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[Recensione] American Gods 1×02 – The Secret of Spoons

  • da Luca Brindani
  • 9 maggio 2017
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E anche questo episodio di American Gods si dimostra un’ottimo compromesso tra Libro e televisione.

Finalmente diamo uno sguardo approfondito ad Anansi(Orlando Jones) che ci introduce alla puntata con un racconto datato 1696 d.C. da una nave di schiavi neri in rotta verso l’America. Anansi viene invocato(per chi è a digiuno di mitologia leggetevi qua Anansi)e si presenta a lui e agli altri schiavi e narra il futuro che aspetterà la loro popolazione, un futuro fatto di sfruttamento e razzismo. di come verranno sfruttati, maltrattati, considerati una merce e di come nemmeno quando saranno uomini liberi saranno sempre vittime del razzismo e, sostanzialmente, non cambierà niente, ha inizio così la prima rivolta su una nave Negriera e Mr Nancy arriva sulle sponde Americane.

Sigla e si parte con la puntata! Shadow è appena entrato in contatto con la parte più sopranaturale della sua avventura e la risposta di Wednesday non è delle più chiare. Il viaggio dell’improbabile coppia ricomincia e un’altro dei “nuovi dei” fa la sua comparsa, Media(Gillian Anderson) con Shadow mentre Wednesday si prepara all’incontro con Zarya e Chernobog(Peter Stormare).

Fuller dimostra la sua capacità di adattare il materiale di origine , espandendolo e rendendo graficamente interessante e inquietante da vedere per lo spettatore, che in questa seconda puntata si trova inghiottito più che nel dramma degli dei, nel dramma personale di Shadow che deve avere a che fare con dei ricordi di sua moglie, Laura , che non solo a quanto pare non corrispondono alla sua vera natura ma che lo fanno sentire ancora di più un uomo fuori posto in una vita libera che presto si renderà conto non essere così libera come sembra.

Passando ai nuovi personaggi introdotti , Media interpretato dalla sempre bravissima, Gillian Anderson(Dana Scully di X-Files)è affascinante e ammaliatrice oltre che amorevole e minacciosa allo stesso tempo nelle parole mentre Chernobog , interpretato dal sempre inquietante Peter Stormare , ci regala uno dei momenti più creepy e da badass dell’intera puntata, che è stata letteralmente presa e strappata dalle pagine del libro, abbellita con il sangue e buttata lì in mezzo ad una “tranquillissima” partita a Dama.

Gli altri dei per ora rimangono nell’ombra e negli angoli reconditi dell’America, in attesa, di due possibilità, l’arrivo di Wednesday o il contatto con gli dei del nuovo Millennio.

La puntata è solidamente ancorata al suo materiale d’origine, sfruttando l’immaginario Fuller e compagnia riescono a creare un mondo sempre più stratificato sotto al nostro mondo, fatto di vecchi miti dimenticati e nuovi miti che stanno sorgendo.

Siamo solo alla seconda puntata ma mi sento piacevolmente sorpreso da come il gruppo di sceneggiatori e registi stia non solo rappresentando un mondo tanto immateriale quanto quello divino, fatto di simboli e luci ma quanto un mondo reale fatto di sporco e strade macchiate dall’olio motore.

Regia e sceneggiattura vanno di pari passo completandosi a vicenda, dove una non arriva a parola ci arriva l’altra con le immagini e rapisce lo spettatore come il libro rapiva in poco e con poche scelte azzeccate l’attenzione del lettore anche in momenti di apparente calma o dialogo tra persone.

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