May 21, 2019
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Mother Panic

Mother Panic: Sotto la Pelle | Recensione

  • di Alberto Tollini
  • 28 Febbraio 2019
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Rw Lion continua la pubblicazione della linea Young Animal, etichetta DC Vertigo curata da Gerard Way, con il secondo volume di Mother Panic: Sotto la Pelle, dove ritorna la bianca vigilante di Gotham, sempre per i testi di Jody Houser (Faith) e i disegni di John Paul Leon (Batman: Creature della Notte) e Shawn Crystal (Arkham Manor). 

Sotto la Pelle riprende subito da dove si era interrotto il volume precedente: il primo story arc si apre con l’omicidio dei genitori di una delle bambine rapite nei precedenti capitoli della serie che porterà  Mother Panic sulle tracce di un misterioso killer seriale a piede libero per le strade di Gotham; mentre nel secondo arco Violet incontrerà una vecchia conoscenza dei tempi di Gather House creduta morta. I due archi narrativi permettono all’autrice di Faith di esplorare il passato di Violet Page, facendo luce sui drammatici anni trascorsi dalla giovane a Gather House, gli anni che porteranno alla genesi della figura di Mother Panic.

Grazie a questo espediente, in Sotto la Pelle Jody Houser riesce a conferire maggior spessore psicologico alla nuova eroina di Gotham, così da cancellare le caratteristiche stereotipate e non convincenti apparse nel primo volume. Il mostrare il passato di Violet, inoltre, permette al lettore di comprendere meglio la giovane ereditiera di Gotham, le sue motivazioni e il modo di agire di Violet, segnati indubbiamente dalla sofferenza e dalla solitudine provata durante l’adolescenza. Purtroppo però, non basta una maggiore cura nel descrivere la protagonista della serie per oscurare i difetti del titolo: come nel precedente volume, Mother Panic soffre terribilmente di un continuo senso di già visto, mostrando il fianco ad un intreccio poco interessante e disorganico, rimarcato dall’alternanza grafica che non segue una vera e propria linea guida, come già osservato nel primo volume.

Passando a parlare del lato grafico, debutta su Young Animal John Paul Leon, realizzando gli interni de “Il Complesso della Vittima”, primo story arc del volume, mentre ritorna sulle pagine di Mother Panic Shawn Crystal per illustrare “Sotto la Pelle”, arco narrativo omonimo di questo secondo volume. La prova di Leon è ineccepibile. Il suo stile, caratterizzato da un taglio molto grezzo e urban, riecheggiante quello di Maleev, dona delle atmosfere più cupe a Mother Panic, in sintonia con quelle che ci si aspetterebbe da Gotham City. Purtroppo però, le matite del newyorkese si scontrano con la visione iniziale del progetto di Mother Panic e della stessa etichetta: il taglio dark e urbano delle tavole di Leon si discostano nettamente dalla linea tracciata da Tommy Lee Edwards nei primi capitoli che, pur avendo degli elementi dark, risultava più dinamica e in linea con il gusto dei più giovani, pubblico a cui è rivolta l’etichetta, mentre  il tratto dell’artista di Batman: Creature della Notte risponde ai gusti di un pubblico più navigato. Discorso simile anche per le tavole di Shawn Crystal: a differenza di quelle di Leon, le tavole dell’artista, già più coerenti con i canoni dell’etichetta Young Animal, come nel volume di esordio, si scontrano con l’idea grafica di Mother Panic, in quanto lo stile troppo caricaturale e la semplicità delle tavole, ridotte quasi all’essenziale e senza alcun cenno di personalità, appesantiscono notevolmente il ritmo della lettura, caratterizzato già da una sceneggiatura non proprio brillante e avvincente.

Seppur aggiunga degli elementi in grado di arricchire il personaggio di Violet Page, il secondo volume di Mother Panic: Sotto la Pelle conferma quanto già riscontrato precedentemente: la serie manca di organicità sia a livello di sceneggiatura sia a livello artistico, per quanto la prova di John Paul Leon sia di ottimo livello. Una maggior approfondimento psicologico della protagonista e qualche interessante espediente narrativo non sono sufficienti a sopperire la frammentarietà di una narrazione poco interessante e che si scontra costantemente con il senso di già visto.

Mother Panic: Sotto la Pelle di Jody Houser, John Paul Leon e Shawn Crystal

Pur aggiungendo alcuni interessanti elementi capaci di fornire una maggior profondità psicologica al ritratto di Violet Page, Mother Panic: Sotto la Pelle non riesce a scrollarsi di dosso il senso di banalità e disorganicità nello svolgimento dell’intreccio. Nota positiva sono le matite di John Paul Leon che però non bastano a sollevare il livello di una serie che purtroppo non è riuscita a distinguersi rispetto alle altre della linea Young Animal.
5
Banale
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Per gli amici Tollo, ha un debole per gli eroi in tutina Marvel e DC dal luglio del'92. Crescendo scopre Frank Miller e Grant Morrison che gli cambiano il modo di intendere il fumetto e da allora professa instancabilmente la loro parola. Districandosi tra una recensione e un'intervista, sperperà metà del suo stipendio per seeguire ogni singola serie di Rick Remender.
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