February 20, 2018
  • facebook
  • twitter
  • youtube
  • instagram
  • Homepage
  • >
  • Special
  • >
  • [Esclusiva] Intervista a David Rubin a Lucca Comics and Games 2017

[Esclusiva] Intervista a David Rubin a Lucca Comics and Games 2017

  • da Nicolò Beretta
  • 23 gennaio 2018
  • Comments Off

Tra gli ospiti più interessanti della da poco trascorsa edizione di Lucca Comics and Games 2017 c’era anche David Rubin, ospitato da Tunuè per presentare la nuova edizione de L’Eroe e la sua nuova serie Ether. Tra uno sketch e l’altro (tutti dei veri e propri capolavori), David ha accettato di rispondere ad alcune delle nostre domande, dimostrandosi con le sue parole di una gentilezza e di un umiltà quasi senza pari.

Ringraziamo anche Tunuè per la loro disponibilità.


Ciao David! Benvenuto a Lucca! Come stai?

Molto bene! Credo sia la quarta volta che vengo qui a Lucca per questa convention e la adoro.

etherParliamo del tuo nuovo fumetto, Ether, pubblicato in Italia da Tunue. Presentalo ai nostri lettori.

Ether è la mia nuova serie che sto scrivendo per Dark Horse insieme a Matt Kindt e che i ragazzi di Tunuè hanno portato qui. E’ una specie di cocktail che mischia insieme fantasy, sci-fi, commedia e dramma. Adoro lavorarci, al momento sto scrivendo il secondo arco narrativo, è una storia piena di sorprese, per me in qualità di artista è stato un dono poterne realizzare ogni pagina.

Alcune storie che hai realizzato come Beowoulf o L’Eroe raccontano di miti ed eroi norreni e greci, quelli che potremmo definire i precursori dei supereroi moderni. Che connessioni pensi che ci siano tra la vecchia e la nuova epica?

Come hai detto tu, i supereroi formano un nuovo pantheon, proprio come quello greco, ma in qualche modo riadattato ai nostri tempi. Adoro i fumetti di supereroi, penso che siano il genere più vero e autentico. Ho cominciato a leggere, scrivere e disegnare proprio con gli eroi dei fumetti DC e Marvel. E’ come se gli personaggi della mitologia e i supereroi dei fumetti siano le due facce della stessa medaglia.

Il tuo stile artistico è davvero molto personale ed iconico. Sfogliando le pagine di un tuo qualsiasi fumetto, si capisce subito che sono state disegnate da te. Che cosa ti ha influenzato maggiormente nella tua crescita come disegnatore?

Apprezzo tantissimi pittori ed artisti che non sono necessariamente fumettisti. Cerco di apprendere il più possibile dalle più disparate forme di arte, e così facendo qualche volta imparo anche qualcosa in più su di me e sul mio stile. Credo che sia l’unico modo che conosco per migliorare sempre di più: quando mi trovo di fronte ad un foglio bianco, prima di tutto mi guardo intorno per cogliere ogni dettaglio della quotidianità, della città, delle strade, della campagna e dei posti che visito.

david rubin

Qualche settimana fa in America è uscito il primo numero di Sherlock Frankenstein, primo spin off di Black Hammer, spin off al quale lavorerai tu. Raccontaci come è nata questo progetto.

Jeff (Lemire, autore di Black Hammer, ndr) è una persona splendida, nonché un autentico talento dell’attuale panorama fumettistico in generale, e ne apprezzo sia lo stile di scrittura sia quello di disegno. Mi ritengo davvero molto fortunato ad avere la possibilità di lavorare con persone come lui, Matt Kindt o Curt Pires. Sono tutti scrittori magnifici e cerco di apprendere quanto più possibile da loro. Cerco anche di sviluppare le mie storie in maniera diversa a seconda di chi lavora con me, cercando anche di sorprendere sempre i miei lettori.

Però non sarai solo disegnatore dello spin off visto che hai disegnato e disegnerai alcuni numeri anche della serie regolare sostituendo Dean Ormston. Cosa possiamo aspettarci?black hammer

Quando ho scoperto che sarei diventato il disegnatore principale di Black Hammer non riuscivo a contenere l’entusiasmo. Mi piace molto la storia e il lavoro che Jeff e Dean hanno fatto prima di me, quindi mi sono sentito onorato che la scelta fosse ricaduta su di me. Mi sento onorato anche al solo essere paragonato a Dean! Quando ho cominciato a lavorare a Black Hammer, ho svuotato la mente, ho allontanato da me tutte le paure e le insicurezze: volevo fare miei quei personaggi che Jeff aveva creato, è l’unico modo che conosco per mettermi a mio agio con una  storia su cui lavoro per la prima volta e anche con me stesso. E’ lo stesso metodo che ho applicato quando cominciai a lavorare ad Aurora West con Paul Pope. Adoro il suo Battling Boy, e ora quel personaggio è anche un po’ mio.

Ultima domanda: che significato ha per te il tuo lavoro di fumettista?

La chiave di tutto è la pazienza. E’ un percorso lungo e duro, come tutti gli altri, bisogna produrre molto, parlare con tanti editor, e soprattutto non si deve mollare. Ho conosciuto tantissimi autori e artisti eccezionali che non sono riusciti a lavorare in questo mondo perché hanno perso le speranze. Bisogna saper aspettare, bisogna essere forti, migliorare libro dopo libro, e solo allora saprai che quella è la strada giusta.

Grazie mille David, è stato un grande piacere ed onore poter parlare con te, ti faccio i miei auguri per tutti i tuoi progetti futuri e spero che ti diverta qui a Lucca.

L’onore è tutto mio, grazie mille a te!

Precedente «
Successiva »

Podcast