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Marvel Comics e l’incapacità di andare incontro ai lettori

  • di Tales of Sam
  • 2 aprile 2017
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Nel corso da ultimi giorni le acque si sono fatte parecchio agitate in Marvel Comics, abbiamo assistito a diverse prese di posizioni contrastanti sia da parte dell’editor che da parte degli artisti che vi lavorano e abbiamo scoperto che, a quanto pare, la casa editrice statunitense non è soddisfatta del feedback ricevuto da parte dell’utenza.

Prima di approfondire l’argomento è però necessario spiegare nel dettaglio ciò che è successo in quanto, in casi così delicati, è davvero facile cadere nel fraintendimento delle dichiarazioni rilasciate.

La Diversità non piace e gli Artisti non Vendono

Questa settimana si è tenuto il Marvel Retailer Summit, evento in cui la Casa delle Idee ed i suoi autori si confronta direttamente con una selezione di 14 organizzazioni di rivenditori per poter analizzare il mercato ed avere così un confronto diretto, non solo con gli addetti alla vendita al dettaglio, ma anche con quelle che sono le richieste dell’utenza. Il vertice in questione si è tenuto a New York City ed è stato un evento molto importante per due aspetti, il primo è ovviamente la volontà da parte di Marvel Comics di creare un contatto diretto con la propria utenza, il secondo motivo risiede nel fatto che un evento del genere non viene realizzato da oltre vent’anni a seguito della bancarotta che l’azienda dovette affrontare.

Durante il Summit vi era presente anche ICv2 che ha avuto modo di riportare i risultati degli eventi e di intervistare il Vicepresidente Senior della sezione Vendite & Marketing David Gabriel. Dall’intervista in questione è emerso che, secondo Gabriel, la diversità proposta all’interno dell’attuale Universo Narrativo non fa presa sui clienti, i quali si mostrano disinteressati ad un cambio radicale dei personaggi a cui sono affezionati..

Abbiamo visto che le vendite di tutti i personaggi che sono diversi, ogni personaggio che è nuovo, i nostri personaggi femminili, qualsiasi di loro che non sia un personaggio principale Marvel, fanno storcere il naso alla gente. Per noi è stato difficile perché abbiamo davvero tante nuove, fresche ed entusiasmanti idee che stiamo cercando di proporre ma niente di nuovo funziona per davvero.

Questa dichiarazione, che di per se non va effettivamente a puntare il dito contro dei personaggi specifici, ha acceso diverse discussioni sui vari social network. Discussioni che hanno coinvolto in primo luogo gli artisti che lavorano nel settore.

David Gabriel si è dunque trovato dover chiarificare le proprie dichiarazioni rilasciando successivamente une rettifica:

Discutendo candidamente con alcuni retailer al summit, ci è stato fatto notare di come alcuni non siano felici del falso abbandono degli eroi Marvel principali e, contrariamente a quello che qualcuno dice sui personaggi che “non funzionano”, la popolarità della maggior parte di questi nuovi titoli e personaggi come Squirrel Girl, Ms. Marvel, The Mighty Thor, Spider-Gwen, Miles Morales, e Moon Girl, continua a darci la prova che i nostri fan e i nostri rivenditori SONO entusiasti di questi nuovi eroi. E lasciate che sia il più chiaro possibile, i nostri nuovi eroi non andranno da nessuna parte! Siamo fieri e contenti di continuare ad introdurre personaggi unici che riflettono nuove voci e nuove esperienze nel Marvel Universe e di accorparli ai nostri iconici eroi.

Abbiamo anche appreso dai negozi che accolgono e difendono i nostri nuovi personaggi e i nostri titoli ne vogliono ancora! Questi rafforzano la loro clientela di base ed aiutano a crescere i loro negozi. Quindi ci stiamo prendendo entrambe le facce della storia e i soli cambiamenti che arriveranno saranno quelli di assicurarci che non perdiamo la concentrazione sui nostri eroi principali.

Durante il Summit, il secondo motivo di polemica e discussione è stata la dichiarazione data dall’Esecutivo in Carica Axel Alonso il quale, parlando dello sviluppo di mercato, ha esposto un problema relativo alle vendite secondo cui la maggior parte degli artisti non influenzino le vendite dei prodotti in modo significativo

Ci sono meno artisti che hanno un impatto sulle vendite rispetto agli scrittori ed ora è difficile promuoverli oggi giorno. Non c’è un apparato che ce lo permetta, non c’è un Wizard Magazine che vi dice quali siano i 10 migliori artisti in circolazione. Non abbiamo più questo mezzo. Possiamo incentivare i nostri artisti quanto vogliamo ma non credo che sappiamo quanti artisti, oltre forse McNiven e Coipel, muovono l’ago della bilancia su qualsiasi cosa disegnino.

