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Neal Adams

Intervista a Neal Adams: “Fu mia moglie a spingermi a guardare il portfolio di Frank Miller” | Speciale Lucca 2018

  • di Alberto Tollini
  • 18 Novembre 2018
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Durante la kermesse lucchese abbiamo avuto il piacere di intervistare Neal Adams. Vera e propria leggenda del fumetto Americano, Neal Adams negli anni ’70 ha dato nuova linfa a Batman, Lanterna Verde e Freccia Verde assieme a Dennis O’Neil con run divenute iconiche. In anni recenti ha scritto e disegnato alcuni miniserie su Batman, Superman e Deadman.


Buongiorno Neal e Benvenuto a Lucca!

“È un piacere essere qui a Lucca. Il clima è meraviglioso, peccato per il tempo.”

È un piacere avere l’opportunità di intervistarti. Iniziamo da uno dei tuoi lavori più recenti: da pochi mesi hai terminato l’ultimo numero di Deadman che, probabilmente verrà pubblicato in Italia il prossimo anno. Conoscendo la storia che ti lega al personaggio, come è stato tornare a lavorare su Deadman per questa miniserie?

“Ho sempre voluto tornare a lavorare su Deadman e finire la storia che avevo iniziato (ndr la prima serie di Deadman su cui Adams lavorò, verso la fine degli anni’60, venne cancellata a causa delle scarse vendite). Con questa nuova miniserie ho voluto porre nuove basi per il personaggio di Boston Brand: per esempio ora ha un fratello e una sorella, il padre è il proprietario del circo dove Boston si esibisce. Inoltre il padre di Boston ha stretto un patto con Ra’s al Ghul per salvare la moglie morente che porterà alla misteriosa scomparsa di suo fratello e sua sorella. Ho cercato anche di far maggiore chiarezza sulla morte di Boston, introducendo nuovi ed inaspettati elementi, e non stupitevi se nel corso delle indagini farà la sua comparsa un certo World’s Greatest Detective (ride)!”

Questa miniserie di Deadman continua la serie iniziata con Batman Odyssey e Superman: The Coming of the Supermen dove ti occupi sia dei testi che dei disegni. Hai già in mente su quale eroe del DCU lavorare in futuro, realizzando una miniserie di questo stampo?

“Attualmente sono al lavoro sul seguito di Deadman perché, senza fare spoiler, la miniserie finisce con un cliffhanger che esplorerò nel prossimo volume. Ritornando alla domanda, mi piacerebbe molto lavorare su altri eroi del pantheon DC e ho anche diverse idee ma, al momento, nulla di concreto.”

Tu sei una leggenda vivente che ha lavorato sia per Marvel che DC, realizzando run indimenticabili. Specialmente con Dennis O’Neil hai contribuito a ridefinire Batman, Lanetrna Verde e Freccia Verde con run di grande impatto ancora oggi.

“Se ci pensi oltre ai fumetti da te citati, ho contribuito a ridefinire anche gli X-Men e gli Avengers (ride). In particolare per quanto riguarda Avengers, ho contribuito a introdurre e delineare la Guerra Kree/Skrull che ora la Marvel sta adattando sul grande schermo. Credo che sia una cosa difficile da dimenticare se ci pensi, non trovi?! (ride)”

Certamente. Ritornando a parlare della tua prolifica collaborazione con Dennis O’Neil, durante la vostra run su Batman, tu e Dennis avete dato vita a Ra’s al Ghul, uno dei nemici più carismatici di tutto il DC Universe. Negli ultimi anni, Ra’s ha preso vita sia sul grande che sul piccolo schermo, diventando un personaggio noto al pubblico: pensi che queste interpretazioni del tuo personaggio siano riuscite, in qualche modo, a catturare e trasmettere la vera essenza di Ra’s?

“Credo che le interpretazioni viste fino ad ora di Ra’s, per quanto convincenti sullo schermo, non sono riuscite a catturare l’essenza, lo spirito del personaggio creato da me e Dennis. Spero però che in futuro si riesca a vedere il vero Ra’s.”

Quando hai esordito nell’industria del fumetto, le tue tavole erano ricche di figure così realistiche e dinamiche che hanno fatto innamorare fin da subito centinaia di fan.

