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Marvel's Daredevil Stagione 3 – Lascia libero il diavolo | Recensione

  • di Luca Brindani
  • 21 Ottobre 2018
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Marvel's Daredevil Stagione 3

Abbiamo atteso per molto tempo ma finalmente è arrivata, la terza stagione di Marvel’s Daredevil ha debuttato lo scorso Venerdì su Netflix e ci ha decisamente ricordato i bei tempi della prima e memorabile stagione.
Erik Oleson, showrunner della terza stagione aveva già con le dichiarazioni fatto intendere quanto questa nuova iterazione delle avventure del diavolo di Hells Kitchen avrebbe avuto molto di più a che spartire con la prima stagione che con la seconda stagione, molto più improntata al supereroismo e che aveva introdotto anche il Punisher di Jon Bernthal. Un ritorno alle origini si può dire, ma in un certo senso anche una “rinascita” per Daredevil dopo gli eventi che lo avevano tanto scosso tra cui il ritorno di Elektra
Wilson Fisk (Vincent D’Onofrio) dopo numerosi corteggiamenti dell’FBI ha deciso di collaborare per il bene di Vanessa, la sua amata. Un attentato in prigione farà si che il Bureau sia costretto a trasferire Fisk dal penitenziario in un luogo sicuro scelto appositamente per l’occasione, un attico all’hotel Continental di New York. Nel frattempo il criminale metterà anche in atto la sua vendetta nei confronti di Matt Murdock (Charlie Cox) e di Daredevil, che ora sa essere la stessa persona e per farlo manipolerà tutto e tutti con l’aiuto di un inaspettato alleato, l’agente speciale Poindexter (Wilson Benthel).
Oleson non mentiva quando nelle interviste additava Born Again di Frank Miller e David Mazzucchelli, la storia Kingpin Must Die di Frank Miller e in parte anche la run di Brian Bendis sul diavolo di Hells Kitchen come ispirazioni per questa terza stagione; infatti a partire dalla prima puntata si può notare già un netto cambio con la precedente stagione, nelle atmosfere, ma anche nella traccia musicale, molto più vicina a quella che accompagnava la premiere della serie rispetto al primo episodio della stagione due. Gli sceneggiatori con questa terza stagione hanno dimostrato come si prende il materiale di origine fumettistico di un personaggio come Devil e lo si riadatta ad una storia nuova, con un contesto sociale differente (ma neanche tanto) e origini modificate, il tutto a partire dal tipo di rapporto tra i due principali protagonisti: Il diavolo di hells kitchen e Wilson Fisk. Fisk si è elevato soprattutto grazie a Miller ad acerrimo nemico di Daredevil e Matt Murdock dunque, il suo ritorno in scena quest’anno doveva essere graduale e non in contrasto con quello che era diventato il personaggio proprio sul finire della stagione uno e nella sua apparizione fugace nella stagione due.
Wilson Fisk è IL NEMICO per eccellenza di Murdock ed in quanto tale bisognava donargli o meglio far ricordare agli spettatori quanto fosse temibile. Ci vorranno ben due episodi per far ritornare Wilson libero a Manhattan, due episodi che per quanto possa sembrare lenti nel frattempo mostrano la sua incredibile crudeltà e disprezzo per chiunque non sia sè stesso, manderà ad eliminare vecchi alleati pur di riuscire ad essere di nuovo un uomo libero. Successivamente il villain farà di tutto per rendersi utile all’FBI mentre il sospetto che il prezzo pagato dal Bureau per questi grandi arresti sia molto più alto di quello che si pensava all’inizio, prima nello spettatore che ricorda esattamente cosa il boss criminale aveva fatto 2 anni prima e poi nell’agente Speciale Ray Nadeem (Jay Ali). Quest’anno decisamente abbiamo a che fare con un Wilson diverso da quello che conoscevamo, non crede più di salvare la sua città, lui VUOLE la sua città, lui è ormai diventato Kingpin.
Matt Murdock, invece, è un uomo distrutto, sta affrontando una crisi religiosa tanto enorme da fargli mettere in discussione apertamente il suo stesso metodo di agire diventando più violento e più predisposto a passare la linea se costretto, non avviene, ma la violenza di Matt potrebbe diventare eccessiva in alcuni casi soprattutto nelle prime puntate; Il percorso di rinascita dell’eroe è spesso più interessante e più importante di quello che l’ha portato in rovina perché dimostra tutta la sua fibra morale e come un codice ferreo possa renderti migliore; In questo la terza stagione di Daredevil fa un ottimo lavoro, perché raccoglie un Matt Murdock inesistente nascosto sotto le spoglie del suo alter ego e ce lo restituisce nei modi e nei tempi consoni, non si sono corse sul finale per riportare ottimismo in Murdock, ma solo una normale progressione degli eventi che porteranno il personaggio all’effettiva consapevolezza di ciò che è e di ciò che potrà essere se di nuovo potrà contare sull’identità da civile di Matthew. Nel suo percorso sarà aiutato anche nella serie come nel fumetto da Suor Maggie che qui dimostrerà di non aver mai abbandonato Matt, ma averlo vegliato senza che lui ne fosse a conoscenza.
