February 20, 2018
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[Recensione] Godzilla: Monster Planet – Vendetta al re dei Kaiju!

  • da Luca Vania Tulumello
  • 22 gennaio 2018
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Godzilla, il re dei mostri, o dei Kaiju se preferite, nelle più di trentacinque versioni nelle quali è stato portato su grandi e piccoli schermi dal 1954 ad oggi, ha sempre e solo uno scopo, distruggere. I film dedicati al più grande rettile del cinema, per quanto capisaldi in certi casi della stessa arte cinematografica, non hanno quasi mai brillato per innovazione e originalità, raccontando pressoché sempre la stessa storia del “coccodrillone” che esce dall’acqua, distrugge, combatte e torna infine a dormire. Per quanto noi amiamo Godzilla, riconosciamo che anche i migliori prodotti dedicati al Kaiju, come il classico del 54′, o i capitoli fuori di testa a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, e non ultimi i lavori più recenti di Edwards e Anno, non si sono mai sbilanciati nel raccontare qualcosa di nuovo sul personaggio.

Alla luce di quanto detto sopra, Godzilla: Monster Planet, nuova aggiunta tra gli originali Netflix dal 17 Gennaio 2018, è un film importante e ambizioso, il primo di una trilogia che racconta la millenaria battaglia tra gli esseri umani e Godzilla e più in generale, il primo film animato e di produzione giapponese tra quelli dedicati al mostro verde. Per la prima volta in più di sessant’anni dalla prima apparizione di Godzilla nei cinema giapponesi infatti, Godzilla: Monster Planet ci racconta di un’umanità che ha perso la battaglia contro i Kaiju e i pochi umani che sono riusciti a scappare, vagano ormai da vent’anni nelle profondità dello spazio, dopo aver lasciato la Terra e averla di fatto consegnata ai mostri.

Il protagonista della pellicola è Haruo Sakaki, giovane terrestre di ventiquattro anni che sogna di poter tornare un giorno sul suo pianeta natale. Grazie poi ad una concatenazione di eventi più o meno vicini ad Haruo, il ragazzo si ritrova presto a guidare le forze terrestri nell’atterraggio sulla Terra, dove, per via del viaggio nell’iperspazio effettuato due volte dagli uomini, sono passati ben più di vent’anni, ne sono trascorsi infatti diecimila da quando l’umanità ha lasciato il pianeta.

Il plot del film è certamente tra i più interessanti tra quelli delle opere dedicate a Godzilla, tutto il setting del film è diverso dai precedenti, non presentando infatti, le grandi metropoli e i palazzi che Godzilla può distruggere, le persone che scappano o si difendono dal gigantesco mostro, e tutti i cliché che hanno sempre fatto parte dell’immaginario collettivo relativo al Kaiju. Tutto l’impianto narrativo è nuovo e offre allo spettatore una battaglia che ha il sapore di uno scontro tra titani. Da una parte il mostro che ha conquistato la Terra e che la domina nella maniera più assoluta, essendo il più forte predatore all’interno della piramide alimentare, dall’altra invece, gli esseri umani e due razze aliene, tutti uniti sotto un’unica bandiera e per un’unico grande scopo: Sconfiggere Godzilla!

Quelli che però da un lato sono degli assoluti pregi del film, hanno corrotto, a nostro modo di vedere, un’elemento fondamentale relativo a Godzilla, ovvero la morale e il significato che il Re dei Kaiju ha sempre rappresentato. Godzilla, infatti è sempre stato portatore di una morale profondamente ecologista di una natura furiosa e selvaggia, indomabile ed incontenibile. In particolare poi in Giappone, il mito di Godzilla rappresenta anche la paura atomica con la quale il popolo nipponico convive e che certamente deriva da eventi storici che hanno plasmato la cultura dei giapponesi e la loro immagine nel mondo. Ecco, In Godzilla: Monster Planet non abbiamo alcuna traccia di quella morale e mai si fa riferimento alle colpe degli uomini nella creazione di Godzilla e degli altri mostri usciti dal sottosuolo, piuttosto, il film di Kōbun Shizuno e Hiroyuki Seshita punta tutto sulla vendetta nei confronti del Kaiju, come se questi fosse un’essere senziente che possa in qualche modo capire il male che ha causato.

Un altro degli aspetti meno brillanti della pellicola sono i personaggi, tutti appena caratterizzati e psicologicamente piatti. Si nota la voglia, da parte degli sceneggiatori, di voler far intravedere al pubblico qualcosa di più in alcuni particolari personaggi, come ad esempio l’alieno Metphies, ma l’operazione è stata mal gestita e il risultato finale non è dei migliori.
Non tutto è da buttare però, anzi! La parte prettamente grafica del film è di buonissima fattura infatti, e tutte le attrezzature e l’armamentario degli esseri umani nel film è ben studiato e coerente con quanto narrato, e dulcis in fundo, il doppiaggio italiano è ottimo!


In definitiva dunque, Godzilla: Monster Planet è un film difficile da giudicare e che presenta contemporaneamente aspetti positivi e negativi di peso sostanziale per l’economia del film stesso. L’opera è comunque una prima parte di una trilogia, che quindi dovrà essere meglio giudicata dopo la visione delle restanti due parti, che, c’è da dirlo, partiranno su delle basi abbastanza buone, e potranno tranquillamente approfondire personaggi e filosofia di questo Godzilla: Monster Planet.

Buono

Come inizio di una trilogia non c'è male, e Netflix parte decisamente da basi solide con questi film animato da 90 minuti che intrattiene decisamente bene il pubblico.
7
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