May 25, 2018
  • facebook
  • twitter
  • youtube
  • instagram
  • Homepage
  • >
  • Special
  • >
  • [Recensione] Aliens: Defiance #1 – Nello spazio nessuno può sentirti urlare

[Recensione] Aliens: Defiance #1 – Nello spazio nessuno può sentirti urlare

  • da Marco Travicelli Sciarra
  • 5 aprile 2017
  • Comments Off

Ad un mese dall’uscita nelle sale cinematografiche Italiane di Alien: Covenant, seguito di Prometheus, approda finalmente in Italia l’Aliens Universe fumettistico, a cura di Saldapress. Oggi andremo a sviscerare il primo prodotto proposto dalla casa editrice Emiliana, in uscita nelle edicole e fumetterie di tutta Italia venerdì 7 aprile, ovvero Aliens, lo spillato mensile che andrà a raccogliere le più memorabili miniserie dedicate all’universo di Alien uscite negli ultimi anni.


Per i primi 6 numeri di questa serie mensile troveremo Aliens: Defiance, miniserie di 12 numeri pubblicata nell’ultima annata negli Stati Uniti da Dark Horse Comics. La miniserie è scritta da Brian Wood (DMZ, Moon Knight, Supermarket) si va ad inserire cronologicamente tra i primi 2 lungometraggi, andando a raccontarci alcune vicende accadute nei 55 anni che corrono tra Alien e Aliens – Scontro Finale. Il fumetto, come del resto i 2 film tra cui si va ad incastrare, presenta una fusione dei 2 generi che hanno caratterizzato le due pellicole, ovvero l’horror angosciante del film di Ridley Scott e l’action fantascientifico di quello di James Cameron. La storia è ambientata nel 2137, nello stesso anno in cui, durante il viaggio di ritorno verso la terra, l’ufficiale Ellen Riplay e l’equipaggio dell’astronave da trasporto Nostromo hanno fatto la conoscenza della feroce forma di vita aliena conosciuta con il nome di Xenomorfo. Anche in Defiance abbiamo come protagonista femminile, il colonial marine Zula Hendricks, una donna ben differente dalla cara Riplay, interpretata da Sigourney Weaver, infatti Zula è un marine, addestrata sapientemente, una donna all’apparenza dura e forte di se, ma che in realtà nasconde ferite davvero profonde, la vita non è di certo sempre stata buona con lei, anzi, ed ora è alla ricerca del suo riscatto.

Zula Hendricks viene inviata dalla Weyland-Yutani insieme ad un gruppo di sintetici in una missione di ricognizione in una nave alla deriva. Presto però la marine verrà a conoscenza del vero obbiettivo della sua missione, recuperare gli Xenomorfi e consegnarli alla Weyland-Yutani, e presto il suo obbiettivo diventerà distruggerli prima che la corporazione se ne impossessi. Nell’albo faremo anche la conoscenza di un altro famoso personaggio del franchise, Amanda Riplay, figlia di Ellen, protagonista di Alien: Isolation, videogioco uscito nel 2014. La sua apparizione, è poco più di un cameo,  però molto naturale e per nulla forzata, esempio dell’ottimo lavoro di scrittura fatto da Wood, fondendo alla perfezione molti aspetti della serie.
Per la gioia di tutti i fan i riferimenti alla serie ammiraglia sono davvero molti, come l’Ordine particolare 937, ovvero la direttiva segreta che impone ai sintetici di intervenire in caso che vengano riscontrate anomalie di vario tipo durante la crio-stasi dell’equipaggio, per indagare sulla natura dell’anomalia ed impedire che l’equipaggio neghi alla compagnia di acquisire importante tecnologie e campioni biologici di natura aliena. Questo è lo stesso ordine ricevuto dall’androide Ash durante il primo film.

L’ottima sceneggiatura di Brian Wood è affiancata dagli ottimi disegni di Tristan Jones, disegnatore che si occupa delle matite di questi primi numeri della serie, e dai colori di Dan Jackson. Jones sceglie un taglio molto cinematografico per inquadrare le vicende, e mai scelta fu più azzeccata, inoltre il disegnatore è davvero a suo agio con la realizzazione degli Xenomorfi e delle astronavi, creando architetture complesse molto affini a quelle viste nei lungometraggi, però non si può dire la stessa cosa per le figure umanoidi, da quel lato il disegnatore non da il meglio di se, ma è un difetto che non intacca particolarmente il risultato finale , ossia un’ottima dell’opera. Gli inchiostri potenti, sempre a cura di Jones, ed i colori netti e di forte impatto di Jackson, sono fondamentali per la buona riuscita della serie. Ad impreziosire il tutto sono le splendide copertine del nostro connazionale Massimo Carnevale, davvero sulla cresta dell’onda. L’egregio lavoro di scrittura, unito alle potenti e raccapriccianti (in senso buono) tavole fanno di questo Aliens: Defiance un fumetto davvero di regevole fattura, che si rivolge soprattutto alla ricca schiera di appassionati del franchise cinematografico, ma anche ai neofiti della saga che sono semplicemente attirati dalla serie grazie alla possente campagna marketing della 20th Century Fox per Alien Covenant.

L’edizione proposta da Saldapress è davvero ottima, uno spillato da 48 pagine interamente a colori che, al prezzo lancio di soli 1,90€ (prezzo lancio del primo numero valido fino all’uscita del secondo numero), porta nelle edicole e fumetterie di tutta Italia le migliore storie dedicate all’universo di Alien, impreziosite da interessanti approfondimenti sulla saga, fondamentali per i neofiti. Appoggio pienamente l’idea di Saldapress di affiancare ai brossurati, come quelli della saga di Fire and Stone di cui vi parleremo domani, una serie più economica alla portata di tutti, così da dare la possibilità anche ai più indecisi di entrare nell’oscuro mondo di Alien. Da amante dei bei formati, spero comunque che la casa editrice in futuro raccolga le miniserie in brossurati o che realizzi, come già fatto con Invincible, dei cofanetti in cui raccogliere gli spillati.

Precedente «
Successiva »

Podcast