December 19, 2018
  • facebook
  • twitter
  • telegram
  • youtube
  • instagram
  • paypal
  • Homepage
  • >
  • Special
  • >
  • [Recensione] Betty & Veronica – Super Smash Sisters: Archie

[Recensione] Betty & Veronica – Super Smash Sisters: Archie

  • di Simone Prina
  • 4 Luglio 2018
  • Comments Off
Betty & Veronica

Il recente rinnovamento del marchio Archie è stato universalmente accolto con acclamazione sin dall’inizio e ogni suo nuovo spin-off si ritaglia la propria particolare fetta di fan. Dopo i crossover più assurdi mai visti in quel di Riverdale e una serie dedicata a Jughead, i tempi erano più che mai maturi per una serie dedicata alle femme fatale che insidiano il cuore del giovane Archie: “Betty & Veronica.” Adam Hughes, autore dell’intera opera, ha confezionato un bizzarro e bellissimo pezzo dell’universo di Riverdale, corredato da tante pregevoli stranezze.
A prima vista, Hughes sembra una scelta non ortodossa per un titolo come questo. Viste le inclinazioni e l’aspetto più giovanile delle due protagoniste, presentato nelle versioni iniziali della serie, Hughes non ha potuto immediatamente apporre il suo famoso e formoso marchio di fabbrica sul comparto grafico rimanendo, solo inizialmente, visivamente anonimo. Paradossalmente, l’arte risulta essere la grazia salvifica della lettura: benché uno spin-off di Archie, intitolato Betty & Veronica, abbia bisogno di una scrittura di Lynchiana memoria, la trama e la scrittura in generale risultano (al meno all’inizio del primo capitolo) privi di mordente. Hughes appare acutamente consapevole delle aspettative che derivano dal suo lavoro e, a suo merito, si spinge (per lo più) il più lontano possibile dal farcire la serie di fanservice a discapito del contenuto. Tuttavia, essendo Betty & Veronica una mini-serie di soli tre numeri, il fatto che nell’arco del primo numero non decolli ne a livello grafico ne a livello narrativo, penalizza sensibilmente l’intera opera.
Fin dalla pagina di apertura, Hughes si appoggia pesantemente su un setup basato su di un narratore esterno per far avanzare la sua storia. Il cane di Jughead, Hot Dog, è il narratore in questione (ve l’avevo detto: pregevoli stranezze) e nonostante sia a tratti un po’ prolisso in qualche modo funziona e anche bene. Ciò che non funziona, deludentemente, sono proprio Betty & Veronica. Le storie di Archie sono conosciute da tempo per l’interazione del loro vasto cast di personaggi, ma è ancora difficile non vedere i protagonisti come personaggi secondari nel loro stesso titolo.
Ciò che rende ancora più deludente è che il lavoro che Hughes fa qui con personaggi come Archie e Jughead è in realtà abbastanza forte, presentando il loro rapporto come ben formato e divertente.
Vedendo l’immediatezza della divisione dei ruoli tra i personaggi che, in questo caso, sono solo di contorno, risulta ancora più evidente la lentezza con cui le protagoniste prendono posizione all’interno della trama. Alla fine del primo volume abbiamo un’idea di quel che sarà la storia delle ragazze lungo la serie e, anche allora, il ruolo di Veronica è solo abbozzato e relegato alla pagina finale.
Lentezza iniziale a parte, Betty & Veronica, è fin dall’inizio farcito di giochi parole e gag sia visive che testuali. Ciò, unito al focus sulle protagoniste, costituisce un insieme piacevolmente caotico, in cui emergono i tratti distintivi di Hughes e delle serie targate Archie. Superato lo scoglio della lentezza iniziate, Hughes crea una “torre narrativa di Jenga” impilando tutti gli elementi sopracitati unitamente a degli espedienti grafici e narrativi tipici del suo stile (senza però scadere nel fanservice più sfacciato) che fanno da collante e contribuiscono a tenere in piedi la serie. La breve durata della serie purtroppo è sicuramente il fattore che più penalizza l’intero progetto: l’arte di Hughes, finisce col cozzare con gli innumerevoli baloon presenti in ogni tavola, tanto da fare sembrare che in ogni pagina sia stato compresso un intero albo,

Pur non essendo una mini-serie perfetta, Hughes ha chiaramente il controllo di palla di Betty & Veronica ed è riuscito, al netto della risicata lunghezza della run, a comporre un lavoro di qualità. Potrebbe non essere il più forte dei titoli targati Archie, così come probabilmente non figurerà come il sacro grall che i fan di Betty e Veronica stavano cercando. Tuttavia Hughes ha di certo scritto un capitolo molto particolare nella nuova epopea di Riverdale, tanto singolare da meritare di una lettura e, speriamo, un seguito (magari più lungo di soli tre albi). Fortunatamente in Italia la serie è stata interamente racchiusa in un pratico albo da Edizioni BD, in un’edizione al pari del resto della linea nuova Archie.


Potrebbe interessarti anche:

Previous «
Next »

Conosciuto anche come "ComicsFreak", è un fan della cartaccia quadricromatica fin dall'ormai lontano 1996. Collezionista ossessivo compulsivo di pupazzame e robaccia di plastica, ha una vera e propria ossessione per Batman e Spider-Man. Da buon amante di letteratura, cinema, setie TV e videogiochi, tra ciò che più adora spiccano: i romanzi di Kurt Vonnegut, "Léon", "Star Trek" e la saga di "The Legend of Zelda".
  • facebook
  • instagram
  • pinterest