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[Recensione] Birthright Volumi 1-4 di Joshua Williamson e Andrei Bressan

  • da Luca Brindani
  • 20 maggio 2017
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Birthright di Joshua Williamson e Andrei Bressan è tornato in fumetteria con il suo Quarto Volume, Storia di Famiglia, edito in Italia per saldaPress come al solito in doppia edizione, cartonata a 19,90€ e brossurata a 14,90€, quindi scopriamolo insieme.

Come capita sempre più spesso con l’arrivo di un nuovo volume di una serie (che sia nuova o già avviata) nelle fumetterie, i lettori già avvezzi alla storia avranno l’arduo compito di perorare la causa e convincere amici e gente che passava di lì per caso a darle una possibilità e stavolta tocca a me con questo Urban Fantasy abbastanza particolare e con cui ho io stesso un rapporto “strano”.

Birthright è un fumetto della Skybound, divisione Editoriale di Image Comics, scritto da Joshua Williamson, disegnato da Andrei Bressan e con ai colori Adriano Lucas.

La trama è la seguente, Mickey Rhoades scompare misteriosamente durante una escursione con il padre Aaron, però la nostra storia inizia un anno e mezzo dopo, quando la famiglia del ragazzo si è ormai divisa: Brennan, il fratello di Mickey è rimasto con il padre e Wendy, la moglie ha abbandonato suo marito che ritiene responsabile di quello che è successo al figlio. All’improvviso un misterioso uomo dall’aspetto Barbarico appare e dice di essere Mickey, il tutto avviene tra lo stupore di tutti che si trovano un uomo fatto e finito davanti e non più il pavido ragazzino. Il ragazzo/uomo è tornato con l’obbiettivo finale di sconfiggere cinque potenti maghi, alleati del malvagio despota di Terranos, Lore, sconfitto in battaglia , che ora attenta alla terra. Ma le oscure mire di re Lore sono ben più sinistre e vicine ai protagonisti di quanto il “prescelto” faccia intendere.

Williamson e Bressan ci propongono un Urban Fantasy atipico, infatti seppur lo sfondo delle vicende sia sempre urbano e anche buona parte delle battaglie si svolgano nell’America Moderna, i due autori non rinunciano alla classica atmosfera fantasy, dandoci sempre con parsimonia vari sprazzi di una terra fantasiosa, piena di creature magiche e demoni che ispira magia e che ha molti elementi mutuati dalla Terra Selvaggia del Marvel Universe se vogliamo.

L’impianto narrativo , è un classico impianto che alterna l’azione tra flashback e azione presente. I flashback fungono principalmente per narrare del periodo che è oscuro ai personaggi(come ai lettori) che Mickey ha passato su questa fantasiosa terra, Terrenos e che lo ha plasmato nel grande eroe tornato per l’ultima grande missione.

(Ma sarà davvero così?)

Infatti non sarebbe una serie di Joshua Williamson senza un colpo di scena che ribalta il genere di appartenenza e che quindi prende quei tipici clichè eroici e di genere e li bastona mentre allo stesso tempo li omaggia con tutto l’amore che può avere un fan di vecchia data di un qualsiasi genere, di cui ormai ha accettato i compromessi e quindi sa cosa ha davanti. Mickey sarà pure il nostro “eroe” protagonista ma col colpo di scena che ci viene presentato subito viene anche fuori il suo essere il più grande nemico della Terra e alleato del malvagio Dio Re Lore, che aveva giurato di sconfiggere.

Le influenze principali dello scrittore dunque vengono tutte dalla letteratura fantasy più conosciuta e apprezzata con accenni di horror che tanto gli sono cari. Williamson cita anche senza troppi problemi Il Signore degli Anelli con imponenti costruzioni che sovrastano un mondo che si divide tra lande desolate ,zone verdi o innevate e mari di sangue e fuoco o anche lo stesso Thor della Marvel(per rimanere nel mondo del fumetto mainstream), quindi anche su questo fronte ci si potrà divertire a trovare tutti gli easter egg.

Un altro punto forte è il character design ideato da Bressan per il “prescelto”,  palesemente ispirato al ben famoso cimmero con delle aggiunte in stile moderno, come tatuaggi sfarzosi che fanno sempre la loro bella figura. Mentre i mostri sembrano appunto usciti da un fumetto supereroistico, probabilmente Williamson ci ha messo un pò lo zampino qua.

Purtroppo in generale l’impianto artistico non brilla se non quando si deve rendere necessario un’azione sempre cinetica o piena di dettagli che fanno sbizzarrire il disegnatore e che infondono a delle tavoli normali una magia che prima non si trovava nel fumetto,come se Bressan si trovi più a suo agio con il fantasy dark che con quello classico o urbano o con semplici riquadri.

L’adattamento operato da saldaPress è molto fedele all’originale, così come i numeri scorrevano veloci e sciolti in lingua Originale, in questo caso interi volumi si divorano facilmente in poco tempo, complice anche un già basilare linguaggio e una storia virata sull’action, insomma una pagina tira l’altra.

Birthright quindi in definitiva è un action packed di 120 pagine che nella sua scorrevolezza si aggiunge e arricchisce il già ampio panorama a fumetti Statunitense ; Se siete amanti del fumetto fantasy e vi piace il modo di scrivere di Williamson , autore ormai lanciato nel comicdom Statunitense , questa serie sicuramente vi intratterrà e ne divorerete ogni numero come fosse un bicchiere della vostra bevanda dissetante preferita.

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