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Le Terrificanti Avventure di Sabrina – Stagione Uno: Non puoi scappare al destino | Recensione

  • di Luca Brindani
  • 29 Ottobre 2018
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Le Terrificanti Avventure di Sabrina

Venerdì 26 Ottobre è stata resa disponibile su Netflix la prima attesissima stagione de Le Terrificanti Avventure di Sabrina, serie tv creata daRoberto Aguirre-Sacasa, già showrunner di Riverdale.
La serie tv ha avuto una gestazione lunga, era stata annunciata prima come parte della line up di serie tv di The CW, con anche una riunione preliminare della crew dello show, successivamente, la rete di proprietà di CBS e Warner Bros. ha venduto lo show a Netflix e così dopo una breve pausa sono stati annunciati i primi casting e la produzione si è notevolmente velocizzata.
Sabrina (Kiernan Shipka) è una 16enne mezzosangue, figlia di Edward Spellman, l’ex sommo sacerdote della chiesa della Notte e Diana Spellman, una mortale; la giovane è stata cresciuta dalle zie, Hilda (Lucy Davis) e Zelda (Miranda Otto) insieme ad Ambrose (Chance Perdomo), il cugino agli arresti domiciliari. Le vicende prenderanno il via con l’avvicinarsi del rito noto come il “Battesimo Oscuro” che vedrà la giovane strega di Greendale farsi accettare all’interno del mondo delle streghe e degli stregoni ed abbandonare il mondo dei mortali, cosa che la porterà a mettere in dubbio la sua relazione con Harvey Kinkle (Ross Lynch) e le sue due amiche, Rosalind (Jaz Sinclair) e Susie (Lachlan Watson). Nel frattempo a Greendale farà il suo arrivo un demone ceh prenderà possesso dell’identità di Mary Wardwell (Michelle Gomez) che tenterà di avvicinare la giovane strega mezzosangue a Satana.
Lo show è l’adattamento del fumetto omonimo della Archie Comics, sempre scritto da Roberto Aguirre-Sacasa, che è anche produttore e showrunner della serie insieme a Riverdale, iniziata nel 2016. Già però rispetto alla controparte cartacea ne cambia diversi elementi come per esempio l’ambientazione e anche il tempo del racconto, oltre che alcuni svolgimenti molto dark che nel fumetto arrivavano a colpire il lettore già dall’inizio della lettura. La serie di Netflix infatti è ambientata nello stesso luogo del fumetto, ma dove il primo era ambientato negli anni 60 e aveva un gusto retrò molto horror, la serie ne prende le distanze decidendo di optare per rappresentare la cittadina diversamente e adattare il tono e anche le soluzioni narrative e visive più vicine ad un horror per ragazzi più che qualcosa di retrò e terrificante.

