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Netflix – Proposta di legge per far uscire i film prima al cinema e poi in streaming

  • di Nicolò Beretta
  • 15 Novembre 2018
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netflix cinema

Le polemiche che coinvolgono Netflix e le sale cinematografiche è arrivata a toccare anche la sfera politica del nostro paese: è infatti di Alberto Bonisoli, ministro dei Beni culturali, l’idea di un decreto a favore dei cinema.

Non è un argomento nuovo: le polemiche si sono fatte molto più aspre dall’ultimo Festival di Cannes, premiazione da cui i film prodotti e distribuiti da Netflix erano stati completamente estromessi, cosa che invece non è accaduta in occasione del Festival di Venezia, durante il quale era stato proiettato Roma di Alfonso Cùaron, prodotto dalla piattaforma.

Tale decreto vorrebbe tutelare le sale di proiezione, dando a questa la precedenza sull’uscita dei film italiani rispetto alle piattaforme di streaming come Netflix. Solo la Germania aveva regolamentato questo genere di processo. Nel nostro paese, l’unico caso di film che è stato trasmesso al cinema e successivamente distribuito in rete da Netflix è stato il recente Sulla mia pelle, il racconto della morte di Stefano Cucchi. D’ora in avanti, dovranno trascorrere 105 giorni dalla data della prima proiezione al cinema prima che il film possa arrivare anche in streaming su internet, ovviamente in maniera legale. Per film ed eventi particolari la cui durata di programmazione è di sole 3 giornate, il lasso di tempo che deve intercorre scende a 10.

Questa è la dichiarazione del ministro Bonisoli riguardante il decreto di legge.

“Mi accingo oggi a firmare il decreto che regola le finestre in base a cui i film dovranno essere prima distribuiti nelle sale e dopo di questo su tutte le piattaforme. Penso sia importante assicurare che chi gestisce una sala sia tranquillo nel poter programmare film senza che questi siano disponibili in contemporanea su altre piattaforme” ha detto nel videomessaggio inviato alla presentazione della ricerca Agis/Iulm “Spazi culturali ed eventi di spettacolo: un importante impatto sull’economia del territorio”.

Fonte: Repubblica.it

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