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[Esclusiva] Intervista al disegnatore Marvel Andrea Broccardo

  • da admin
  • 12 settembre 2017
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Come sappiamo, nella Marvel gli Italiani non mancano, tra Bianchi, Dell’Otto, Pichelli, Checchetto, Schiti e molti altri, gli Italiani si sono fatti valere in campo fumettistico. Oggi possiamo essere fieri di essere rappresentati in questo campo anche dal disegnatore Andrea Broccardo. Per celebrare questa sua scalata nel mondo fumettistico e in concomitanza con l’uscita della sua nuova serie in Italia, noi di Redcapes.it lo abbiamo intervistato per voi.

Innanzitutto grazie per la disponibilità e ancora complimenti per i tuoi lavori, ora passiamo alle domande:

Come sei arrivato a lavorare per la Marvel e come ti ci trovi?

Ciao a tutti e grazie per lo spazio dedicato! Allora, ho iniziato a lavorare con la mitica Marvel dopo aver sostenuto un colloquio di lavoro e una portfolio review con un editor Marvel, presso il Comic-Con di New York, due anni fa. Ho presentato i miei lavori, gli editor facevano una selezione e chiamavano a colloquio quelli selezionati. In seguito a ciò, dopo alcune tavole di prova, nell’arco di un mesetto circa, venivo contattato per il mio primo lavoro, l’ultimo numero di Star Wars Kanan.
Sul come mi ci trovo, direi da Dio! Sono uno di quelli che si definiscono “Marvel Zombie”, ovvero un nerd patentato, amante dei supereroi, specie quelli della Casa delle Idee, e ritrovarmi a disegnare i personaggi che amo e di cui ho letto tonnellate di avventure è semplicemente splendido. Professionalmente è esaltante e stimolante lavorare con autori fantastici, alcuni davvero importanti per il panorama fumettistico, gli editor sono sempre molto gentili e generosi nel fornire un sacco di supporto, dal materiale informativo a consigli su come approcciarsi alle tavole più complesse. Insomma, dopo due anni, posso dire che sono felice come il primo giorno e ogni nuova storia è uno stimolo enorme a mettermi in gioco e dare il top

Visto che la tua nuova miniserie su Strange e Punisher è arrivata recentemente in italia,cosa puoi dirci del background sulla realizzazione della serie?

Strange-Punisher è stato un esperimento complesso e al contempo divertente da realizzare, infatti questa miniserie nasce per la pubblicazione online, sotto forma di “Infinite Comics”, ovvero comics nati per essere fruiti su piattaforme come Tablet o Telefoni cellulari. Successivamente venne convertita, come di solito succede, anche per la pubblicazione in cartaceo, con alcune differenze rispetto alla pubblicazione in digitale sia di formato che di narrazione.
Adoro il Punitore, un pochino meno Strange, ma disegnare questo insolito team-up è stato divertente. La storia preferisce abbandonare i toni dark e seriosi delle rispettive serie, in favore di una storia decisamente più action, splatter e leggera, divertente, i nostri sembrano quasi i protagonisti di quei film action anni’80, costretti a collaborare per fronteggiare problemi a cui non sono rispettivamente abituati e ovviamente detestandosi cordialmente e battibeccando costantemente!
E poi ho avuto carta bianca per fare mostri e demoni e mi sono sbizzarrito a più non posso, testimone il Mostro-Aereo-Pilota della I guerra Mondiale che affronta Strange nel primo numero!

Oltre all’universo Marvel ti sei addentrato in quello di Star Wars, come descriveresti e cosa ci puoi raccontare di questa esperienza?

E’ stata una delle più esaltanti, ma al contempo terrorizzanti che abbia affrontato. A differenza di Kanan ( che adoro) mi son ritrovato a lavorare sui personaggi classici di Star Wars, come Luke, Han e Leia, insieme a professionisti enormi, come Kieron Gillen e Jason Aaron ai testi e Marco Checchetto, Andres Mossa e Salvador Larroca alla parte grafica. Essere coinvolto in questo mi ha, all’inizio dei lavori, causato una bella dose di ansia da prestazione, che ho usato come stimolo per dare il 100% sulle tavole. Essere un fan sfegatato della saga mi ha aiutato nel gestire i dettagli, argomento su cui gli editor Marvel e Lucasfilm sono molto attenti.
E’ stato fighissimo studiare le espressioni degli attori, trasporre i loro volti su carta e vederli prendere vita, il massimo è stato poter disegnare il Millennium Falcon e i nostri protagonisti nella iconica cabina di pilotaggio.
Unico rammarico? Nella storia non era prevista la presenza dell’Impero, quindi niente Trooper e niente Darth Vader, ma spero in futuro di tornare nella Galassia Lontana Lontana e poterci lavorare su!

Come ti sei trovato a disegnare Doctor Strange e The Punisher: Magic Bullets? Quale ti è piaciuto disegnare di più? E quale preferisci?