Foggy Nelson (Elden Henson) e Karen Page (Deborah Ann Woll) ormai si sono costruiti una loro vita quando ben prima del ritorno di Matt in scena vi è il ritorno di Wilson Fisk, che subito li vede mettere tutto da parte pur di riportare quel mostro in galera; i due personaggi hanno sacrificato tanto nelle prime due stagioni di Daredevil ed avevano anche creduto fino a quel momento di aver perso anche il loro amico durante il crollo di Midland Circle, ma comunque hanno continuato a combattere come abbiamo visto in altre serie come Marvel’s The Punisher. Tutto questo però non impedirà a loro di combattere nuovamente anche dopo tutte le battaglie e dopo tutti gli amici che hanno perso, inoltre, finalmente oserei dire vediamo quello da cui Karen scappava, il suo oscuro segreto, che in parte avrà una grande rilevanza nella rinascita spirituale di Matt Murdock.
Questa stagione vede anche l’inserimento di un classico personaggio dei fumetti che fin ora non era mai apparso ma che è fondamentale per le storie del diavolo di Hells Kitchen, Bullseye; infatti, questa terza stagione non è solo il grande ritorno di Matthew Murdock ma è anche la storia di origini del suo più temibile nemico fisico, Bullseye, incarnato nella serie da Wilson Benthel.
Oleson e gli altri sceneggiatori dimostrano ancora una volta quanto una storia interessante e dei personaggi ben scritti siano l’unica cosa che serve per portare avanti una storia per 13 puntate e che effettivamente se ci sono già queste, 13 non è poco né troppo. I tempi di questa stagione sono gestiti ottimamente nonostante le 3 storyline principali e basta presenti in essa e che comunque ruotavano tutte intorno a Fisk e al suo impero criminale, dunque non ci si dovrebbe stupire se proprio questi risulta nuovamente l’elemento cardine e che tiene insieme Daredevil insieme a Matt Murdock. Il rapporto tra i due antagonisti di sempre e la religione di Matt, messa in dubbio stavolta dimostreranno quanto ancora una volta proprio gli sceneggiatori più di tutti abbiano capito come sfruttare al meglio la dualità dell’identità umana e da vigilante dell’avvocato Murdock, sopratutto quando messo alle strette è costretto a rifugiarsi in solo una di queste.
Per quanto si debba dare merito alla scrittura, non più confusionaria e più concentrata su un unico obiettivo e con dei riferimenti per le trame e per le scelte visive, gran parte del merito della riuscita di questa stagione va a loro due (più uno): Charlie Cox e Vincent D’Onofrio (e Wilson Benthel).
Il Matthew Murdock incarnato da Cox è arrabbiato, non ha più fiducia nella sua religione e vuole distanziarsi da tutto e da tutti, vuole lasciare uscire il diavolo; proprio questo è palpabile sia quando è Matt che quando è Daredevil, mai scelta fu più azzeccata di quella di Charlie Cox come attore protagonista di questa serie che già nella stagione due veniva messo in secondo piano solo da un eccezionale Jon Bernthal e in The Defenders non aveva eguali. Kingpin interpretato da D’Onofrio è spettacolare, malvagio, calcolatore, rabbioso e minacciosamente imponente e sempre disposto a menare le mani nonostante non sia più un criminale da strada; lo spettatore quando è in presenza di Fisk sente riverenza e inquietudine, non sa se sta per parlare o uccidere il suo interlocutore, perché Wilson ha sempre qualcosa di adatto da dire in ogni momento, tranne che con Vanessa, la sua grande debolezza.
Ben Poindexter è stata la sorpresa della serie, uno psicopatico in piena regola è stato trasformato in un personaggio che bene o male ha delle motivazioni per fare certe scelte e per scegliere quel lato della staccionata. Poindexter è una macchina da guerra che darà del filo da torcere a Daredevil dal punto di vista fisico come appunto faceva Bullseye nei fumetti mentre Fisk, la sua bussola, gliela darà dal punto di vista mentale e psicologico, eludendo ogni trama che gli avvocati e Karen Page potranno mettere insieme. Questo proto-bullseye rappresenta la variabile impazzita e allo stesso tempo controllata dello show ed un’arma a doppio taglio per Kingpin, che sta facendo molto di più che dargli una direzione morale quanto più la sta assoggettando alla sua visione, perché alla fine Poindexter è l’eroe della sua stessa (sfortunata) storia.
Dal punto di vista della regia e della fotografia siamo sempre su livelli altissimi, la necessità di dover mostrare solo il lato urbano e non dover entrare in un sentiero sopranaturale pieno di ninja ha permesso ai registi di mettere in scena delle grande sequenze d’azione, come l’ormai classica hallway fight scene che quest’anno risulta ancora più audace perché coinvolge sempre più personaggi e gioca con le ombre per dare l’idea che i nemici stiano affrontando un diavolo e non un semplice uomo. L’hallway fight a metà stagione non sarà l’unico momento pregno di tensione e girato veramente bene della stagione ci saranno anche altri due momenti tesi e girati veramente bene, al punto che sei incastrato a guardare uomini che se le danno a mani nude ad un certo punto.
Non siamo di fronte ad una stagione perfetta, ha dei difetti, alcuni dialoghi sembrano artificiosi e certe scelte e anche manovre di Fisk ma anche dei buoni risultano a pensarci dopo confuse, ma che fanno progredire la storia e tengono lo spettatore incollato alla televisione; queste piccole scelte e lo scontro finale, abbastanza caotico fanno si che questa non sia una stagione perfetta ma decisamente superiore alla seconda stagione e agli altri prodotti Marvel/Netflix e ci fanno desiderare altro Daredevil nel prossimo ed immediato futuro.

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