Le reazioni sono Giustificate?

Le reazioni che abbiamo visto a queste dichiarazioni sono state molteplici, in primo luogo molti fan della casa delle idee hanno esposto le loro opinioni circa l’attuale gestione Marvel e sono stati seguiti dalle parole di vari creators che hanno espresso il loro appoggio o distacco dalla stessa casa editrice, di seguito ne riportiamo e ne commentiamo alcuni.

Le reazioni hanno mostrato più punti di vista ma di fatto a chi possiamo dare ragione? Quali sono effettivamente i “problemi” che la diversità dei personaggi ha portato in Marvel? Gli artisti sono davvero ininfluenti?

Da un punto di vista prettamente autoriale le dichiarazioni di Alex Alonso NON sminuiscono in alcun modo la figura professionale dell’artista ma evidenziano un problema di base che non permette il riconoscimento dell’autore al pubblico finale. Secondo Alonso non esistono i mezzi necessari per spronare i lettori a conoscere approfonditamente l’artista e ciò si tramuta in un mancato interesse, o in un interesse scemante, nei confronti del professionista che svolge il proprio lavoro. Il problema principale di questa affermazione è che si tratta di una mezza verità, sebbene è assolutamente veritiero il fatto che oggi non esistano più riviste specializzate, come la da lui citata Wizard Magazine, che vanno a raccontare la nascita e la crescita autoriale di un artista, è altrettanto vero che il web è la nuova forma di comunicazione moderna e che esistono, sia a livello nazionale statunitense che a livello internazionale, migliaia di siti, blog, pagine facebook e quant’altro che ogni giorno lavorano nel campo del fumetto e che spronano i propri lettori a scoprire e a dare credito ad un gran quantitativo di autori in rapida ascesa. Se non fosse per il web e per il riconoscimento dato sia dal pubblico che dalle fanbase, sia dai lettori che dalle case editrici, oggi non avremmo talenti come per esempio Skottie Young che della sfera informatica ne ha fatto un enorme trampolino di lancio.

Per quanto riguarda invece la diversità dei propri personaggi dobbiamo riconoscere che il problema di fondo nasce da un eccessivo e repentino sconvolgimento degli equilibri presenti nel Marvel Universe. Sin dalla sua nascita la Casa delle Idee ha puntato a fare leva sull’animo umano dei propri eroi cercando di far si che il lettore possa in qualche modo riconoscersi in essi e, per tale motivo, l’affezione per Spider-Man non fu diretta al simbolo di Ragno ma bensì al personaggio di Peter, così come Bruce Banner ed i suoi drammi dualistici permettevano di apprezzare Hulk o, ancora, Iron Man poteva essere solo quell’uomo apparentemente forte ma profondamente tormentato di Tony Stark. Potremmo stare qui ore a trattare di quanto questi eroi siano rappresentati di tematiche prettamente umane e sicuramente possiamo sostenere che i nuovi eroi presentati nel corso degli anni come Miles Morales, Kamala Khan, Amadeus Cho, Riri Williams ecc. Ognuno di loro rispecchia un “diverso” ma non lo fa solo per la sua etnia, la propria religione o l’età, è diverso dal personaggio originale in quanto si tratta proprio di una differente persona con le proprie esperienze che, in corso di crescita, lo hanno reso un’individuo a se stante che nulla ha di che spartire con l’eroe originario di cui porta lo stesso nome o la stessa maschera.

Ai lettori questi personaggi piacciono, hanno sviluppato un attaccamento sentimentale nei loro confronti ma, allo stesso tempo, tali lettori sentono la mancanza delle figure classiche ed iconiche che li hanno spinti in primo luogo a diventare consumatori assidui di fumetti Marvel. Per costoro Spider-Man sarà sempre Peter Parker, Wolverine sarà per sempre Logan, Hulk sarà sempre Banner, Thor sarà sempre Odinson e così via. Un nuovo character che viene introdotto raccogliendo l’eredità del suo predecessore non sarà mai considerato al pari del progenitore perchè, con esso, non vi è lo stesso legame affettivo sviluppatosi in oltre settant’anni di editoria.

I diversi vendono meno? Si, ma perché i main character dell’universo Marvel sono stati trasformati in un immenso gruppo di eroi secondari. La Marvel ha tentato un approccio che non si è rivelato vincente sotto tutti i fronti e che ha rischiato di allontanare una fanbase consolidata cercando di approcciarsi ai nuovi lettori. Eppure sono convinto che non ci sarà di che preoccuparsi, ci è stato insegnato che nei comics nessuno rimane morto per sempre (a parte lo Zio Ben) e con il prossimo evento Generation tutte queste voci, tutte queste polemiche, verranno messe a tacere.

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