La serie prevedeva una quantità enorme di mostri, mostriciattoli, demoni e carne da cannone per i nostri personaggi, su cui, come già detto, ho avuto carta bianca. Inizialmente questa totale libertà mi creava un po’ di ansia, temevo correzioni e modifiche, che invece non ci sono state! Gli editor e lo stesso John Barber erano contenti del design del “bestiario” e si son divertiti nel vedere alcune scelte da me fatte, che inizialmente credevo un po’ estreme, ma che alla fine son piaciute. Ho lavorato seguendo uno storyboard disegnato da Jason Muhr, in quanto, come spiegato, il comic, nasceva per il digitale, quindi con formati ed esigenze di fruizione differenti rispetto al cartaceo.
Ho adorato disegnare Frank Castle! Il buon Puni è uno dei miei personaggi Marvel preferiti da sempre! Sono un fan storico delle storie anni’80 di Baron, di quelle disegnate da Jim Lee, ma anche del ciclo di Ennis, che credo abbia avuto un ruolo fondamentale nel rilanciare un personaggio che stava finendo nel dimenticatoio.
Non sono un grandissimo fan del Dottor Strange, ma il recente ciclo di Aaron e Bachalo ha ridefinito il personaggio rendendolo moolto più affine ai miei gusti, più di quanto non lo fosse il personaggio classico.

Ti sei trovato bene a lavorare con John Barber e Kieron Gillen?

Certo! John era molto presente nel processo creativo e interveniva molto con consigli e materiale. Credeva molto in questa storia e si è divertito molto nel scriverla e credo che la cosa venga fuori leggendola, nei dialoghi e nelle situazioni folli in cui i due sono coinvolti! Una curiosità, John è stato editor per IDW prima del lavoro in Marvel e all’epoca della mia prima visita al New York Comic Con, mi fece una portfolio review presso IDW e mi inviò tavola di prova da fare, proprio mentre stavo muovendo i primi passi in Marvel. Quasi un anno dopo ci ritrovammo a lavorare comunque insieme su Strange-Punisher.
Kieron, invece è stato un po’ meno presente durante la produzione, lasciando molta libertà creativa, intervendendo per dare consigli o per sottolinare il suo apprezzamento per questo o quello. La sua sceneggiatura era davvero piacevole da leggere, ha una sorta di dialogo col disegnatore, lo script è pieno zeppo di metafore, modi di dire e riferimenti a film o fumetti, utili per far capire a chi disegna lo stato d’animo dei personaggi, l’ambientazione o una suggestione data da un brano musicale, giusto per fare un esempio.
E’ stato molto bello lavorare con entrambi, aggiungo anche che è stato ed è splendido lavorare con Cullen Bunn, con cui ho avuto il piacere di lavorare su Civil War II: X-men e ora su Monsters Unleashed. E’ davvero simpatico ed essendo amanti degli stessi generi ci siamo ritrovati in un sacco di punti, durante la lavorazione di queste storie.

Essendo ormai un disegnatore di un certo livello, come sei arrivato dove sei? E che consigli daresti a chi vorrebbe intraprendere questa strada?

Ahahahah, grazie per il “disegnatore di un certo livello”, mi fa piacere sentirlo, ma credo di essere ben lontano dal livello che vorrei. Sono molto autocritico con i miei lavori e guardando indietro, sono moltissime le cose che rifarei, ma credo che faccia parte di un percorso di crescita. Lavorare per un grande editore come la Marvel non è un punto di arrivo, ma di partenza.
Sono arrivato qui grazie a impegno, dedizione, un pizzico di follia e con una buona dose di fortuna e sostegno, in special modo da parte della mia compagna, Barbara Nosenzo, una persona straordinaria, che mi ha sostenuto quando pensavo che non ce l’avrei mai fatta a lavorare come fumettista. Lei ora è colorista presso Rebellion (Casa Editrice inglese che pubblica tra le altre cose Judge Dredd) e sta facendo cose bellissime!
Consiglierei a chi vuole fare questo lavoro di impegnarsi molto, la cosa fondamentale e concludere quanto si è inziato, finire i lavori che si è comiciato e cercare di dare il massimo. Di evitare come la peste le bagarre e le polemiche da social, le litigate e soprattutto di mettere da parte ansie e invidie, non portano a nulla se non a perdere tempo che potreste dedicare al disegno. E poi disegnare, disegnare e imparare tutto quello che non si sa, intestardendosi nell’imparare a fare quelle cose che sono difficili e complesse.
Consiglio di preparare portfoli con i propri lavori e di girare alle principali fiere del settore, di mostrare i propri lavori a chiunque e di accettare tutte le critiche e i consigli che arriveranno, se si vuole pubblicare è fondamentale!
In conclusione, di usare i social come vetrina per farsi pubblicità, molti autori oggi vengono scoperti grazie al web, utilizzarli per darsi visibilità è molto utile.

Quali sono i tuoi disegnatori e scrittori preferiti e che ti hanno segnato di più come artista?

