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Graphic Novel, il romanzo del 21esimo secolo si scrive a fumetti

  • da Alessio Vissani
  • 14 settembre 2017
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I fumetti e le graphic novel sono mezzi estremamente potenti, ma non vengono adeguatamente considerati.Darren Aronofsky

Queste sono le parole del visionario regista americano de Il Cigno Nero e di The Wrestler, Darren Aronofsky. Verità o menzogna? Come sempre dobbiamo fare un passo indietro se si vuole comprendere appieno la reale potenzialità del mezzo fumetto o graphic novel e ammettere che in alcuni campi l’America ci anticipa di gran lunga. La differenza sostanziale tra le due realtà è che il fumetto generalmente abbraccia una categoria di storie seriali, vendute principalmente in edicola e fumetteria mentre la graphic novel è un genere narrativo venduto in primis in libreria, in cui le storie hanno la struttura del romanzo, quindi autoconclusive. Una tra le primissime storie che possiamo definire graphic novel fu “Contratto con Dio” pubblicata da Will Eisner nel 1978, ma era già dagli anni sessanta che questo termine faceva capolino tra gli autori e scaffali americani. La rivoluzione di questo genere ha fatto sì che lo spessore narrativo delle storie abbia influenzato il panorama fumettistico segnandone la crescita esponenziale artistica. Questa diffusione ha permesso inoltre, per la prima volta, una distribuzione molto più intensa di fumetti nelle librerie di varia, vuoi per la tematica che veniva affrontata e vuoi anche per il modo che venivano presentate le graphic novel, rilegate o cartonate proprio come i cugini libri. Ed è proprio dalla libreria che parte questo fenomeno, ormai radicato da moltissimi anni, almeno quindici in America, ma più recente in Italia.

Negli States il fumetto è sempre stato visto come un qualcosa di estremamente serio, la categoria supereroistica di per sé lanciava dei messaggi per il popolo, un Superman come simbolo di uno straniero che può combattere per la nazione che lo ospita, un Capitan America che otto anni prima della fine della Seconda Guerra Mondiale prendeva a pugni Adolf Hitler, una Wonder Woman paladina dell’emancipazione femminile… Insomma un movimento popolare, perché avvolgeva tutti, ma con uno spessore degno delle migliori opere di narrativa e letteratura. In Italia questa concezione ha faticato a imporsi nella cultura dei lettori, il fumetto da noi era il “giornaletto”, quello che trovavi in edicola e lo prendevi a volte per arrotondare gli acquisti dei quotidiani. Ma ora da qualche anno nelle librerie sono aumentate le sezioni dedicate ai fumetti e graphic novel, i ragazzi e gli adolescenti non escono senza un volume di Saga o Orfani, l’autore Zerocalcare ha superato le 750.000 copie vendute divenendo un’autentica star tra i propri lettori, come la collana ideata da Sio, altro fenomeno di culto e il fumetto in genere, insieme ai libri di cucina, è tra le categorie che negli ultimi cinque anni riscontra un segno positivo costante.

Se i giovani di una volta si emozionavano con “I ragazzi della via Paal” o “L’Isola del Tesoro” ora il linguaggio delle graphic novel sta prendendo sempre più piede e nell’era dei social network aspettare un titolo in uscita o l’opera di un autore, è di per sé già una piccola rivoluzione. La fruibilità del fumetto rappresenta una grande possibilità per autori e sceneggiatori, non a caso uno scrittore come Chuck Palahniuk ha deciso di realizzare il suo secondo capitolo di Fight Club non con un film o libro ma attraverso una graphic novel, degli autori italiani come Leonardo Baldelli e Alberto Baldisseretto si sono cimentati nell’infanzia di Trinità e Bambino in un’opera approvata dallo stesso Terence Hill ed anche Reinhold Messner ha raccontato la sua vita attraverso le splendide tavole ad acquerello di Michele Petrucci. Da quando otto anni fa la casa editrice Bao Publishing decise di lanciarsi nel mondo delle opere a fumetti, niente è stato più come prima. Sì perché la Bao aprii le strade ad un settore ancora sconosciuto e non tanto sviluppato in Italia come quello delle graphic novel, ha creduto nelle potenzialità di una categoria poi divenuta in pochi anni, vero e proprio fenomeno di culto e sempre più apprezzato anche da critici letterari. Dopo la Bao sono esplose anche altre realtà come la Coconino, Eris, Tunuè, Rizzoli, Becco Giallo e Shockdom, alcune delle quali erano già presenti nelle librerie Italiane ma con scarsi risultati, case editrici che danno possibilità a moltissimi autori di esprimere le loro potenzialità, da ZeroCalcare a Sio, da Leo Ortolani a Giacomo Bevilacqua passando per Gipi, Stefano Turconi, Nicolò Pellizzon, Ratigher e Roberto Recchioni oltre a importare storie (come Saga stessa) che oltreoceano hanno fatto sognare migliaia di lettori.

