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[Recensione] Aliens Fire and Stone – La storia dell’Hadley’s Hope

  • da Nicolò Beretta
  • 10 maggio 2017
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Bentornati nel mondo a fumetti di Aliens!

Mentre manca pochissimo all’arrivo al cinema di Alien Covenant, qualche settimana fa vi abbiamo raccontato le vicende di Prometheus Fire and Stone, e in questa sede riprenderemo il filo conduttore della Pietra e del Fuoco che ci sta trasportando attraverso l’intera cronologia cinematografica fin’ora conosciuta dedicata agli alieni più terrificanti del cinema, raccontandoci storie ed eventi inediti che si sono svolti tra un film e un’altro.

Il nome Hadley’s Hope non vi dice nulla? Se siete dei film di Ridely Scott sicuramente vi farà venire in mente il secondo film della saga, Aliens Scontro Finale (in cui figurava anche Bill Paxton, scomparso qualche mese fa), in cui la da poco risvegliata Ellen Ripley si unisce ad una spedizione che ha lo scopo di indagare sui misteriosi fatti che sembrano essere accaduti in un’insediamento sul pianeta LV-426: parliamo proprio della base Hadley’s Hope. All’arrivo, la squadra scopre che la colonia è stata sterminata da un gruppo di alieni, gli stessi Xenomorfi con cui Ellen ha un conto in sospeso da ben 57 anni.

aliens fire and stone

Facciamo un piccolo salto indietro, cominciando la nostra lettura proprio nel momento in cui la colonia viene assediata dalle creature, e quando un piccolo gruppo di persone riesce ad arrivare ad una navetta di salvataggio e a mettersi in fuga. La storia ci viene raccontata dal punto di vista del dottor Russell, uno degli scienziati a lavoro sul processo di terraformazione del pianeta, che insieme all’insegnante Genevieve Dione, al sorvegliante e minatore Nolan Cale e ad uno sparuto gruppo di persone riesce a raggiungere una delle lune del pianeta. Da qui sperano di poter mandare un segnale radio di soccorso per potersi mettere in salvo, ma scopriranno ben presto che il piccolo satellite su cui hanno messo piede riserva parecchie insidie e pericoli e ancor più misteri di quanto possano immaginare…

Anche per quanto riguarda questo secondo capitolo, il Fuoco e la Pietra diventano i simboli della disperata sopravvivenza di un gruppo in completa rotta, questa volta però composto non da soldati addestrati ma da persone comuni e completamente impreparate a dover far fronte alle minacce che la luna Acheron ha in serbo per loro. Sono rimasto molto sorpreso quando ho cominciato la lettura di questo albo, in quanto mi aspettavo una naturale continuazione delle vicende del precedente Prometheus Fire and Stone, ma questo non preclude il fatto che mi sia piaciuto almeno tanto quanto il suo predecessore. Il ritmo della storia è decisamente più serrato, Chris Roberson (iZombie, Hellboy and the BPRD: 1954, Masks) ci lancia in corsa negli inseguimenti continui attraverso la fitta giungla di Acheron, in una irrefrenabile escalation che non è altro che un parallelismo del baratro di follia in cui uno dei protagonisti principali sta inesorabilmente sprofondando nel tentativo di scoprire i misteri che una melma nera di nostra conoscenza sembra racchiudere.

Che sia proprio il mistero e l’indagine della sostanza il filo conduttore che legherà insieme tutti gli spin off a fumetti di Alien? Come abbiamo potuto intuire, saranno storie apparentemente tra di loro indipendenti, ma non è nemmeno da escludere che nei prossimi numeri tutti gli indizi ci mostreranno un quadro chiaro e completo.

aliens fire and stone

Alle matite troviamo questa volta Patric Reynolds (Joe Golem, Hellboy and the BPRD: 1954), artista molto interessante e che fa ampio uso del suo stile pittorico, stile che si rivela ottimo nel rappresentare le già citate fughe dei nostri sfortunati naufraghi spaziali. Esattamente come la storia, anche le tavole di Reynolds sono fatte di pennellate veloci e nervose, e quindi non fanno altro che amplificare ancora di più il senso di angoscia che si prova sfogliando le pagine. Splendidi in particolare i suoi Xenomorfi che appaiono rapidi come dei fulmini neri, squarciando le vignette e i brevi momenti di quiete.

Grazie di nuovo a Saldapress, che ancora una volta ci permette di leggere questi splendidi spin off di Alien mantenendo l’accessibilissimo prezzo di 12,90 euro, dandoci anche qui modo di sbirciare alcuni schizzi preparatori in coda all’albo. Quindi anche questa volta non sembra abbiate alcuna scusa per lasciarvi scappare questo piccolo gioiello della mitologia di Alien, sempre che non vogliate che uno Xenomorfo incazzato vi venga a cercare. E se gli Xenomorfi non vi fanno abbastanza paura, aspettate il prossimo numero per vedere cosa è in grado di fare il suo naturale avversario: il Predator!

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