“Indica semplicemente che so disegnare bene (ride).”

Più che bene se posso permettermi. Nel corso degli anni, il tuo stile si è evoluto ma, in un certo senso, ha mantenuto alcuni elementi specifici e distintivi. Come descriveresti questa tua evoluzione artistica?

“Non saprei spiegarti chiaramente come il mio stile si sia evoluto, anche perché non ho mai cambiato il mio modo di disegnare, che si tratti di un albo o di una cover. Sicuramente ritengo di essere migliorato nel corso degli anni, soprattutto come storyteller, ma sono anche orgoglioso dei miei primi lavori. Da sempre il mio obbiettivo è stato quello di raccontare storie e realizzare dei buoni fumetti e penso di esserci riuscito dato che, ancora oggi, continuano a ristampare i miei lavori più datati.”

Continuando a parlare della tua arte, tu sei uno dei sette artisti che quest’anno Lucca ha deciso di celebrare con una mostra a Palazzo Ducale. Come è nata questa mostra e con quale criterio hai scelto le opere da esporre?

“Quando l’organizzazione di Lucca mi ha proposto di esporre alcune delle mie tavole a Palazzo Ducale ho accettato immediatamente. È stata un’opportunità che ho colto al volo e la cornice di Palazzo Ducale è splendida e credo si sposi perfettamente con le mie tavole. Per quanto riguarda la scelta dei pezzi da esporre, è stato semplicemente il frutto della ricerca tra i miei archivi basandomi sul tema e le linee guida fornite dall’organizzazione. L’esposizione comprende principalmente tavole (matite e matite e china) legate all’universo di Batman, dai miei primi lavori fino al più recente Batman Odyssey; troverete però anche qualche tavola di Lanterna Verde/ Freccia Verde, sketch preliminari e pezzi realizzati con tecnica mista. Ecco, credo di essere molto fiero di questi ultimi poiché ho voluto mostrare un lato, concedimi il termine, inedito di Neal Adams (ride).”

Hai già avuto modo di visitare la mostra?

“Sfortunatamente no, sono rimasto allo stand a disegnare, incontrare fans e rilasciare interviste (ride). Andrò sicuramente domani!”

Più che una vera e propria domanda, la prossima è più una curiosità: ho letto che mentre eri al lavoro sulla testate di Lanterna Verde/Freccia Verde, hai fatto da mentore a Frank Miller, aiutandolo a fare i suoi primi passi in quest’industria. Potresti raccontarci di più su questo aneddoto e del rapporto che hai con Frank?

“In realtà è tutto merito di mia moglie. Fu lei a spingermi a guardare il portfolio di Frank e fu sempre lei a spronarmi a dargli una possibilità. Ricordo che il portfolio di Frank non era esente da difetti, anzi, però aveva una certa personalità, anche se molto grezza. Se non erro gli dissi di studiare e concentrarsi sull’anatomia del corpo umano e, come si suol dire il resto è storia.”

Ultima domanda: quando pensiamo a Neal Adams associamo istantaneamente il tuo nome alla DC Comics ma, agli inizia della tua carrier, hai lavorato per la Marvel e qualche anno fa hai disegnato una minisere sugli X-Men scritta da Christos Cage. Hai mai preso in considerazione l’idea di tornare a lavorare in Marvel per realizzare una miniserie simile a Deadman o Batman Odyssey?

“Chi lo sa. Al momento sto bene in DC e ho molte idee in mente. In futuro, se i pianeti saranno allineati correttamente e se si presentasse la giusta occasione, potrei sicuramente tornare in Marvel.”

Sig. Adams, a nome di tutta la redazione di RedCapes, è stato un privilegio poter parlare con un artista del tuo calibro. Ringraziandoti ancora per il tempo a noi concesso, ti auguriamo un buon proseguimento di Lucca Comics!

“È stato un piacere. Grazie mille e alla prossima!”


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Per gli amici Tollo, ha un debole per gli eroi in tutina Marvel e DC dal luglio del'92. Crescendo scopre Frank Miller e Grant Morrison che gli cambiano il modo di intendere il fumetto e da allora professa instancabilmente la loro parola. Districandosi tra una recensione e un'intervista, sperperà metà del suo stipendio per seeguire ogni singola serie di Rick Remender.
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