February 20, 2018
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[Esclusiva] Intervista ad Umberto Giampà

  • da Alessio Vissani
  • 5 marzo 2017
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La Torre Nera ha dato il via all’Annunziata Comics, un evento dedicato a far scoprire i disegnatori talentuosi ed emergenti del suolo siciliano-calabrese, con una serie di incontri per settimana con i vari autori, con cui poter scambiare qualche parola e farsi disegnare qualche sketch.
Il primo incontro a cui noi di RedCapes abbiamo partecipato, è stato con il disegnatore calabrese Umberto Giampà, con cui ho avuto il piacere di fare una simpatica e piacevole discussione sul mondo supereroistico ed il mondo del fumetto siciliano e nazionale!


Buonasera Umberto! Vorrei partire con una domanda in medias res: Qual è stato il tuo primo incontro con il mondo del fumetto?

Allora, il primo incontro ufficiale (per quanto riguarda la pubblicazione) è stato nel 2012. Se invece parliamo di primo amore verso il mondo del fumetto, direi a sei-sette anni. La prima opera che ho letto è stato Topolino, si parte sempre da là, ogni bambino parte da là. E’ un passaggio obbligatorio!

D’altronde tutti noi da bambini abbiamo imparato a leggere grazie a Topolino! Invece, qual è stata l’opera che ti ha spinto ad entrare in questo mondo, e ad iniziare a disegnare?

Non c’è stata un’opera, ma ci sono stati personaggi: L’amore che si prova per un fumetto, a parer mio, parte da un singolo personaggio e poi ti affezioni all’opera in generale.
Ho iniziato con la Disney, e subito dopo sono passato ai supereroi, essendo che a quei tempi (sono dell ’82) stavano uscendo i primi film sui supereroi veri e propri, parliamo dei film di Superman, i primi Batman di Tim Burton ecc… e da lì è stato amore a prima vista. Superman, Batman e poi è venuto tutto il resto, quindi appassionandomi a quei personaggi sono passato dalla Disney al fumetto supereroistico, e ho cominciato a leggere grazie alla PlayPress i fumetti DC Comics.

Qual è la tua ispirazione a livello di stile e tematiche, il tuo modello di riferimento?

Sempre il fumetto americano. Vengo dalla scuola americana, ed essendo cresciuto con quei fumetti che ho amato, ho iniziato a disegnare quei personaggi e a “copiare” lo stile supereroistico. Col tempo ho anche letto molte altre cose per affinare lo stile, ma l’impronta è sempre quella, americana.

Come descriveresti l’esperienza in America?

E’ appena iniziata e mi sono trovato bene, hanno delle scadenze micidiali, robe da puntarti la pistola alla testa! Ma mi sono trovato bene, è bello, gratificante ma a livello puramente lavorativo è stressante.

E quali sono le tue considerazioni sul fumetto americano rispetto a quello italiano, in termini di qualità ed a livello editoriale?

Non si tratta di qualità, ma più che altro sono due filoni paralleli: Quello che viene pubblicato in America non viene pubblicato in Italia, sono abbastanza separati. E se c’è un genere comune, come l’horror, in America è gestito in un modo ed in Italia in un altro.
Perciò si tratta di differenze ideologiche, più che altro.Umberto Giampà

Come viene visto in America, secondo te, il fumetto indipendente rispetto al fumetto supereroistico? 

Come un trampolino di lancio per diventare poi autori più completi, e di conseguenza passare alle case editrici più grosse per poi ritornare a lavorare indipendentemente. E’ un cerchio: Tornare a fare quello che avresti voluto fare da solo, senza necessariamente disegnare personaggi già esistenti. Sono dei passaggi obbligatori per poi tornare a fare ciò che vuoi, per esempio a me piacerebbe un giorno pubblicare qualcosa di mio, un contenuto solo mio ed originale, ma non è questo il momento. Per ora voglio fare solo quello che so fare meglio, ovvero il disegnatore, cercando di spaziare il più possibile per quanto riguarda la tipologia di storia, sia in America che in Italia. Mi sono già cimentato con il fantasy, con il bonelliano, con lo steampunk, con l’horror e ora sto facendo un horror americano diverso da quello italiano, molto dinamico.
Sto aumentando le mie conoscenze generali sul mondo del fumetto, e quando farò qualcosa di mio saprò già come funziona tutto quanto, che tipo di canali prendere, che tipo di lavoro andare a fare e così tornerò a fare quello che ho sempre voluto fare.

Come vedi invece il fumetto indipendente italiano e secondo te, potrebbe nascere un filone supereroistico nel nostro paese?

Ci sono stati negli anni dei tentativi di fare dei fumetti supereroistici in Italia: O sono stati qualcosa di veramente particolare che sono rimasti di nicchia, o sono rimasti dei tentativi. Io italiano posso disegnare un manga e tu magari lo compri, lo leggi e lo apprezzi, ma lo sai che il vero manga è quello giapponese. Secondo me, lo stesso concetto vale per i supereroi. Magari riesco a fare un fumetto supereroistico italiano che valga qualcosa, ma rimane quello. Difficilmente credo che possa vere un seguito di rilievo come Marvel e DC, andrò sempre a considerare quelli come veri fumetti supereroistici.Umberto Giampà

Come vedi la figura del fumettista, sia in Italia che all’estero?

Vorrei vederla meglio! *ride* E’ gratificante, e chi fa un lavoro del genere lo fa perchè gli piace . A livello professionale, dipende dalla casa editrice: Ci sono case editrici che ti garantiscono tranquillità, serenità, gratificazione (anche a livello economico), ed altre invece sono più “toste”, con cui il rapporto non è così scorrevole come si vorrebbe. Alla fine è come ogni rapporto con le persone, ci sono alti e bassi. Non è un settore facile, assolutamente.

Secondo te come viene recepito il mondo del fumetto in Sicilia e Calabria?

Io sto vedendo che in Sicilia si sta muovendo tantissimo il mondo fumettistico, e da calabrese mi sento più gratificato in Sicilia che in Calabria. Almeno, per ora mi sento più richiesto ed apprezzato nel territorio siculo. Vi state muovendo molto, e la stessa cosa sta accadendo da noi e con molte gratificazioni. Ma voi in Sicilia state facendo un buon lavoro e vi state muovendo molto, e mi fa solo piacere!Umberto Giampà

 

Hai qualche progetto futuro in cantiere?

Più di uno! Fra cui uno di genere steampunk, con ispirazioni alla Mad Max, qualche storia horror per America ed Italia, e spero di disegnare qualcosa di davvero supereroistico a modo mio. Mi piacerebbe molto!

Ultima domanda, un po’ difficile! Cos’è per te il fumetto?

Sembra una risposta buttata di getto, ma non è così. Per me fumetto è passione, perchè per fare un lavoro del genere (a meno che non sei un nome grosso) devi farne di strada, ne devi fare davvero tanta. Se non hai la passione per questo mondo e per lavorarci dentro, non entrarci.
Leggi i fumetti e fai l’appassionato, per fare il disegnatore ci vuole altro e me sto rendendo conto sulla mia pelle, io l’ho sempre voluto fare e ci sto riuscendo, con i pro e con i contro, e spero che vada sempre meglio!

Grazie mille Umberto, da parte mia e di RedCapes!

Grazie a te!

Umberto Giampà

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