“Il nostro debutto è coinciso con un momento particolarmente positivo per quanto riguarda il fumetto in Italia – dichiara Michele Foschini, direttore editoriale di Bao Publishing – gli anni d’inversione di tendenza nei quali il fumetto poteva iniziare a vivere non solo in iterazioni seriali ma anche in unità auto contenute che contengono una storia dall’inizio alla fine e che hanno un respiro narrativo più ampio, un’epica simile più a un romanzo che a un episodio di una serie. La graphic novel è un genere che ha riavvicinato i vecchi lettori, entusiasti di immergersi in storie di spessore e anche di attualità, ma anche una platea nuova con la quale è possibile sperimentare e proporre idee; difatti anche se il fumetto copre l’1% del mercato librario, da cinque anni ormai la crescita è esponenziale con una sezione sempre più allargata nelle librerie. Il romanzo grafico piace moltissimo alle donne con oltre il 40% dei nostri lettori e con un trend medio di appassionati tra i diciotto e i quarant’anni. L’Italia grazie alla scoperta e introduzione della graphic novel nella cultura popolare sta pian piano rivoluzionando il proprio giudizio sull’importanza del fumetto avvicinandosi sempre di più a quello che da decenni è una consuetudine in America.

Anche chi fa fumetto tradizionale ha intuito la potenzialità e proprio per questo le grandi case storiche hanno deciso di portare i loro classici da Diabolik, a Tex e Dylan Dog fino ai personaggi Disney in libreria sotto una nuova veste con delle storie uniche. Che il fenomeno sia in continua ascesa lo notiamo dall’entusiasmo quando annunciamo titoli nuovi. L’esempio evidente è Saga, una scommessa per noi che acquistammo i diritti quando ancora non era uscito nessun capitolo, un intreccio fantascientifico e shakespeariano che mai avremmo pensato di portare a un simile successo, ma la bravura dello scrittore Brian K. Vaughan, che ha dichiarato di conoscere il finale ma che vuole arrivarci pian piano, hanno trasformato una graphic novel in un vero e proprio evento culturale. “Saga viene pubblicato ogni nove mesi e nonostante i fan sono a conoscenza di questa cadenza, subito dopo l’uscita di una nuova stagione inondano la redazione di richieste sulla successiva, tanto forte è l’aspettativa”. I romanzi grafici hanno rivoluzionato il modo di intendere la parola “fumetto”, non più una striscia da leggere nei ritagli di tempo ma un prodotto di spessore sul quale soffermarsi e analizzare il tema proposto; ecco perché anche gli autori stessi di fumetti ora hanno la possibilità di esprimere tutto il proprio potenziale e farlo arrivare non solo ai lettori seriali da edicola.

“In Italia ci sono autori di altissimo spessore, invidiati anche da oltreoceano – afferma l’autore Roberto Recchioni, curatore di Dylan Dog – e in un momento di così alto interesse non può che far bene a un settore, come quello del fumetto che è sempre stato visto con occhi più superficiali. Il target di coloro che leggono graphic novel abbraccia due generazioni, quella degli anni settanta che è abituata a fenomeni culturali e popolari ma anche la nuova generazione di adolescenti spinti in alcuni casi dagli stessi genitori. La possibilità per autori di fumetti di arrivare nelle librerie è solo l’ultimo tassello di una rivoluzione nata diversi anni fa, quella di far comprendere quanto di buono è stato fatto nel campo del fumetto e avere la possibilità anche grazie alle graphic novel di proporre storie di altissimo livello”.

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