Rispondere, qui, è davvero complesso. Sono moltissimi quelli che amo e da tanti di loro cerco di assimilare modi e tecniche per risolvere situazioni e inquadrature.
Tra i disegnatori attuali adoro alcuni nostri connazionali tra cui Camuncoli, Checchetto, ma anche Messina, la Pichelli e Schiti, li reputo tutti fantastici, tra gli stranieri amo Immonen, Coipel, Larraz, Albuquerque, Asrar e Samnee.
Quelli che credo mi abbiano segnato di più “storicamente” penso siano stati Romita, col suo Spider-man meraviglioso, Buscema con il suo Conan, ma anche Moebius e Bruce Timm, che col cartone di Batman riempiva i miei pomeriggi.
Sul fronte sceneggiatori, anche qui ne avrei una tonnellata da citare, ma tra loro son stato felicissimo di poter lavorare con Peter David su The Prox Transmissions, con Bunn sugli X-men e su Monsters Unleashed, Aaron e Gillen su Star Wars, ma anche Weisman su Kanan. Mi piacerebbe da matti lavorare con Mark Waid, amo praticamente tutto quello che ha fatto, amerei lavorare con Bendis, su qualcosa di corale, come lo erano i suoi Avengers o i suoi Guardiani della Galassia, mi piacciono moltissimo Snyder e il suo lavoro su Batman e King per il suo nuovo corso nel Rebirth Dc, ma questi sono solo alcuni tra i mille e più con cui vorrei fare qualcosa.
Tra i mostri sacri, quelli che “sarebbe una figata, ma figurati se succederà mai” sarebbe splendido lavorare con il Frank Miller di Born Again, il Moore di The Killing Joke e il Morrison di Arkham Asylum.

Sappiamo che stai lavorando a un nuovo progetto per Marvel chiamato Monsters Unleashed, cosa ci sai dire di questa nuova serie?

Monsters Unleashed vede il ritorno dei mostroni giganti Marvel anni’60, re-introdotti con un crossover di 5 numeri, il cui successo ha portato alla nascita di una serie regolare, sfociata nell’evento Legacy.
Non posso parlare molto di quello che vedremo nella storia, ma posso dire che si respireranno atmosfere degne dei classici “Kaiju Monsters Movie”, come la saga di Godzilla, con un tuffo nelle Terra Selvaggia, in cui abbonderanno le citazioni a King Kong, con una spruzzata del moderno Pacific Rim.
Insomma, robottoni giganti che combattono contro mostri giganti, con un tasso di devastazione senza pari, tutti gli ingredienti che gli appassionati desiderano!
E’ stimolante lavorare con questi personaggi, alcuni dei quali relativamente nuovi e poter dare la propria impronta, sia all’ambiente che ai charachters stessi. Poi, mi è stato chiesto di fare il design di un nuovo-vecchio personaggio, dandomi nuovamente carta bianca e mi sono sbizzarritoe divertito un sacco.

Oltre Marvel e Star wars a cosa ti piacerebbe lavorare magari in un prossimo futuro?

Adoro la fantascienza e l’horror, mi piacerebbe mettermi in gioco con questi generi. Mi piacerebbe lavorare su serie cosmiche, come i Guardiani della Galassia, Nova, Silver Surfer, magari in maxi saghe come lo fu all’epoca Annihilation, che ho amato alla follia, ma anche serie con personaggi classici horror, come Man-Wolf, Morbius, Blade e Ghost Rider, anche se son già felice perchè sto disegnando Elsa Bloodstone in Monsters Unleashed, una cacciatrice di mostri uscita dalle serie horror classiche.
Adorerei poter disegnare i Fantastici 4, magari alle prese con qualche avventura spaziale, cosmica o multidimensionale e in conclusione, adorerei tornare su Star Wars.

Quali sono i tuoi fumetti preferiti? E invece quelli che ti hanno spinto a fare questo lavoro?

Non ho un vero e proprio fumetto preferito, ma tutta una serie di opere che mi hanno influenzato e appassionato, come già citavo in precedenza tutto il Conan disegnato da John Buscema, tutto lo Spiderman di John Romita, Devil di Frank Miller, i F4 di Byrne, il Batman di Miller (Anno 1 sopra ogni cosa), qualunque cosa abbia scritto Alan Moore, mentre slegandoci dai supereroi, sto adorando Dragonero di Vietti-Enoch, ho amato Berserk, Devilman e Akira sul fronte manga, la saga di Sillage e Love per la Bd francese, Pratt e il suo Corto Maltese e i suoi Scorpioni del deserto, Giardino con Sam Pezzo e Max Fridman. Insomma ho letto e leggo un po’ di tutto, sono un onnivoro del fumetto, credo che sia una cosa buona conoscere molti linguaggi e cercare di proporli nelle proprie opere, provando a prendere il meglio da tutti. Grazie per l’intervista e buoni fumetti a tutti!!!!

Vi ricordo che potete trovare Andrea questo mese su Doctor Strange 21 e X-Men 15.

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