July 21, 2019
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Oudeis Omnibus – L’epopea di Carmine Di Giandomenico | Recensione

Tra i riferimenti ai classici della letteratura antica l’Odissea di Omero è un riferimento che tutti conosciamo, almeno a grandi linee. Eppure un’odissea, come quella raccontata da Carmine Di Giandomenico, Ulisse forse non l’ha mai vissuta. L’opera di cui parliamo oggi non può che essere Oudeis, gemma partorita  in una prima parte nel 2004 e portata a termine, tramite la pubblicazione di questo omnibus edito da Saldapress, soltanto nel 2018. La mente, e la mano ovviamente, dietro quest’opera estremamente ambiziosa è, come vi anticipavo poco più su, quella di Carmine Di Giandomenico, disegnatore e autore che conoscerete sicuramente per i suoi lavori con le due major americane (Flash, Battling Jack Murdock tra i tanti).

Oudeis in greco οὐδείς : ‘nessuno’, si propone come una rilettura in chiave intimista/cyber-punk dell’Odissea del celebre poeta greco. Il progetto è però ben più complesso di quanto possa sembrare e porta avanti la storia seguendo due filoni narrativi paralleli. Da un lato la riproposizione delle peripezie affrontate da Ulisse per poter tornare alla sua terra, Itaca, dall’altra un viaggio metaforico all’interno di sè. Il primo filone, più attinente al piano reale, ci racconta di un  Ulisse privo della propria memoria, in pieno errare senza meta in un mondo ricco di elementi futuristici, braccato dalle insidie che Poseidone, dio dei mari, gli pone ad ogni angolo. Su questo piano il nostro eroe è affiancato nel suo viaggio dalle figure di Dan(il bambino) e Thriller(il cane), mentre nel piano più metaforico dalla figura di un clown, richiamo che Carmine ha voluto fare a Re Liar. La ricerca è ciò che accomuna i due piani, nello specifico la ricerca di sè che frena Ulisse dall’intraprendere il suo viaggio finale, quello verso casa che invece prende forma solo nel terzo capitolo.

Come ci raccontava Carmine nell’intervista che ci ha concesso allo scorso Lucca Comics & Games, l’impianto dell’opera era assai più complesso in origine ed in potenza, artisticamente molto ambizioso a livello comunicativo. Questa complessità era dovuta al fatto che l’autore (che poi sarebbe stato più di uno) sarebbe stato chiamato a dare la propria interpretazione di Ulisse, a trovare la propria ‘strada verso Itaca’, inteso come un percorso anche formativo per lo stesso autore. Secondo questo discorso appare chiaro come, il concetto di Oudeis(nessuno) avrebbe assunto un’altra connotazione, oltre che narrativa, culminando nella molteplice identità che avrebbe assunto Ulisse. Ogni autore sarebbe stato libero di proiettare nel personaggio qualsivoglia aspetto di se, dando forma concreta anche all’episodio in cui Ulisse si traveste per sondare la situazione su Itaca.

D’altro canto non sarebbe nemmeno giusto trattare Oudeis solo per ‘ciò che poteva’ essere, ed è giusto dire qual è il risultato di questo omnibus, adesso che è giunto alla sua conclusione.  Non fosse altro perché l’idea di Di Giandomenico è stata comunque portata avanti, dal momento che questo omnibus rappresenta un chiaro esempio dell’evoluzione artistica di questo autore. Guardando all’economia del racconto, il terzo capitolo fa da contraltare a tutti quelle che potevano essere le pecche del primo tempo. Questo è certamente dettato anche dalle tempistiche fulmine con cui è stato realizzato il capitolo finale, ma a lettura conclusa si ha la sensazione che fosse quello che serviva a questa storia: un capitolo intenso, istintivo, sporco e dalle tinte opalescenti. La costruzione stessa della tavola è meno ricercata, meno verticale, i dialoghi quasi assenti. Il viaggio di Ulisse è terminato e le parole lasciano lo spazio alle sensazioni.

La griglia, già piuttosto fluida, si espande orizzontalmente lasciando spazio a campi lunghi dal ritmo sicuramente più compassato. E’ un momento importante per Ulisse e grazie alle tavole di Di Giandomenico siamo senz’altro in grado di percepirne tutta la potenza emotiva. Per chi non avesse all’epoca letto i due capitoli precedenti, credo che troverà quantomeno stimolanti anche questi ultimi. Infatti già 10 anni fa l’autore dimostrava di avere un story-telling invidiabile e una grande dote per tutto ciò che concerne il movimento, elementi di cui i primi due capitoli sono ricchi all’inverosimile.

Insomma Oudeis è un’opera che punta in alto e che intrattiene il lettore su più livelli, in cui Carmine Di Giandomenico ha dato prova della propria maturità artistica e che Saldapress ha avuto la lungimiranza di pubblicare all’epoca, e riproporre oggi in questo splendido omnibus.


Oudeis Omnibus di Carmine Di Giandomenico

Questo volume omnibus comprende tutta la serie di Oudeis. E' un momento importante per Ulisse e grazie alle tavole di Di Giandomenico siamo senz'altro in grado di percepirne tutta la potenza emotiva. Per chi non avesse all'epoca letto i due capitoli precedenti, credo che troverà quantomeno stimolanti anche questi ultimi.
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