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I tre adolf

I Tre Adolf di Osamu Tezuka – Osamushi Collection | Recensione

  • di Gabriele Lacava
  • 27 Gennaio 2019
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Oggi vi parliamo de “I Tre Adolf”, uscito per la Tezuka (o se preferite Osamushi) Collection pubblicato dalla J-Pop. Osamu Tezuka (1928-1989) in gioventù venne chiamato anche col soprannome di Osamushi (da cui prende il nome la collana) fu l’inventore dello story manga e del primo anime;  in seguito alla vastità e qualità delle sue produzioni venne e viene tuttora considerato e soprannominato il Dio dei manga.

Nel 1983 Tezuka pubblica “I tre Adolf”, cioè nel periodo poco antecedente alla sua morte, quando aveva già scritto opere di spessore psicologico e rivolte alla società e alla vita dal taglio molto maturo come Ayako, Kirihito e Mw per citarne alcune. Questa volta l’autore vuole pubblicare un vero e proprio inno di condanna alla guerra, accusando non solo i tedeschi, ma gli stessi giapponesi, dicendo infatti: “Non vogliamo nessun’altra guerra! Per questo mi sono messo a scriverne contro”.

Tramite il racconto di un thriller socio-politico Tezuka narra l’atrocità della seconda guerra mondiale: tutto incomincia nel 1936 durante le olimpiadi di Berlino, dove avviene l’omicidio del fratello del protagonista Sohei Toge, un giornalista che indagherà sull’omicidio avendo solo due indizi, un fazzoletto con scritto “RW” e del gesso sotto le unghie del fratello; questa sua indagine lo porterà a scontrarsi, ad essere inseguito e torturato dalla polizia segreta perché l’omicidio del fratello è collegato al fatto sconvolgente attorno a cui ruota tutta l’opera: il certificato di nascita di Hitler che dimostra che il dittatore aveva origini ebree, infatti il certificato spiega che il nonno paterno era ebreo!

Sohei è il personaggio attraverso cui Tezuka illustra le sue idee sulla guerra;  in Giappone gli ebrei erano tollerati e liberi, poi si schiereranno con la Germania e fino all’ultimo rifiuteranno di arrendersi; per questo l’autore si schiera in egual modo contro i suoi connazionali e contro i tedeschi. Al protagonista sono ovviamente collegati i tre Adolf da cui prende il nome l’opera: Adolf Hitler: tramite il quale Tezuka racconta tutte le vicende tragiche  storicamente conosciute che fanno da sfondo al thriller; Adolf Kamil: ebreo, figlio di panettieri, residenti in Giappone; e Adolf Kaufmann: tedesco, figlio di un diplomatico tedesco e una donna giapponese, amico fin da giovane dell’Adolf ebreo, viene in seguito obbligato da suo padre ad entrare nella Hitler Jugend (Adolf Hitler Schule) cioè una scuola d’elite per futuri ufficiali nazisti.

Kaufmann è il personaggio più caratterizzato e tormentato della vicenda, combattuto tra le parole di suo padre e di Hitler e il suo non riscontro dei pensieri dei due con la realtà; suo padre fin da subito si oppone alla sua amicizia col bimbo ebreo perché lo considera inferiore, inoltre a scuola Kaufmann gli viene insegnato a odiare gli ebrei e legge il Mein Kampf dove Hitler sosteneva che gli ebrei fossero inferiori e approfittatori e considerava i giapponesi una razza di seconda categoria. Kaufmann si domanda spesso sulla legittimità delle sue azioni e nel vedere che sia sua madre che il suo amico d’infanzia sono persone uguali ai tedeschi e non diverse o inferiori; nel corso della storia vedremo l’evoluzione di questo personaggio se andrà verso un risvolto positivo o negativo.

Il ragazzo ebreo e tedesco sono legati al protagonista Sohei perché casualmente si ritrovano a conoscenza del contenuto della lettera dove era posto il certificato di nascita di Hitler; tramite intrighi e spie la vicenda si rivelerà piena di colpi di scena. Tezuka conclude l’opera mostrando le guerra tra ebrei e arabi in Palestina, e tra le ultime pagine scrive: “Ognuno portava avanti il proprio concetto di giustizia” che può essere considerato come un pensiero che racchiude gli ideali di tutti i personaggi coinvolti nella vicenda nel corso delle vicende. “I Tre Adolf” è l’ennesima dimostrazione di Tezuka per mostrare quanto può essere cruda la realtà e imprevedibile e spietato l’animo umano, disegna infatti tavole d’impatto che non lasciano speranza e spiazzano il lettore.

L’autore si dimostra ancora una volta magistrale nella caratterizzazione dei personaggi, vero punto di forza dei suoi racconti più maturi scritti in quegli anni. Come anche Maus di Spiegelman e Hitler di Mizuki consideriamo quest’opera un must storico non solo nell’ambito fumettistico, ma anche nell’ambito storico-letterario, quindi non possiamo che consigliarvelo senza ombra di dubbio.

I volumi sono già usciti e disponibili nelle fumetterie e presso i distributori online; 2 volumi in grande formato, di 600 e 660 pagine con sovracopertina, di ottima carta e fattura, al costo di 19€. La Osamushi Collection, edita da J-Pop, propone inediti e volumi pubblicati precedentemente dalla Hazard del Dio dei Manga. Per questa collana sono attualmente usciti anche: Barbara (volume unico), Delitto e castigo (volume unico), Mw (2 volumi), I.L (volume unico); di prossima uscita e già annunciati: Neo Faust, Melmo, Ludwig B, Swallowing The Earth (inediti, volumi autoconclusivi), Kirihito e Ayako (ristampe, in 2 volumi).

I Tre Adolf di Osamu Tezuka

I Tre Adolf di Osamu Tezuka è un thriller socio-politico dal forte impatto psicologico che permette all'autore di scrivere un'opera di condanna alla guerra. Come anche Maus di Spiegelman e Hitler di Mizuki consideriamo quest’opera un must storico non solo nell’ambito fumettistico, ma anche nell’ambito storico-letterario, quindi non possiamo che consigliarvelo senza ombra di dubbio. Un must assoluto, non solo fumettistico, ma letterario.
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