December 19, 2018
  • facebook
  • twitter
  • telegram
  • youtube
  • instagram
  • paypal

[Recensione] Deathco #6 – L’inizio della fine

  • di Ravi Grossi
  • 3 Luglio 2018
  • Comments Off

Finalmente sia nelle fumetterie che nelle librerie è uscito il sesto volume di Deathco, Seinen dal celebre mangaka Atsushi Kaneko.
In un mondo estremamente tetro e violento un’organizzazione di cui non si sa quasi nulla, chiamata Gilda, si occupa di offrire un obbiettivo da uccidere, detto “testa”, ai “Reaper”, assassini freelancer per passione o necessità che quando vanno a mietere indossano delle maschere o dei costumi.
Deathco è la protagonista, una ragazzina che non conosce le gioie e i dolori di questo mondo, dallo sguardo vacuo e senza fondo ed è anche una Reaper di straordinaria abilità e con uno sviluppatissimo istinto omicida che si diverte ad uccidere in maniera originale e sempre diversa la “testa” di turno, e tutti coloro che si frappongono tra lei ed essa, salvo poi cadere in depressione e un torpore sonnolento quando ha concluso la mietitura. Deathco è così presa dall’omicidio da spingersi a creare senza sosta, e modificare di volta in volta, le proprie armi che sono dei grotteschi mesh-up di bambole con lame, esplosivi e fili metallici principalmente.
In questo sesto e penultimo volume molti nodi verranno al pettine e alcune domande lasciate senza risposta troveranno una spiegazione.
Si vedrà la conclusione della lotta all’ultimo sangue tra Deevil e Deathco, durante la quale Madame M., la Reaper leggendaria, rivelerà cosa ha visto di tanto affascinante in lei da volerla tenere al suo fianco.
Viene peraltro fornita una teoria su quale base la Gilda scelga quali sono i bersagli da uccidere, spiegazione che diventa pericolosamente verosimile quando a metà volume viene svelata quale sarà la prossima “testa” da mietere. Una rivelazione che metterà in moto quasi tutti i reaper che vogliono farsi un nome, o semplicemente che non riescono a dire di no ad un altro omicidio, e Deathco dovrà dare sfoggio di tutta la sua abilità pur di impedire che altri mietano la testa designata prima che possa farlo lei.
Quale che sia la ragione la quantità di sangue e morti nella seconda metà del volume è veramente impressionante con la presenza delle classiche scene splatter a cui siamo stati abituati nei numeri precedenti e di abbondante presenza di humor nero.
La lettura di questo manga è molto lineare e decisamente più semplice rispetto ad altre opere del mangaka Atsushi Kaneko, quale ad esempio Soil, ma riesce ad affascinare per le figure ambigue, emblematiche e talvolta enigmatiche. Se l’opera appare di semplice comprensione non sempre si può dire lo stesso per i contenuti che una seconda o terza rilettura ci rivela. Sotto le scene d’azione e le tavole quasi cinematografiche ci sono domande è constatazioni: l’ineluttabilità della morte e del destino, a cui è inutile fuggire. La propensione umana per risolvere i problemi con l’uso della violenza. Infatti molto spesso i Reaper ci appaiono banali e quotidiani nelle loro preoccupazioni e talvolta, quando ne vediamo il lato più socialmente accettabile, li scopriamo come persone dai lavori umili e normali che rivelano il loro vero volto solamente nel momento in cui indossano una maschera e partono per mietere una “testa”.
Il tratto è netto e semplice sembrando vintage, anche se estremamente funzionale nel delineare le scene. Vengono usati principalmente come colori il bianco e il nero, riducendo al minimo l’uso del grigio, in modo da creare uno stile d’impatto che sia perfetto per le folli carneficine in Deathco e allo stesso tempo che possa, quando il mangaka vuole, trasmettere lo stato d’animo dei personaggi in scena. Un sapiente uso dei primi piani sui volti dei personaggi, retaggio del passato da regista di Kaneko, lascia trasparire tutta la gamma di emozioni che mostri, assassini e psicopatici, possono avere. Molto spesso sono le immagini stesse a parlarci senza che ci sia bisogno di discorsi o dialoghi che riempiano le tavole del manga.
Detto questo Deathco non è un manga adatto a tutti, anzi, per tematiche mature, tratto atipico e presenza di scene macabre sicuramente sarà apprezzato solo da una particolare fetta di lettori, suscitando disinteresse o disgusto in tutti gli altri. È un Seinen molto complesso da recensire perché lo è altrettanto da capire, personalmente non rientra nelle letture che consiglierei ma è altresì vero che indubbiamente è valido e solido se si riesce a leggere abbastanza in profondità e tra le righe.
Deathco 11, edito da Edizioni Star Comics, è disponibile ovunque al prezzo di copertina di € 5,50.


Previous «
Next »