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[Recensione] Planetary di Warren Ellis e John Cassaday : Un Multiverso di possibilità

  • da Luca Brindani
  • 16 febbraio 2017
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Warren Ellis è un genio che ha lasciato la sua impronta in modo indelebile sul fumetto Americano grazie ad opere quali StormWatch, The Authority, Planetary e il ben più famoso Transmetropolitan.

Ritornato alla ribalta nel’ultimo periodo grazie al suo mini ciclo su Moon Knight per la Marvel Comics nel 2014 e grazie al Rilancio Wild Storm per DC Comics di quest’anno.

Ora vi introdurremo ai mondi strani, alternativi e grandiosi di Planetary, probabilmente uno dei fumetti più significativi di inizio Millennio e che ha insegnato a fare fumetto oltre che settato uno standard per un certo tipo di storie che guardano a questa serie come luce ispiratrice.
La serie non ha un cast molto nutrito, infatti Ellis ha deciso dato le tematiche e la struttura episodica ma che copre un arco ben più ampio e che alla fine collega tutto di ridurre al giusto i componenti del team in modo da non dover avere pesi morti in giro per la sua serie e riuscire alla fine a spiegare anche i dettagli più apparentemente scollegati dalla trama principale.

Jakita Wagner, The Drummer, Ambrose Bierce all’inzio, Elijah Snow successivamente e il misterioso Quarto Uomo  che nella serie avrà un ruolo alquanto importante dato che la sua stessa esistenza è un mistero che il gruppo deve risolvere, sono un gruppo di umani che indaga su eventi passati o presenti inspiegabili con le poche conoscenze che hanno e loro appunto sono il gruppo denominato Planetary, in contrapposizione diretta con il gruppo di superumani composto da Randall Dowling, Kim Süskind, William Leather, Jacob Greene molto più potenti e con tecnologie avanzatissime a disposizione.

L’intreccio dunque non è complicato anzi è basilare nello svolgimento ma non lineare nella intenzioni e nella costruzione metanarrativa che Ellis mette insieme.

I 27 numeri della serie sono molto debitori delle atmosfere Silver Age/Golden Age dei fumetti Americani, con dimensioni impossibili ,personaggi dai poteri illimitati e dimostrazioni multiversali di forza bruta. Inoltre la serie offre un mix ben dosato e unito di elementi dalla narrativa fantascientifica, Pulp, dell’orrore e vari topos supereroistici riuscendo a creare un qualcosa di unico e che verrà poi imitato nel futuro.

Warren Ellis e John Cassaday creano una serie che ha legami stretti con l’universo Wildstorm fin dai primi numeri ma che risulta accessibile a tutti, godendo di una certa libertà di continuity che verrà sfruttata al meglio sopratutto sul finire quando i nodi verranno tirati. Planetary è un contenitore di storie per nerd con contenuto si passa da viaggi dimensionali pieni di scienza a scontri con mostri giganti(se vi piace di più li chiamerò Kaiju). Ellis non è famoso per opere ottimistiche o speranzose anzi , tutt’altro, Planetary invece risulta unico anche per questo, i colori e la impostazione della tavola e la struttura narrativa strizzano l’occhio al senso di magnifico stupore dell’uomo davanti all’inconcepibile e al super.

Proprio la speranza sarà uno degli elementi cardine delle storie che vedranno il gruppo affrontare i Quattro che cercheranno in tutti i modi di incanalare la storia nel modo che vogliono loro negando dunque all’essere umano ritenuto inferiore e impossibilitato a prendere decisioni senza una consulenza dall’alto il libero arbitrio, caratteristica essenziale per la vita di un essere senziente.

Se amate il supereroismo, se amate la fantascienza, se amate le storie ad ampio respiro con azione dirompente e dialoghi ridotti al giusto ma che lasciano un grande vuoto ma allo stesso tempo un senso di appagamento a fine lettura non potete non leggere Planetary.

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