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[Recensione] Batman: Mad Love – L’Amore ai tempi di Arkham

  • di Luca Brindani
  • 23 Settembre 2017
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Prima di iniziare a parlarvi di Mad Love, sia del fumetto che del cartone animato, è doverosa un’introduzione sulla nascita di uno dei gioiellini di casa DC Comics.

Correva l’anno 1992 e in televisione veniva trasmessa con successo di pubblico e critica Batman: The Animated Series, di Paul Dini e Bruce Timm, i quali nell’episodio “Un Piccolo Favore”, avevano introdotto un personaggio totalmente nuovo ai fan di Batman: Harley Quinn un sidecick/amante del Joker.
Il personaggio divenne una costante nelle puntate Joker-centriche della TAS e così nel 1994 il duo realizza un episodio a fumetti dal titolo Mad Love – Amore Folle, che racconta le origini del personaggio e lo contestualizza nel pazzo mondo di Gotham e affini.
Il fumetto vale un Eisner ed anche un Harvey Awards a Dini e Timm e così nel 1999 la Warner Bros affida a Dini e Butch Lukic il compito di adattare la storia per l’appena iniziata serie animata, Batman: Cavaliere della Notte, seguito più calato nel DC Universe della splendida TAS, con la speranza di riuscire a rialzare gli ascolti.
Amore Folle quindi già dalle sue origini si dimostra come un’opera che nasce da un altro media per poi approdare sulle pagine di Batman, con differenze minimali ma che tutt’ora viene ricordata, anche da chi non apprezza il seguito animato in questione.

Passiamo alla trama, la dottoressa Harleen Quinzel è incaricata di valutare psicologicamente il Joker, ma da quella valutazione inizia il gioco malato del pazzo clown del crimine. In 15 minuti Mister J (come Harley chiamerà il Joker da lì in poi) fa cadere tra le sue braccia la donna, inizia così quindi la malata relazione tra i due, con una professionista meticolosa e ardita che si fa sedurre dal caotico e subdolo Pagliaccio del crimine, inizia proprio come la maggior parte delle relazioni però, come un gioco.

L’Amore Folle a cui fa riferimento il titolo può essere trasfigurato come l’amore della donna per il Joker, ma in realtà è ben altro, lo spettatore più attento infatti non può che notare i vari simboli che ricorrono nella storia come la Rosa, fiore con le spine e pericoloso, come l’amore che lega i due amanti insieme alla fissazione per il Cavaliere Oscuro -Un amore con le spine, un amore che ferisce chi lo coglie. Proprio il Cavaliere Oscuro qui è in disparte e lascia la narrazione completamente in mano ad Harley, che quindi fa da narratore interno e non affidabile.
Alla fine della lettura sarà quanto mai chiaro che la donna non è ricambiata dal suo puddin’ nel senso più carnale del termine quanto nel senso più affettivo e folle, d’altronde non è cosa da tutti i giorni trovare qualcuno pazzo come te o no?

Lo stile messo in gioco da Timm ricalca quello utilizzato per il character design della serie animata, con costumi e sfondi presi paro paro dagli storyboard della serie e funziona incredibilmente bene, sopratutto perché il prodotto finale che vediamo uscire dimostra la bontà della serie animata e l’attenzione ai particolari della serie a fumetti di Le Avventure di Batman, spesso tie-in della serie e in altre occasioni anticipatrice di episodi e trame di essa.

Dini è un maestro della narrazione, non sarebbe neanche da elogiare dato che raramente sbaglia qualcosa, leggetevi Notte Oscura: Una Storia Vera di Batman se non l’avete ancora fatto, una graphic novel veramente impressionante e che dimostra tutta la forza di un autore che come il personaggio che ha scritto per più tempo, ossia Batman, non si dà mai per vinto.

Se siete amanti di Batman o se invece volete scoprire il vero “amore” tra Harley e il suo Puddin’, è consigliatissimo recuperare questa storia o in alternativa dare anche una possibilità alla puntata omonima della serie animata. In entrambi i casi, il tempo che vi ruberanno la lettura o la visione sarà lo stesso dunque buttatevi in questo fantastico fumetto, che forse non è mai elogiato abbastanza.

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