La Greendale all’interno della serie è una cittadina fuori dal tempo, vecchi palazzi, vecchie automobili, vecchi telefoni condividono l’ambiente con costruzioni quasi contemporanee, pc portatili e citazioni alla cultura pop dalla metà degli anni 60 fino ai primi 2000 addirittura; i fan dei fumetti Vertigo e del cinema di John Carpenter, George Romero e David Cronenberg troveranno vari riferimenti sia visivi che proprio inseriti in bocca ai protagonisti. La congrega della Chiesa della Notte e il rapporto tra questa e le zie di Sabrina viene cambiata rispetto al fumetto, facendo risultare le due sempre giovani zie vittime anche loro degli eventi e delle volontà dell’Oscuro Signore, ma soprattutto delle macchinazioni del Sommo Sacerdote. Questi e altri minuscoli aggiustamenti vengono fatti per dare alla protagonista una sfera di alleati su cui può contare e anche un contesto sociale facilmente riconoscibile e con cui lo spettatore può identificarsi. Gli sceneggiatori però non si dimenticheranno nemmeno di dover raccontare il mondo della stregoneria e quindi oltre a personaggi del mondo umano come Roz, Susie e Harvey, ci sarà molto spazio anche per gli abitanti del mondo nascosto delle streghe.
La Sabrina di Kiernan Shipka è un personaggio diviso a metà tra due mondi che per far confluire entrambi nella sua vita inizierà un percorso per nulla facile, una ricerca del potere che similarmente a quello di suo padre potrebbe portarla lontana dal tracciato sicuro per lei e per la sua famiglia; per fortuna la ragazza potrà contare sull’aiuto di Hilda e Zelda, suo cugino Ambrose e anche di alleati inaspettati dall’accademia delle arti oscure.
I personaggi del mondo della stregoneria potenzialmente sono quelli più interessanti, sia perché hanno dei poteri, ma anche perché hanno delle consapevolezze diverse rispetto agli umani, ciò sarà ancora più chiaro quando verremo introdotti piano piano a questi, partendo dalle sorelle fatali: Agatha, Prudence e Dorcas fino al sommo sacerdote Faustus Blackwood.
Le tre sorelle fatali sono i tipici personaggi inseriti con l’obiettivo di creare un contrasto con la protagonista e che nel momento delle grandi calamità possono venire in suo aiuto o esserle d’ostacolo, possiamo definirle le “Cheryl Blossom” di Greendale; come se non bastasse a creare scompiglio, stavolta nella nostra protagonista ci penserà Nick lo stregone, avvenente e geniale stregone dell’Accademia delle Arti Oscure che probabilmente tornerà nella stagione due come un vero e proprio terzo elemento nel rapporto tra Sabrina e Harvey. Il villain della serie o meglio uno di questi è incarnato da Faustus Blackwoodun personaggio subdolo e veramente malvagio, pronto a cercare il potere e l’approvazione di Satana, ma molto di più il potere supremo e l’appagamento anche carnale. Il personaggio che più attira l’attenzione dopo la stessa Sabrina è Madame Satana interpretata da Michelle Gomez (Missy in Doctor Who), personaggio ancora più subdolo di Faustus che si insinua nella vita della giovane Spellman per controllarla e portarla dalla parte del suo padrone, Satana, il tutto a costo della vita di persone comuni e con il rischio che le sue azioni possano portare alla morte innumerevoli altre persone.
La prima stagione è veramente piena di tutti quegli argomenti relativi alla stregoneria che presi a sè sono interessanti già di loro, ma se messi insieme e mischiati come in una buona pozione danno vita ad un prodotto estremamente versatile che riesce a passare da un action horror, a qualcosa di più intimo e anche personale per tutti i protagonisti; ne abbiamo avuto una dimostrazione quando si è trattato di raccontare il percorso di Sabrina alle prese con l’Accademia delle Arti Oscure o ancora quando ha dato battagli a demoni e fantasmi.
Ovviamente nel passato della Congrega della notte vi sono elementi inquietanti e di cui non si va fieri e che sono così impressionanti che persino Zelda Spellman ne è impressionata, si parla della vicenda delle Tredici di Greendale. Tale avvenimento risalente al 1692 ha creato intorno alle streghe e a tutto il loro mondo un alone di mistero e lo ha fatto dimenticare a tutti gli abitanti di Greendale, sia perché è un ricordo estremamente doloroso e sanguinoso sia perché è stato proprio l’effetto che la congrega desiderava ed ha incoraggiato.
La serie non si preoccupa di mostrare scene forti o comunque dall’impatto visivo di notevole, come quella della notte del Battesimo della giovane Spellman o quello della foresta di sangue oltre a varie visione infernali e profezie; non si può dire che si siano fatti spaventare e abbiano voluto gestire la materia con sufficienza e in maniera light, tutt’altro. Eppure manca quella cattiveria che avevamo visto Sacasa era capace di mettere nei suoi fumetti come quello da cui questa storia è stata adattata, che seppur per un pubblico diverso e con dei tempi differenti poteva funzionare anche trasposto in televisione, certi elementi di esso rimangono invariati, altri ne vengono aggiunti, funzionando anche sullo schermo e aiutando lo spettatore a calarsi nell’animo della protagonista e delle sue tribolazioni oltre che della sua natura divisa tra il mondo umano e quello delle streghe.

Le influenze dal punto di vista visivo, soprattutto quello del body horror che vediamo vengono dal cinema di Cronenberg che viene citato anche dai protagonisti in modo da fare un omaggio anche non solamente visivo per i disattenti. La claustrofobia che si prova negli ambienti come la casa di Sabrina e l’Accademia delle arti oscure ricordano quelle di Il Signore del Male e The Ward di Carpenter, certamente sono solo una citazione e anche abbastanza basilare soprattutto per l’utilizzo della camera, delle soluzioni che potrebbero forse essere definite plagio ma che hanno un loro senso all’interno della serie. Vi sono anche delle citazioni visive all’Esorcista di William Friedkin che possono facilmente essere considerati tra i momenti più inquietanti della serie.
Le Terrificanti Avventure di Sabrina non è semplicemente un horror quanto più una storia di formazione con elementi soprannaturali. Infatti, come tutte le tipiche storie di formazione ci presenta un personaggio (Sabrina) nel momento di maggiore cambiamento e lo segue attraverso alcuni importanti passi e avvenimenti che scombussolano la sua vita e la costringono a cambiare la sua idea sul mondo che la circonda e il suo stesso posto e a renderla una donna determinata nel perseguire le sue convinzioni e i suoi progetti nonostante questo le renderebbe molto più lungo e difficile il percorso. Molto più vicino alla stagione uno di Riverdale che al fumetto da cui è tratta, la serie riesce ad intrattenere riscrivendo alcuni topos del teen drama e mischiandole con l’horror ed insieme alle interpretazioni, soprattutto della Shipka e di Michelle Gomez si dimostra una combinazione vincente per Netflix che ora potrebbe avere il progetto su cui puntare per attirare un pubblico di giovani adulti e non solo.


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