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[Recensione] American Monster 1 – Una storia di violenza Americana

  • da Nicolò Beretta
  • 3 ottobre 2017
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Benvenuta Aftershock Comics!

Con American Monster inauguriamo l’arrivo in Italia dei titoli pubblicati oltreoceano dalla casa editrice, fondata nel 2015, che raccoglie sotto la sua egida autori più o meno famosi: nel suo roster figurano nomi come Garth Ennis, Paul Jenkins, Warren Ellis, Mark Waid, Amanda Conner e anche Brian Azzarello, la mente che ideato il fumetto di cui parliamo in questa sede.

L’autore di 100 Bullets ci catapulta nel cuore dell’America, andando a descriverci la classica, piccola realtà cittadina abitata da un cast di personaggi molto variegato, la cui armonia (se così vogliamo chiamarla) viene sconvolta dall’arrivo di qualcosa o qualcuno: nel nostro caso, questa variabile corrisponde al nome di Theo Montclare. Questo gigante attira subito l’attenzione degli abitanti, comprensibilmente, visto che l’uomo è completamente ricoperto dalle ustioni che si è procurato in guerra. Il suo arrivo ovviamente non passerà inosservato agli occhi dei cittadini, le cui vite non solo si intrecceranno tra di loro ma anche con quella del nostro protagonista…

american monster

Le strade dipinte da Azzarello sono le stesse dell’America di Sons of Anarchy o del Southern Bastards di Jason Aaron, un’America dove le istituzioni non hanno praticamente alcun potere, oppure si sono lasciate corrompere dal miglior offerente. L’autore non si risparmia nemmeno tutta una serie di critiche, dipingendoci una società su cui gravano le scelte di un governo opportunista (e forse anche fin troppo di destra). Un governo guerrafondaio, che non si prende cura dei suoi veterani, traumatizzati dagli orrori che hanno vissuto, un governo che autorizza la libera detenzione delle armi, entrambi problemi che affliggono ancora oggi l’America. In questo contesto, qual’è il destino delle nuove generazioni? I giovani si ritrovano allo sbando, senza punti di riferimento, senza ambizioni, e per questo facili prede di chi ne vuole abusare. Passando da vittima a carnefice, Theo veste i panni di un moderno mostro di Frankenstein, che come nel romanzo di Mary Shelley, brama di ricongiungersi con il proprio padre creatore… non prima però di trasformare la sua vita in un inferno. La carne messa al fuoco finora è interessante, ma purtroppo sembra che dovremo aspettare un bel po di tempo per poter leggere il seguito di questa storia: in America è uscito solo un numero in più rispetto a quelli pubblicati da Saldapress in questo primo volume.

Per raccontare questa storia, Brian Azzarello ha chiamato alle matite il disegnatore Juan Doe, artista dallo stile molto particolare e che ha già lavorato in casa Marvel Comics (editore per il quale ha realizzato diverse storie), e che ritornerà a lavorare in Aftershock per illustrare uno spin off della serie Animosity, anche questa di prossima pubblicazione in Italia. La sua è una matita molto leggera e minuta, ma allo stesso tempo sporca (e quindi adatta a raccontare una storia come questa), che mi ricorda lo stile europeo, riprendendo invece quello più “americano” nelle inquadrature scelte per le vignette.

american monster

Come ci ha sempre abituato, anche per i titoli Aftershock l’editore Saldapress riserva una doppia edizione, una brossurata a 14,90 euro e una cartonata a 19,90, che però non contiene alcun materiale aggiuntivo.

Brian Azzarello si conferma uno sceneggiatore di buon livello, sfornando una storia Americana di denuncia violenta e cruda, di cui speriamo potremo presto leggere il seguito.

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