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Polar di Jonas Åkerlund – Mads Mikkelsen contro tutti | Recensione

  • di Luca Brindani
  • 2 Marzo 2019
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Lo scorso 25 Gennaio è stato rilasciato su Netflix Italia il film originale Polar, pellicola action thriller di Jonas Åkerlund con protagonista Mads Mikkelsen, tratta dall’omonima graphic novel scritta e disegnata da Víctor Santos, pubblicata nel 2012 dalla Dark Horse Comics.

La pellicola segue Duncan Vizla (Mikkelsen), assassino a pagamento della Damocle, una organizzazione di assassini a pagamento che appena arrivato ai 50 anni come tutti gli assassini della compagnia è costretto a ritirarsi. Però nel frattempo Mr Blut (Matt Lucas), il capo della compagnia sta progettando la vendita della compagnia e ha solo un anno per trasformare i 29 milioni di debiti in introiti; Blut deciderà dunque di eliminare i “pensionati” della compagnia per incassare la loro pensione e togliere Damocle dall’impiccio. Duncan ormai in pensione e tormentato dagli incubi di un compito finito male, non si aspetta quello che gli sta per arrivare, e pensa solo a ricostruirsi una vita in una cittadina desolata in compagnia di Camille (Vanessa Hudgens), una giovane ragazza che vive vicino a casa sua e che è tormentata dalla morte della sua famiglia.

Il film, diretto da Jonas Åkerlund (Lord of Chaos), è un concentrato di azione e sangue. Infatti, lo spettatore sin dall’inizio del film viene buttato dentro a questo mondo fatto di assassini spietati ed eccentrici della Damocle. Dai primi minuti ci si trova di fronte ad un film estremamente violento e con tantissima voglia di esagerare. Nei trailer abbiamo visto molte scene d’azione effettivamente presenti nel film, ma solo pezzi, infatti, Åkerlund predilige scene d’azione lunghe e dall’esplosiva azione e dall’alto concentrato di sangue. Su due ore di pellicola è proprio l’azione a fare da padrona, settando così l’aspettativa dello spettatore sin da subito che sa benissimo cosa aspettarsi per tutta la pellicola, anche grazie a delle coreografie ben studiate e soluzioni registiche per nulla scontate e che rendono i continui voli di proiettili e corpi chiari sullo schermo, riuscendo quasi a distillare una certa bellezza nell’uccisione.

Oltre ad una solida regia abbiamo anche una fotografia incredibilmente curata, anche per un film del genere, Pär M. Ekberg, direttore della fotografia decide di saturare i colori oltre ogni possibile immaginazione. Polar infatti, fa un uso di una palette cromatica che si concentra sull’esaltare colori come il nero, tipicamente vestito dal Black Kaiser per poi passare al rosso (presente in quantità enormi grazie all’eccessiva quantità di sangue e che caratterizza anche il vestito di Mr Blut per buona parte della pellicola, persino il bianco dell’ambiente montano dove Vizla si rifugia è estremamente saturo, il bianco della neve sembra quasi un effetto. Tale utilizzo dei colori permette di offrire allo spettatore un contrasto nelle scene di azione più eccessive, donando quasi una certa bellezza alla violenza operata da Vizla, infatti, a differenza di quella del personaggio di Mikkelsen quella degli altri assassini della Damocle è ordinaria, eccessiva e per nulla affascinante, semmai troppo caotica in certi punti e anche qui la fotografia fa la sua parte nel renderlo chiaro su schermo.

Purtroppo il film non è per nulla il perfetto film d’azione che sembra. Seppur dal punto di vista tecnico si sia fatto un ottimo lavoro, quello che pecca è la sceneggiatura, quasi abbozzata e fin troppo prevedibile nei suoi risvolti, il film non ti sorprende mai, anche i colpi di scena finali risultano paventati fin dall’inizio della pellicola. Non avendo letto il fumetto da cui è tratto non so se i problemi sono da imputare alla sceneggiatura delle graphic novel originali (la serie è composta da 5 uscite fin ora) e se gli effettivi problemi in fase di sceneggiatura siano da attribuire al materiale d’origine con qualche licenza per adattare il materiale allo schermo, ma così è, purtroppo.

Eppure, nonostante questo, arriva lui, come un fulmine a ciel sereno a risollevare tutti i possibili difetti di sceneggiatura, sto parlando di Mads Mikkelsen, una vera forza della natura che trascina il film e l’azione per tutte le due ore. Riesce perfettamente ad incarnare l’affascinante e ormai ritirato assassino che comunque dimostra di avere lì sotto un cuore, sarà proprio questo più volte a fregarlo e lui lo sa fin troppo bene. Gli altri attori se la cavano tutti, ma a parte Mikkelsen, forse chi ha più screen time e importanza nella pellicola è Camille, interpretata da Vanessa Hudgens, ragazzina di provincia semplice e gentile che avrà da subito un’affinità con il Black Kaiser. Passiamo invece ad un’altro peccato del film, Katheryn Winnick che nella pellicola interpreta Fierce, la donna che comanda Damocles insieme a Mr Blut e che purtroppo è poco più che una comparsa, fa da “intermediaria” tra Blut e i killer e tra Blut e Vizla, ma si sente che lei, quasi quasi lo vorrebbe fare fuori, certamente il personaggio potrebbe aver avuto un tale trattamento solo a causa del processo di adattamento ma sarebbe stato decisamente meglio con un’attrice come la Winnick utilizzare meglio il suo personaggio.

Polar non è un film perfetto, intrattiene per tutte la sua durata, grazie ad un’azione a volte minimale, a volte eccessiva, ma sempre caratterizzata dalla voglia di accompagnare lo spettatore in un viaggio che difficilmente dimenticherà a fine visione. Gli amanti dell’azione sicuramente apprezzeranno la pellicola sopratutto per i suoi pregi ma anche per i suoi difetti. Polar forse è la produzione Netflix che potrebbe meglio essere sfruttata per creare un franchise action che appena avrà la possibilità di allontanarsi dal suo materiale originale senza aver l’ingombro di essere una storia di origini potrebbe sorprendere e sinceramente se così fosse, non vedo l’ora.

Polar di Jonas Åkerlund

Polar è un buon film d'azione, che tramite un'azione esageratamente eccessiva, sesso, gore e una fotografia incredibilmente satura riesce a catturare lo spettatore che passa sopra ad una sceneggiatura minimale e che non fa altro che seguire il Duncan Vizla di Mads Mikkelsen attraverso massacri su massacri, mentre si chiude in una conclusione quasi personale ed estremamente delicata, se non fosse stata paventata fin dall'inizio. Se siete fan dell'action e di Mads Mikkelsen, ma anche se volete un film che intrattiene, questo fa per voi.
6.5
Full Mads Mikkelsen
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