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Il Traditore

Il Traditore – Il film di Marco Bellocchio in concorso al Festival di Cannes | Recensione

  • di Riccardo Cozzari
  • 25 Maggio 2019
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Direttamente dal Festival del Cinema di Cannes, sbarca in contemporanea nei cinema Italiani Il Traditore, nuovo film di uno degli ultimi maestri del cinema italiano, Marco Bellocchio. Questo suo ultimo lavoro, cui a lavorato per 3 lunghi anni, si sofferma sulla vita del mafioso, poi collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta, percorrendo l’ultima parte della sua vita dall’arresto fino alla sua morte. Bellocchio con un occhio attento e rigoroso riesce a portare sullo schermo un ottima trasposizione, che speriamo possa fruttare grandi premi a questa edizione del Festival che si concluderà questa Domenica. La storia inizia nel 1980 con una grande festa che dà l’avvio a tutta la storia, mostrando in pochi istanti tutti i personaggi realmente esistiti e ancora vivi. Come il film di Paolo Sorrentino, Il Divo, ci troviamo difronte ad una narrazione quasi documentaristica, che ci mostra tutti i nomi dei personaggi subito dopo la loro morte o poco prima, quasi immortalandoli fotograficamente. Oltre a questo particolare troviamo anche il protagonista del film del 2008 Giulio Andreotti presente in alcune sequenze della pellicola, una poi tra le più commoventi di tutto questo film.

Protagonista indiscusso de Il Traditore è Pierfrancesco Favino, uno degli attori italiani più importanti e bravi degli ultimi anni, che in questo ruolo, grazie anche ad un regista esperto riesce a donare l’interpretazione migliore di tutta la sua carriera. Molte sono le scene in cui possiamo assistere ad una straordinaria performance come quella che ha portato in scena fin dall’inizio del film, fino alle parti finali, che grazie anche ad un ottimo make up riesce a dare peso e forma a questo personaggio mostrandolo dolorante, ferito e a volte anche scherzoso e sorridente. Favino inoltre nel film sfoggia la bellezza di 4 lingue diverse, dimostrando al pubblico di essere non solo un ottimo interprete italiano, ma anche una grande figura attoriale internazionale che da molti anni rende il cinema italiano fiero di lui. Bellocchio tra immagini di repertorio che si mescolano perfettamente nella pellicola e lunghissimi dialoghi riesce a confezionare un documentario filmico molto ben costruito, che attraverso i giorni, i mesi e gli anni, passando in oltre per i tre paesi visitati (Italia, Stati Uniti, Brasile) mostra al pubblico, sia coloro i quali hanno vissuto quegli anni, sia a chi non conosce la vicenda, tutti i dettagli di questa particolarissima storia italiana.

Il Traditore potrebbe essere perfettamente una terza stagione della serie di Ryan Murphy, American Crime Story per come mescola tutta la storia per poi passare a lunghe sequenze di legal thriller che portano molta tensione, facendo temere per la salute del personaggio. Le scene in aula sono davvero ben fatte, a partire dalla messa in scena, senz’alcuna inquadratura sbagliata e, grazie ad un ottima scrittura e recitazione il regista riesce a portare su schermo degli ottimi dialoghi, di cui più belli sono quelli tra Buscetta e Pippo Calò (Fabrizio Ferracane) e quello tra lo stesso Buscetta e Totò Riina (Nicola Calì). Oltre ad un ottima chiusura, molto emozionante, è molto bello il rapporto che ha il nostro protagonista con Giovanni Falcone (Fausto Russo Alesi) con cui si scambiano dei bellissimi dialoghi. Incredibile anche la messa in scena della ricostruzione della sua morte. In sostanza Bellocchio confeziona un grandissimo film, tra i migliori da lui realizzati nei ultimi anni, che grazie ad un comparto tecnico e artistico davvero notevole riesce a sorprendere in positivo. Marco Bellocchio, ottanta primavere, in definitiva realizza un film solido e importante per la storia ancora recente della Repubblica Italiana.

Il Traditore di Marco Bellocchio

Marco Bellocchio confeziona un grandissimo film, tra i migliori da lui realizzati nei ultimi anni, che grazie ad un comparto tecnico e artistico davvero notevole riesce a sorprendere in positivo. Un film solido e importante per la storia ancora recente della Repubblica Italiana.
8.5
Fondamentale
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