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[Recensione] Bright – Il poliziesco fantasy di David Ayer

  • da Luca Brindani
  • 22 dicembre 2017
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Nessuna serie TV di grande importanza questa settimana per Netflix,  bensì una pellicola, Bright diretta da David Ayer con protagonisti Will Smith e Joel Edgerton: un fantasy poliziesco per nulla malvagio.

La pellicola segue le vicende di due agenti della polizia di Los Angeles, Ward (Will Smith) e Jakoby (Joel Edgerton). Non siamo però in una Los Angeles normale, bensì in un mondo in cui la magia è accettata e la popolazione umana convive pacificamente con gli Elfi, nuovi ricchi e personaggi di spicco della società. Gli Orchi, di cui Jakoby è un esponente non purosangue, sono invece disprezzati. I due ad un certo punto rispondono ad una chiamata che li porterà ad invischiarsi in affari magici che non solo non gli competono, ma che sono anche decisamente al di fuori della loro paga.

La sceneggiatura è veramente molto semplice: Max Landis ha praticamente messo su schermo un grosso fumettone action fantasy dove l’azione e la magia si collocano in una città degli angeli diversa, ma allo stesso tempo molto simile, da quella che viene rappresentata in pellicole di genere poliziesco action classico come End of Watch. Probabilmente sul lato della scrittura questa è la forza maggiore della pellicola che, senza complicarsi troppo la vita, mette i personaggi in conflitto prima tra di loro, poi con le bande ed infine con il grande nemico, come un grosso fumettone o un videogioco fatto film, con un budget medio alto.

La regia di David Ayer funziona: come il regista ci aveva abituato in Suicide Squad e Fury, le scene d’azione sono incredibilmente ipercinetiche e molto ben coreografate, anche nei momenti in cui le luci della città, che irrompono per farti sentire il glamour e lo street level, potrebbero distrarre dall’azione.

La fotografia non è particolarmente ricercata, fa il suo lavoro, ed è quella classica che potete trovare nella maggior parte degli action film prodotti da Netflix.

Ma ora passiamo ad uno dei punti forti del film insieme ai personaggi(di cui parleremo dopo): le musiche. Quello di cui mi lamento sempre è che i prodotti Netflix, siano essi serie tv o film, non hanno un comparto sonoro particolarmente vario, anzi sembra quasi che i compositori di Netflix siano standardizzati e le facciano quasi tutte uguali. In Bright questo non accade, anzi le musiche scelte da Ayer e Landis (Logic & Rag’n’Bone Man “Broken People”, Bastille “World Gone Mad”, Machine Gun Kelly, X Ambassadors & Bebe Rexha “Home”, Camila Cabello & Grey “Crown”, Ty Dolla $ign & Future (feat. Kiiara) “Darkside”, Migos & Marshmello “Danger”, Meek Mill, YG & Snoop Dogg “That’s My N****”, Steve Aoki & Lil Uzi Vert “Smoke My Dope”, A$AP Rocky & Tom Morello “FTW (F**k The World)”, Portugal. The Man “Cheer Up”, alt-J “Hares On The Mountain”, DRAM & Neil Young “Campfire” e Sam Hunt “This Land Is Your Land”) sono azzeccatissime e svariano molto come sonorità.

Certamente potrebbe far storcere il naso a chi non ama un certo genere di musica accompagnato all’action, ma ormai questa è una delle firme di Ayer che effettivamente si diverte a mixare canzoni da strada, con l’azione spropositata e le esplosioni (no, non è un film di Michael Bay, ma ci sono).

Veniamo ai personaggi: Will Smith, il “non tanto eroe” del distretto che in una situazione a lui scomoda fa di tutto per farla funzionare; Joel Edgerton, che rappresenta invece il reietto del LAPD, odiato e mal visto dai suoi colleghi, ma in fondo, un eroe a modo suo, uno a cui non è mai fregato nulla di essere o no purosangue, ma che nel film troverà insieme al Ward di Smith una strada nel cuore degli spettatori ed anche un certo rispetto; Leilah, interpretata da Noomi Rapace, è un villain, seppur molto fumettoso, che funziona ed è molto in linea con quelli che Landis adora rappresentare, fashion e pericoloso, ma anche ammaliante e seducente; Tikka, invece, interpretata da Lucy Fry, è una non proprio tipica damigella in pericolo, che come conquista il cuore dei personaggi, conquista anche quello degli spettatori, i quali tramite di lei capiranno come non ci sia veramente una zona bianca e una nera in questa Los Angeles e in questo mondo inondato di magia.

La pellicola è infarcita di un sacco di riferimenti alla mitologia di questo mondo. A partire dal titolo, Bright, che ha un significato molto chiaro  all’interno del film ed anche nella mitologia di questo mondo, ed indica appunto esseri capaci di controllare la magia delle bacchette magiche, elementi rari e tenuti sotto controllo dall’élite Elfica e dai Federali della Magia.

In definitiva Bright è un grosso blockbuster, che non cerca di essere sofisticato, non cerca di piacere alla critica, cerca di intrattenere il pubblico. E lo fa benissimo, con un’azione sempre incalzante e mai confusionaria se non quando serve, purtroppo, per coprire alcuni difetti della CGI, sopratutto quando si creano settori dove avviene l’azione e di vero sul set abbiamo solo macchine e personaggi.

Se cercate un film da vedere con gli amici, Bright fa decisamente per voi, ma anche se volete un bell’action di quelli che potrebbero benissimo aprire un franchise, allora saltate su, perché Landis e Ayer quando hanno fatto questo film hanno pensato proprio a voi.

 

Gli amici di Whysoserial.it non sono della stessa opinione! Cliccate qui per il loro punto di vista su Bright!

Sufficiente

Bright è un grosso blockbuster, che non cerca di essere sofisticato, non cerca di piacere alla critica, cerca di intrattenere il pubblico. E lo fa benissimo, con un'azione sempre incalzante e mai confusionaria se non quando serve, purtroppo, per coprire alcuni difetti della CGI, sopratutto quando si creano settori dove avviene l'azione e di vero sul set abbiamo solo macchine e personaggi.
6.5
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