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L’Esorcismo di Hannah Grace di Diederik Van Rooijen | Recensione

  • di Riccardo Cozzari
  • 1 Febbraio 2019
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Non ci si aspettava molto da L’Esorcismo di Hannah Grace, film horror di Diederik Van Rooijen del 2018, un flop al botteghino americano e stroncato da gran parte della critica. Dal secondo horror in uscita quest’anno dopo il bellissimo Suspiria di Guadagnino e un 2018 interessante con alcuni film come Hereditary, Mandy o La Casa delle Bambole ci si aspettava quantomeno un film pregevole, il risultato è invece tutto il contrario.

La Sony, reduce da una tripletta di orribili esempi di cinema come Venom, Slender Man e Millennium – Quello che non uccide torna all’ attacco con un film altrettanto (se non più) brutto degli esempi citati: Hannah Grace. Ignorando il perché del titolo italiano “L’Esorcismo” quando in inglese era “the possession”, sicuramente più appropriato visto che di esorcismi in questo film non ce n’è nemmeno l’ombra, se non in circa dieci secondi (e non scherzo) realizzati malissimo.

L’intento del film sarebbe anche interessante, parlare della depressione e come cercare di superarla, è la realizzazione ad essere pessima, ma soprattutto veramente poco credibile. Si potrebbe parlare anche tre ore (il doppio della durata del film) degli elementi senza senso presenti, come il fatto che nel suo primo giorno di lavoro, senza alcuna esperienza, la protagonista non abbia nessuno che l’aiuti, ma che sia sola in obitorio gigantesco dove le luci non si accendono se non battendo le mani o passandoci sotto, per poi spegnersi pochi secondi dopo. Normalissimo, no?

Come nella maggior parte degli horror da quattro soldi i personaggi sembrano essere decerebrati, e compiono azioni che dire siano senza senso sarebbe poco. La protagonista, interpretata dalla Shay Mitchell di Pretty Little Liars, qui nella sua prima prova cinematografica, dimostra scarse abilità recitative, complice anche il suo abbigliamento, che sembra fresco di shopping, e una sceneggiatura approssimativa a dire poco. Non nominerò altri attori perchè non c’è niente da dire, se non una menzione speciale al ragazzo della protagonista interpreto da Grey Damon, che sembra la brutta copia di Zac Efron. Mentre invece il “mostro” ovvero la Hannah del titolo più che una giovane ragazza impossessata da un demone, che non si capisce da dove sia arrivato, sembra la versione deficiente di Gollum. Il regista dirige il film come se fosse un pilot di una serie tv di basso livello (al confronto qualsiasi puntata della serie The Exorcist su Fox sembra girata da William Friedkin) concentrandosi su dettagli inutili nelle scene che dovrebbero essere horror e muovendo la camera come se fosse in preda ad un ictus, abusando di jumpscare che già alla seconda volta annoiano lo spettatore, complice un montaggio davvero abominevole.

Concludiamo cercando di trovare almeno un paio aspetti positivi a questa pellicola: la fotografia non è infatti male, e pur essendo davvero terribile il film ha il pregio di scorrere abbastanza bene, non lasciando il tempo di annoiarsi. Peccato per tutto il resto.

L'Esorcismo di Hannah Grace

Il film é un accozzaglia di stereotipi di altri 75000 film horror di serie B usciti negli ultimi anni, complice anche una sceneggiatura approssimativa e una regia banale da serie tv, la protagonista che è ricordata per interpretare una delle ragazze di Pretty Little Liars è impedita a recitare ed è vestita come se andasse a fare shopping il sabato pomeriggio, il "mostro" sembra una copia mal fatta di gollum, un altro aspetto che però convince stranamente è la fotografia che è abbastanza ben curata. Aspetto tecnico invece terribile è il montaggio, veramente imbarazzante, soprattutto nel finale che é orribile.
2.5
Orrendo
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