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[Recensione] Atomica Bionda – John Wick si tinge di rosa nel nuovo film di David Leitch

  • da Marco Travicelli Sciarra
  • 17 agosto 2017
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Dopo circa un mese dall’uscita nelle sale Statunitensi, arriva nel nostro paese Atomica Bionda, nuovo film di David Leitch con Charlize Theron e James McAvoy tratto dalla graphic novel The Coldest City di Antony Johnston e Sam Hart, edita nel nostro paese da Magic Press. Dopo il debutto alla regia avvenuto con John Wick, l’ex-stuntman David Leitch è pronto a portarci nella Berlino del 1989 in un film tutto al femminile che mischia lo spionaggio alla 007 all’action frenetico alla John Wick con un tocco di cinismo Tarantiniano.

Leitch, che nel 2018 vedremo alle prese con Deadpool 2, ha lasciato la regia di John Wick 2 all’amico Chad Stahelski, che aveva già co-diretto il primo capitolo, per dedicarsi completamente a questo film, ma avrà fatto la scelta giusta?

Ci troviamo nel 1989, alla vigilia della caduta del muro di Berlino, un momento cruciale per la storia mondiale, la tensione nella capitale tedesca è alle stelle, il comunismo sta cadendo ed il popolo è pronto alla ribellione. La nostra protagonista è Lorraine Broughton, una delle migliori spie dell’MI6, i servizi segreti britannici. Lorraine viene inviata a Berlino, dove dovrà indagare sulla morte di un agente della corona, James Gasciogne, scoprire chi è l’agente che fa il doppio gioco e recuperare una fantomatica lista contenete i nomi e le identità di tutte le spie al lavoro nella capitale tedesca, lista che se finisse nelle mani sbagliate potrebbe far scoppiare una disastrosa terza guerra mondiale. A Berlino Lorraine dovrà cooperare con il direttore della sede locale dell’MI6 David Percival, un’agente cinico e spietato disposto a tutto pur di raggiungere il proprio scopo, i due formano un’incerta alleanza, scatenando tutto il loro arsenale di abilità nel perseguire una minaccia che mette a rischio l’intero mondo delle operazioni di spionaggio dei paesi occidentali. Riusciranno i due recuperare la lista prima che il muro si sgretoli?

David Leitch, insieme a Chad Stahelski, avevano impressionato tutti con il primo John Wick, un film carico di azione, in cui la macchina da presa era in prima linea, con coreografie degne dei grandi film d’azione – non a caso Leitch e Stahelski sono due ex-stuntman che hanno lavorato anche come coreografi a grandi produzioni come Fight Club e Matrix, ora Leitch perfeziona questo stile aggiungendo una trama coinvolgente e intrigante alla sua pellicola, facendole raggiungere un nuovo livello. La storia di Atomica Bionda, come già detto in precedenza, è liberamente ispirata alla graphic novel The Coldest City, non è nulla di originale e mai visto, anzi, ma la differenza la fa il modo in cui questa sceneggiatura viene messa in scena. Parliamo di spie, di politica, di agenti corrotti, di doppiogiochisti, ma senza mai scadere nel banale e nel cliché, fino all’ultimo momento non sappiamo se ciò che stiamo vedendo è la realtà oppure una delle tante bugie che ci vengono raccontate nella pellicola, nulla è dato per scontato ed i colpi di scena sono assicurati. La regia è davvero una sorpresa, già sapevamo che Leitch non se la cavava per niente male alla regia, ma questa volta ha davvero dimostrato di essere un profondo conoscitore del media, realizzando un piccolo gioiello che lo lancia ancor di più alla ribalta. Leitch, come nessun altro prima di lui, riesce ad assimilare profondamente la lezione di cinema data da The Raid, facendo immergere lo spettatore nel cuore dell’azione, puntando ad enfatizzare i combattimenti, la fatica, il fiatone ed il dolore. Nella pellicola assistiamo a delle splendide coreografie, sempre ben realizzate e che culminano in uno splendido piano-sequenza di circa 10 minuti, dettaglio che sinceramente non mi sarei mai aspettato di trovare in un film del genere. La fotografia si attesta sempre su livelli medio alti, ma de il meglio di se negli spazi chiusi come le camere d’albergo, i vicoli e le discoteche, grazie anche a degli splendidi giochi di luci neon usati in maniera magistrale, che impreziosiscono le scene.

Passiamo ad un’altro dei lati positivi di Atomica Bionda, ovvero la recitazione. Charlize Theron è davvero maestosa, dopo Mad Max: Fury Road riprende il ruolo della donna alfa, rendendosi protagonista di una delle sue migliori interpretazioni. Prova attoriale davvero di grande livello, impreziosita anche da come l’attrice è riuscita a interfacciarsi con i combattimenti. Ho davvero molto apprezzato il modo in cui la camera si relaziona con lei, puntando ad enfatizzare la muscolarità dell’attrice e non la sua infinita bellezza. Sarebbe stato molto facile scadere nella classica mercificazione della donna puntando sempre la telecamera sulle sue forme, ma qui, fortunatamente, questo non accade. Dall’altro lato abbiamo James McAvoy che, dopo la spaventosa performance in Split, si trova ad interpretare un personaggio perfettamente cucito sulle sue capacità, che ai tratti ricorda anche Bruce Robertson, il protagonista di The Filth, sempre interpretato da McAvoy. Un plauso va fatto anche a tutti i comprimari e personaggi secondari, tra i quali citiamo John Goodman, Toby Jones, Edward Marsan, Sofia Boutella e Bill Skarsgård, sempre all’altezza delle aspettative. La colonna sonora è davvero azzeccata, ricca di brani celebri perfettamente inseriti nel contesto storico del film, intervallata con motivi originali che aiutano ad enfatizzare alcuni momenti della pellicola. L’unico difetto di questa pellicola risiede nell’adattamento Italiano, troppo spesso si punta ad enfatizzare e stereotipare il doppiaggio di personaggi non inglesi, come russi, francesi o tedeschi, andando a penalizzare la resa finale della pellicola.

In conclusione, Atomica Bionda è uno dei migliori film dell’estate 2017, una pellicola dai tratti spionistici ed action che saprà soddisfare ogni tipo di pubblico, grazie alla sua trama coinvolgente ed una regia davvero molto interessante, il tutto impreziosito dalle splendide interpretazioni degli attori protagonisti. Insomma un John Wick al femminile che riesce sapientemente ad essere migliore della sua controparte maschile.

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