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[Esclusiva] Intervista a Linda Cavallini ed Emanuele Tenderini, autori di Lumina

  • da Nicola Di Lollo
  • 20 novembre 2017
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Questo weekend, alla Supergulp di Milano sono stati ospitati Linda Cavallini ed Emanuele Tenderini, autori della saga sci-fi di Lumina, hanno presentato il secondo volume della serie, da poco uscito disponibile nelle librerie e nelle fumetterie. Se siete di Milano o dintorni, vi invito a passare dalla fumetteria sui Navigli.

Io ho avuto l’immenso piacere di intervistarli e per me è stato un vero piacere parlare con loro.


Parlateci di voi, chi siete e cosa facevate prima di imbarcarvi sul progetto di Lumina.

Noi lavoriamo nel campo dei fumetti e dell’illustrazione da ormai 10-15 anni, prima di imbarcarci in questa avventura di Lumina e di Tatai Lab, editore che abbiamo aperto di conseguenza al successo del nostro libro, noi lavoravamo con case editrici italiane, francesi e americane. Linda lavorava principalmente nell’industria dell’infanzia e realizzava libri per Mondadori, Giunti e Hachette su ballerine, streghette, maghe, ecc. Io ero più un fumettista e ho lavorato con Sergio Bonelli, in Francia su fumetti di ricostruzione storica medievale, dove questo genere è molto in voga. Ad un certo punto, abbiamo deciso di raccogliere le nostre idee, le abbiamo messe insieme e così abbiamo realizzato Lumina: un nostro sfogo creativo a tema fantascientifico. E’ stata una necessità creativa, nei libri di ricostruzione medievale o per la formazione scolastica (nel caso di Linda), lavori con le mani legate dalla storia che devi realizzare seguendo gli avvenimenti storici o determinate regole su storie per la formazione scolastica, tenendo anche conto del rapporto con i lettori (nel caso di Linda, sono i bambini). Con Lumina, abbiamo potuto sfogare tutta la nostra fantasia: avevamo bisogno di inventarci un mondo.

Parlando di Lumina,  sia in ambito grafico sia nella scrittura, quali sono le vostre fonti d’ispirazione,?

Principalmente sono i videogiochi. Noi siamo degli appassionati dei prodotti videoludici, in primis Final Fantasy, e anche di film fantascientifici. Magari non centra molto ma anche Blade Runner, una pellicola che ha formato molto il nostro culto visivo, rispetto a certe storie. Noi veniamo dal modo di fare fumetti di Moebius e Enki Bilal, gli autori Francesi che tra gli anni ’80 e ’90 hanno creato la rivista Métal Hurlant (Metallo Urlante), con storie fantascientifiche psichedeliche che hanno influito tantissimo con le attuali produzioni cinematografiche a livello estetico, un esempio è Avatar. Noi abbiamo sempre amato questo genere storie e anche quando scriviamo narrazioni un po’ complesse, dove bisogna avere la pazienza di capire i tempi di lettura, come nella cultura letteraria Francese ed Europea.

Lumina

Come avete accolto l’enorme successo del vostro crownfunding?

Non ci aspettavamo questo enorme successo, anche perché, secondo i nostri calcoli, fatti in base all’obiettivo da raggiungere, avevamo individuato una cifra piuttosto grande da raggiungere. Il primo obbiettivo che ci siamo posti è stato di 44.000 €; al secondo abbiamo abbassato a 35.000 €, perché avevamo incominciato a perfezionare i meccanismi di gestione delle nostre campagne. Eravamo consapevoli che erano obiettivi elevati, specie in un paese come l’Italia, non abituata al concetto di crownfunding e quindi bisognava rapportarsi con un pubblico che doveva imparare a utilizzare questo nuovo strumento (Indiegogo). Lo abbiamo fatto perché le sfide non ci spaventano, la possibilità di fallire non ci destabilizza, l’importante è provarci, ci siamo messi alla prova e fortunatamente, il pubblico ha capito perfettamente quali erano le nostre intenzioni, il nostro obiettivo, le nostre aspettative sul progetto e, con la loro fiducia, ci siamo riusciti. [Sorride]

Quale consiglio dareste a un neofita che vuole approcciarsi al crowfunding?

Il consiglio principale è essere se stessi: il pilastro della creazione di un rapporto fra lettore e autore si basa sull’onestà di presentare se stessi al 100%; solo così il lettore sentirà di poter avere fiducia in te perché vedrà che non stai costruendo un personaggio per raggiungere un secondo fine, ma devi mostrare l’amore per il tuo lavoro, per la sua distribuzione e far sentire le proprie idee. Il pubblico sente tutto questo e ti premia con la sua fiducia.

Lumina

Cos’è l’hyperflat?

E’ una tecnica che ho dovuto “etichettare,” per rendere questo concetto ancora più chiaro ai miei lettori. In questa tecnica, tutte le sfumature di colore che creo nelle mie illustrazioni, non sono dei gradienti auto generati da Photoshop, ma sono delle sovrapposizioni di più livelli e, scostandoli l’uno dall’altro, formo il gradiente che desidero. E’ affascinante perché non diventa più un gradiente lineare o radiale, ma diventano forme complesse fuse con il gradiente; in Lumina, questo mi permette di dare una fotografia alle vignette, come avere un elemento a fuoco in primo piano e avere lo sfondo sfocato, e dare anche degli “effetti speciali” al quadro, come i poteri e le scie di luce, che io riesco a sviluppare, avendo completamente il controllo.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Porteremo assolutamente al temine Lumina con il vol.4, dove concluderemo la storia, quindi per adesso siamo concentrati su Lumina 3 e 4 e su tutti i libri di Tatai Lab, che abbiamo creato intorno a Lumina e che sta crescendo legandosi a tutti i progetti che stiamo portando avanti con esordienti giovani autori italiani, che si sono avvicinati alla nostra realtà, espandendo il catalogo di Tatai Lab.

Cosa significa per voi essere un fumettista?

[Emanuele] Per me essere un fumettista significa raccontare le proprie storie, le proprie idee con una attenzione particolare al rapporto con il lettore, cioè non racconto le mie storie a me stesso come sfogo creativo personale, ma in quanto fumettista ho bisogno del mio lettore. Per me essere un fumettista vuol dire raccontare storie ad un pubblico.

[Linda] Per me è una necessità. Non riuscirei a non farlo. Anche nei momenti più bui della mia vita, ho dovuto fare anche altri lavori, ma dal mio punto di vista ho dovuto continuare a farlo parallelamente. E’ il mio lavoro, perché se facessi un altro lavoro, dovrei farne due. Qualsiasi sacrificio che fai per qualcosa che ami, diventa un peso più leggero da sopportare.

Lumina


Ringrazio ancora Linda ed Emanuele per questa intervista e aspetto con ansia i prossimi volumi della serie, che reputo graficamente stupendi. E ringrazio Linda per lo sketch. Complimenti a entrambi.

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