, ovviamente, con la quale mi approccio a Spider Man ma non avendo un editor che preme sulle scadenze, posso veramente concludere il dipinto soltanto quando arriva il famoso “click” emotivo. Ci sono stati dei canti dell’Inferno che ho rifatto più volte, cancellate opere già finite e magari anche buttato tele, ma più mettevo mano ai pennelli e più capivo l’importanza di quello che significava per me questo progetto. Ho sempre desideratoafferma Gabriele Dell’Ottorealizzare un viaggio più intimo attraverso le mie illustrazioni. Sono un estimatore di Gaudì che credo abbia lasciato una delle opere più spettacolari dell’architettura e dell’arte. In piccolo anch’io avrei il desiderio di realizzare una mia Sagrada Familia, lasciare qualcosa di me agli altri, ai miei figli, ai posteri e la Commedia di Dante credo che sia la miglior chance che si possa avere per arrivare a quest’obiettivo. Un viaggio dell’anima, perché mi rendo conto che da tre anni a questa parte, da quando ho iniziato ad abbracciare questo progetto, sto cambiando anche interiormente, una maggiore consapevolezza delle mie qualità e dei miei limiti.
Tecnicamente ho cercato ogni volta di approcciarmi in maniera differente. E’ stata una specie di preghiera e raccoglimento in cui ho cercato di venire a contatto con il mio io più profondo per comprendere al meglio l’essenzialità del messaggio di Dante attraverso le parole di Franco. Per cogliere tutto ciò mi sono messo completamente a nudo, ed è stata proprio questa la grande difficoltà, ma anche il mio nuovo percorso, riuscire a fermarmi in un particolare momento della realizzazione dell’opera per provare a catturare quella sensazione cardine che poi sarebbe stata trasmessa a chiunque altro avrebbe osservato quell’immagine o illustrazione”. Dopo vent’anni passati a illustrare il mondo Marvel o DC Comics, Gabriele Dell’Otto con le cento illustrazioni della Divina Commedia, spera di realizzare quel passo che lo porti sempre di più verso l’essenza dell’artista, perché come disse Papa Giovanni Paolo II “la vera opera d’arte non è forse, quella che s’impone senza ambizioni di successo e che nasce da un’autentica abilità e da una sicura maturità professionale?

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