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[Recensione] Cotto & Frullato Z: The Crystal Gear, il film di Paolo Cellammare con Maurizio Merluzzo

  • da Edorardo Fiorani
  • 23 ottobre 2017
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Nel 2013 mi imbattei nella prima puntata di una nuova web-serie: Cotto & Frullato. Catturato da quel format e dal presentatore, Maurizio Merluzzo, con quella voce familiare e che solo dopo scoprii essere quella del canale Disney XD, su cui passavo le giornate da piccolo, mi iscrissi subito al canale YouTube.

Da lì fu un crescendo, le battute assurde, i nuovi personaggi, la trama orizzontale che si sviluppava, l’incredibile episodio 6 della prima stagione, ogni puntata era diversa da quella precedente, ogni puntata aggiungeva qualcosa e mostrava la voglia del regista Paolo Cellammare di fare qualcosa di più. Fino ad arrivare alla seconda stagione, Cotto & Frullato Z, dove nonostante le idee non manchino si avverte che qualcosa non va, un ingranaggio (battuta non voluta) sembra bloccato, forse le ambizioni di Paolo, Maurizio e Co. Si scontrano con la più basilare delle realtà, la serie è un progetto amatoriale, per quanta passione ci si possa mettere, il tempo, i soldi e la vita vera saranno sempre di traverso.

Ma allora perché non fare del finale di Cotto & Frullato un vero e proprio film, da trasmettere al cinema, dandogli una degna conclusione? Parte così la campagna crowdfounding sul portale Ulule, il risultato di 39000€ viene raggiunto e superato all’ultimo minuto, è il 24 aprile 2016, e grazie anche al mio contributo il film di Cotto & Frullato sarà realtà. Un anno dopo, il 19 giugno 2017, mi ritrovo nella sala Energia del cinema Arcadia di Melzo, la sala cinematografica migliore di Europa, per vedere la conclusione di questo progetto. Al termine della visione, pensando alle risate che questi ragazzi mi hanno fatto fare in quattro anni e vedendo il mio nome apparire su quell’enorme schermo tra i tantissimi altri che lo hanno finanziato, ammetto di essermi commosso.

Ma com’è effettivamente Cotto & Frullato Z: The Crystal Gear?

Ci eravamo lasciati con Maurizio Merluzzo nelle mani di NinoSeiSeiSei (Matteo Arienti) e del suo assistente Patrizio (Patrizio Ranzani), intrappolato in un macchinario da cui il cattivo estrae nuove puntate della serie, arricchendosi grazie alle pubblicità. David E. Poplawski (Tommaso Caporali), impegnato nello studio delle scoperte del nonno, inventore del frullatore, ha incaricato l’avvocato Vergottini (Gianandrea Muià) di indagare su Nino e trovare Merluzzo, finora senza successo.

La trama del film conclude degnamente la serie. Scandita da tre ricette in cui Maurizio sfodera alcune delle battute migliori dell’intera serie, nell’ora e mezza della pellicola si alternano scene d’azione, le classiche ricette e perfino momenti più riflessivi. Il ritmo è buono e la storia procede scorrevole, senza riservare particolari sorprese ma dipanandosi senza problemi o buchi di sorta, culminando nel lungo combattimento finale, che vede comparire il gruppo di stuntman D-Unit, e in cui Paolo Cellamare riesce a spremere ogni mezzo a sua disposizione per ottenere un ottimo risultato, mantenendo sempre un ottimo livello di regia. Ed è proprio questo uno dei pregi di questo film, i ragazzi di Cotto & Frullato sono riusciti a sfruttare ogni centesimo del budget raccolto col crowdfounding, poco più di 41000€, regalandoci riprese aeree col drone, inseguimenti mozzafiato e in generale una regia che non sfigura con produzioni i cui fondi ammontano alle sei cifre, il tutto con una computer grafica sempre funzionale e mai troppo evidente.

Ma se c’è una componente in cui il film mostra davvero i muscoli è la parte audio: vantando canzoni inedite di Immanuel Casto e dei NanowaR of Steel, fino alla splendida canzone iniziale L’ingranaggio di Cristallo. Senza dimenticare i brani di Vike e le musiche di Alessandro de Rosa. Anche il mix audio è ottimo e si è saputo difendere benissimo sull’impianto Dolby Atmos della Sala Energia. Al fianco dell’esplosivo Maurizio Merluzzo, che come detto ha dato il meglio di sé anche nella parte comica, è giusto fare i complimenti anche a Matteo Arienti e Patrizio Ranzani, che nonostante non siano attori professionisti sono comunque riusciti a dare una buona interpretazione al fianco degli altri protagonisti.

Sia chiaro, non è un film perfetto, ma va sicuramente fatto un applauso a tutte le persone che ci hanno lavorato, specialmente a Paolo Cellammare, regista, produttore e tuttofare, per averci regalato un film da cui traboccano qualità e passione, e che dimostra che nonostante i mezzi estremamente limitati è possibile ottenere risultati superiori a produzioni ben più imponenti, basta metterci il cuore. Oltre a farsi un culo a capanna, ovviamente. Ah già è anche una perfetta per Cotto & Frullato e per il percorso intrapreso da questi ragazzi, si spera che questa possa essere solo la prima di una lunga serie di pellicole di successo della The Best Blend Production.

Anche se questa recensione arriva in colpevole ritardo, se nella vostra città verranno fissate delle proiezioni non esitate ad andarci, saranno 90 minuti estremamente piacevoli, ed avrete anche la possibilità di conoscere alcune delle persone che ci hanno lavorato.

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