March 27, 2019
  • facebook
  • twitter
  • telegram
  • youtube
  • instagram
  • paypal
fumetti

I 25 Migliori Fumetti del 2018 | Speciale

  • di Redazione
  • 30 Dicembre 2018
  • Comments Off

Barbara

Barbara

Edito da J-Pop

Grazie alla collaborazione tra J-Pop e Hazard Edizioni quest’anno sono state pubblicate nella Osamushi Collection opere inedite e non del Dio del manga Osamu Tezuka. Tra le opere inedite più brillanti del mangaka c’è senza ombra di dubbio Barbara, manga che non poteva restare per nulla al mondo fuori dalla nostra classifica di fine anno. Barbara è una storia d’amore insolita tra uno scrittore famoso e una ragazzina con problemi di alcolismo. Tezuka vi coinvolgerà in questa situazione bizzarra ricca di colpi di scena e a tratti disturbante. L’autore conferma di essere un maestro nella narrazione e nella caratterizzazione dei personaggi, coinvolti in situazioni e relazioni personali che risultano sempre attuali.

Potrebbe interessarti anche: Barman di Osamu Tezuka | Recensione

Batman: L’Oscuro Principe Azzurro

Edito da RW Edizioni

“Batman: L’Oscuro Principe Azzurro” di Enrico Marini rappresenta una sorta di ritorno alle origini dell’uomo pipistrello, seppur con qualche miglioramento di stile (grafico). La storia apre il sipario su di una serie di eventi tanto articolata quanto classica: il Joker terrorizza un bambino, un inseguimento in mezzo al traffico Gothamita, sgherri vestiti da clown, una Harley Quinn molto indispettita, Catwoman, Killer Croc e, naturalmente, Batman. Fin dalla prima linea di testo, Marini risulta essere l’uomo giusto per il lavoro giusto. Soddisfacendo l’attuale esigenza della DC di rinunciare a tutte le linee guida imposte dalla continuity, Marini ci propone una felicissima Catwoman qui riportata come l’attuale partner di Bruce sia per le “attività notturne” (intendo la caccia al crimine, che avete capito?) che per la vita privata. Marini contestualizza questa storia nell’universo di Batman con un allestimento essenziale di elementi iconografici che ci fanno sentire a casa, suscitando nel lettore una familiarità funzionale e ben adeguata al racconto. Contemporaneamente, la storia sprizza modernità da ogni pagina, specie per quanto riguarda il design, ma non solo. Il dialogo mette in evidenza il modo in cui Marini sia riuscito a conciliare a livello ontologico un’immagine di Batman classica adeguata alle esigenze del pubblico attuale. Marini eccelle nel ristrutturare le fondamenta stesse dell’universo del pipistrello, il tutto senza snaturarne la struttura.

Potrebbe interessarti anche: Batman: L’Oscuro Principe Azzurro di Enrico Marini | Recensione

Cinzia

Cinzia

Edito da Bao Publishing

Leo Ortolani non è un nome che ha bisogno di presentazioni. Giunto alla fine del suo capolavoro Rat-Man, l’autore ha comunque deciso di raccontare ancora qualcosa di questo universo, concentrandosi sul controverso e ambiguo personaggio di Cinzia, l’ex postino divenuta ora una transessuale. L’amore per il suo personaggio ha portato Ortolani a fare di Cinzia un personaggio fragile, ma allo stesso tempo in grado di mostrarsi forte e sicura. Ce ne viene raccontato il passato, mostrato l’aspetto prima della sua transizione, portando alla luce tutti gli aspetti del movimento LGBT; il tutto però viene fatto senza ovviamente tralasciare la cifra stilistica che ha fatto di Ortolani uno degli esponenti principali del fumetto nostrano, riempiendo la lettura di battute e frecciatine che non fanno sconti a nessuno. Cinzia è la perfetta riprova che può esistere un Leo Ortolani anche senza Rat-Man.

Potrebbe interessarti anche: Cinzia di Leo Ortolani | Recensione

Deadly Class

Edito da Panini Comics

Continua la serializzazione di Deadly Class, serie che ogni anno si dimostra più avvincente e pronta a rinnovarsi. Dopo lo scioccante finale del quarto volume nulla poteva sarebbe potuto rimanere lo stesso alla King’s Dominion, e Rick Remender lo voleva rendere ben chiaro a partire dal cast rinnovato e dalla nuova struttura gerarchica della scuola dopo il sanguinolento Showdown di fine anno. Vecchi personaggi iniziano a muoversi nelle sale della King’s Dominion, ripetendo gli stessi errori che già altri avevano fatto prima di loro, portandoli quindi su un cammino simile a quello dei loro predecessori. Tutti questi nuovi personaggi non sono tuttavia come Marcus e Saya o come la loro compagnia, sono diversi, hanno abilità e background diversi, quindi il tutto si svolge in maniera differente ma allo stesso tempo simile e così Deadly Class diventa una sorta di specchio ulteriore della società e dei comportamenti umani ancora più di prima, certo con qualche omicidio di più. I disegni di Wes Craig sono sempre un piacere per gli occhi e gli acidi colori che continuano a contradistinguere la serie sono anche loro un valore aggiunto per una montagna russa di emozioni e sangue. Se non state leggendo questa serie è il momento giusto perché presto gli sconvolgimenti non potranno fare altro che chiamarla alla vostra attenzione e vi sarete rovinati uno dei più bei fumetti del decennio.

Potrebbe interessarti anche: Deadly Class Volume 6: 1988 – La Giostra | Recensione


Scopri anche le altre nostre classifiche di fine anno:

Pages: 1 2 3 4 5 6 7
Previous «
Next »