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Intervista a Germano Bonazzi, storico disegnatore di Nathan Never

  • da Leonardo Cardini
  • 19 giugno 2017
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Germano Bonazzi, nato a Ferrara il 17 febbraio 1959, disegna con costanza e passione dall’ormai lontano 1991 uno dei prodotti di punta della Sergio Bonelli Editore: l’investigatore fantascientifico Nathan Never.

Grazie alla disponibilità di Francesco Settembre, titolare della fumetteria “Antani Comics: libreria del fumetto”, ho avuto l’enorme fortuna di conoscere Germano e di porgli qualche domanda in occasione di uno dei numerosi incontri con autori organizzati da Francesco, tenutosi sabato 17 giugno.

Ciao Germano, partiamo con una domanda di riscaldamento: quali sono i tuoi piani lavorativi per il momento?

Per il momento certamente riguardano Nathan Never: sto terminando la serie che sta uscendo, Rinascita, (con Michele Medda ai testi, ndr), sto finendo proprio ora l’ultimo numero e presumo che dopo continuerò ancora con Nathan Never. Non so cosa mi verrà dato, ma penso sia sempre nell’ambito Nathan Never.

Quindi per il momento non hai piani esterni alla Bonelli o allo stesso Nathan Never?

Guarda, da quando sono alla Bonelli ho sempre disegnato Nathan Never (ride), penso che non sarà molto diverso anche per quanto riguarda il futuro.

Com’è il clima in casa Bonelli?

Personalmente ho trovato sempre un clima molto familiare tutte le volte che sono andato in redazione, devo dire che mi sono sempre trovato molto bene. Lavorando a Ferrara ed essendo distante dalla redazione di Milano non vado spesso, ovviamente, ma quando sono andato ho sempre trovato un clima sereno.

C’è un fumetto che vorresti disegnare particolarmente? Un sogno nel cassetto, oltre Nathan Never…

Beh un altro personaggio Bonelli che vorrei disegnare è Dylan Dog, per quanto riguarda gli extra Bonelli mi piacciono i supereroi, l’Uomo Ragno i particolare. Poi un altro fumetto che mi piace tantissimo è Alan Ford, che, chiaramente ha uno stile suo, che è di Magnus, quindi non riesco ad immaginarlo disegnato in un modo diverso: deve avere quello stile lì.

Che personaggio è il tuo Nathan Never? A cosa ti sei ispirato per farlo muovere all’interno del panorama fumettistico bonelliano?

Parlando dei tratti fisionomici mi ispiro un po’ a Clint Eastwood, poi magari riesco a dargli un taglio meno cupo di altri, ma dipende soprattutto dalla sceneggiatura, ecco: tendo a rispettare fedelmente quello che c’è scritto nella sceneggiatura, il discorso della storia è importante, non dipende esclusivamente da me stesso.

Un’ultima domanda: cosa rappresenta per te Nathan Never?

Nathan Never è un compagno di vita, perché praticamente ho vissuto con lui 25 anni: è come se fosse una persona che conosco realmente.

Quindi c’è un rapporto quasi fraterno con lui?

Non saprei, è un personaggio fantastico, ok, ma è sempre lì, mi ha sempre accompagnato in tutti questi anni. Cerco di fare del mio meglio per renderlo una persona positiva, un ideale: per me è essenziale che comunichi positività, che aiuti il prossimo.

Ricordo che il primo numero di sei di Nathan Never Rinascita è disponibile il tutte le fumetterie e le librerie specializzate, con i testi di Michele Medda e i disegni del sopracitato Germano Bonazzi.

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