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[Recensione] Detective Conan #94 – tranquille gite scolastiche comprensive di omicidi paranormali

  • di Ravi Grossi
  • 17 Luglio 2018
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Continuano i casi, e i problemi, per il giovane detective Shinichi Kudo, alias Conan Edogawa, in Detective Conan di Gosho Aoyama.
Shinichi Kudo è un giovane aspirante detective che non di rado si è trovato a collaborare con la polizia per risolvere i casi più complessi. Una sera, mentre è al lunapark Tropic Land con l’amica d’infanzia Ran Mouri, risolve un delitto avvenuto sulle montagne russe ma incidentalmente segue alcuni loschi figuri in nero che erano presenti sulla scena del crimine e assiste ad un losco traffico. Viene però scoperto e tramortito, e gli somministrano un veleno sperimentale creato da una misteriosa organizzazione che dovrebbe ucciderlo senza lasciare traccia e lo fa svenire. Al risveglio Shinichi si ritrova con il corpo di quando aveva sei anni ma con la mente intatta, si mette in contatto ed è aiutato dal professor Agasa a crearsi una nuova identità, Conan Edogawa, finendo a trasferirsi a casa di Ran e di suo padre Kogoro Mori, ex-poliziotto che ha aperto un agenzia investigativa privata.
Con l’aiuto del professor Agasa, che crea per lui diversi gadget tecnologici che gli saranno utili nelle sue indagini e per cavarsi d’impiccio, Conan inizia le proprie indagini tenendo un basso profilo, sperando di riuscire a rintracciare gli uomini in nero e scoprire qualcosa di più sulla misteriosa organizzazione, e aiuta Kogoro a risolvere i casi in cui si imbatte.
Il  94° volume si apre con la risoluzione del caso di omicidio al torneo di Kendo nel Ran ha una parte molto attiva nel neutralizzare il colpevole facendo sfoggio delle proprie capacità fisiche. La storia prosegue con il caso di omicidio nel Cafè Rice Flower, Kogoro e Conan insospettiti dal comportamento insolitamente allegro di Ran decidono di pedinarla, questo li porta ad un Cafè dove la ragazza si incontra con le sue amiche Sonoko and Masumi e parlano sfogliando una guida di Kyoto. Vengono scoperti dal trio di ragazze quando un urlo di una cameriera interrompe il discorso e preannuncia un nuovo caso, che viene prontamente risolto grazie allo spirito d’osservazione del giovane detective.
Si scopre subito dopo la risoluzione del caso che il viaggio a Kyoto non è nient‘altro che la gita scolastica, e Conan controllando il proprio cellulare vede ben diciassete mail di Ran non lette che lo mettono davanti ad una difficile situazione. Il giovane detective decide quindi di provare a convincere Ai Haibara a dargli il prototipo di antidoto al aptx4869, il veleno sperimentale dell’organizzazione, per poter frequentare con gli altri la gita scolastica. In un primo momento Haibara rifiuta per la scarsa durata dell’effetto e i possibili danni collaterali ignoti, ma dopo che Conan l’aiuta a ritrovare un oggetto che ha smarrito a cui tiene molto.
Si apre così la saga della gita scolastica cremisi, che ha il suo inizio e svolgimento in questo volume per concludersi nel prossimo, e che vedrà il giovane Shinichi alle prese con un caso che coinvolge una delle figure folkloristiche più famose della tradizione giapponese, il tengu, e che gli causerà non pochi problemi, visto anche l’effetto momentaneo dell’antidoto e la necessita di non far scoprire a nessuno il proprio segreto.
Detective Conan è a tutti gli effetti una trasposizione del genere giallo nel manga e fa ricorso a numerosi cliché ben noti e molto collaudati in Giappone, con situazioni abbastanza semplici e personaggi statici e stereotipati, senza che questo vada ad influire negativamente sulla loro funzionalità nella storia e sulla loro caratterizzazione. Parallelamente alla trama principale, legata alla misteriosa organizzazione e al veleno aptx4869 che ha trasformato Shinichi in un bambino, ci sono numerosi casi slegati tra loro dalla durata breve di tre capitoli generalmente, detti anche file, che forniscono un buon numero di storie autoconclusive e veloci.
Il tratto del maestro Gosho Aoyama si è evoluto non poco dai primi volumi nei quali era molto più tondeggiante e con proporzioni talvolta completamente fuori scala, adesso è diventato notevolmente più preciso, un poco spigoloso ma ugualmente godevole, concentrandosi soprattutto sulle espressioni e sulla posa in movimento. Grande dettaglio è dato anche alle scenografie e alle inquadrature, che devono risultare chiare e pulite per poter descrivere al meglio le scene dei vari casi.
Nonostante queste note positive l’opera non è esente da difetti, partendo dalla trama principale che, oltre ad avere molti buchi logici e a livello di reazione dei personaggi coinvolti, viene sviluppata con estrema lentezza allungandola con una miriade di casi accessori fini a se stessi e rallentando il normale svolgersi degli eventi della vita da liceale di Shinichi. Col tempo i casi sono diventati in parte ripetitivi e standardizzati nel loro svolgimento e soprattutto nella risoluzione, e sono aumentati i trucchi sempre più improbabili utilizzati talvolta dagli assassini. Molti dei casi richiedono una conoscenza di base quantomeno dei miti e delle leggende giapponesi, che se da un lato impreziosiscono il manga dal’altro non lo rendono immediatamente intuitivo per un lettore occidentale che perde parte del sottotesto. A questo si unisce che molti casi fanno uso dell’ambiguità di espressione propria della lingua giapponese stessa. Anche l’arco temporale in cui si svolgono le vicende non è immediatamente chiaro visto che le numerose vicende, che durano anche più giorni, coprono un arco temporale inferiore all’anno.
 
Il 94# volume, edito da Edizioni Star Comics, è disponibile in tutte le librerie, fumetterie ed edicole dal 18 Luglio al costo di 4,30€ .


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