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[Recensione] King Arthur: Il potere della Spada. Il mito di Artù secondo Guy Ritchie.

  • da Marcello Martinotti
  • 10 maggio 2017
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King Arthur – Il potere della spada (King Arthur: Legend of the Sword) è un film del 2017 diretto da Guy Ritchie. Ispirata a La morte di Artù di Thomas Mallory, la pellicola racconta le gesta di Re Artù, interpretato da Charlie Hunnam. Fanno parte del cast anche Àstrid Bergès-Frisbey nei panni di Ginevra, Jude Law nel ruolo dell’antagonista Vortigern, Djimon Hounsou come Bedivere e Eric Bana nel ruolo di Uther Pendragon. Secondo i progetti della Warner Bros., la pellicola è la prima parte di una serie di sei film dedicata a Re Artù.

Quando il padre del piccolo Arthur viene assassinato, suo zio Vortigern si impadronisce del trono. Derubato dei diritti che gli spetterebbero per nascita e senza sapere chi è realmente, Arthur riesce a sopravvivere nei vicoli oscuri della città e solo quando estrae la mitica spada dalla roccia la sua vita cambia radicalmente ed è costretto ad accettare la sua vera eredità che gli piaccia o no.

Chi conosce Guy Ritchie sa bene che non è un regista sicuramente ordinario e il suo Artù fin dal primo inaspettato trailer, si mostra come una pellicola molto differente da qualsiasi altra trasposizione fatta su Re Artù. Le trasposizioni sono tante sia televisive che letterarie ed ognuna cerca di raccontare il mito sotto il suo punto di vista, chi più storico chi più sotto l’aspetto della leggenda.

Non aspettatevi un film storico e fedele non è questa la pellicola e, soprattutto, avete sbagliato regista. Così come è già accaduto con Sherlock Holmes, Guy Ritchie rivisita totalmente il mito, attuando un’opera di modernizzazione che porta Camelot direttamente nei bassi fondi del suo Lock & Stock The Snatch. Bassifondi dove il giovane Artù cresce e si fa le ossa tra allenamenti di Kung Fu e la gestione, tutt’altro che legale, del bordello dove è stato allevato.

Gli attori sono un gran punto di forza di questa pellicola, vediamo un divertentissimo Aidan Gillen muoversi agilmente in un ruolo quasi sempre comico mostrandoci le sue grandi dote attoriali non solo nel ruolo di Dito Corto de “Il Trono di Spade”. Jude Law non ha bisogno di elogi e come cattivo, nonostante una parte di sceneggiatura non davvero memorabile, riesce a caratterizzare benissimo il suo personaggio soprattuto tramite le espressioni facciali. La nota più sorprendente forse è il protagonista, che nonostante sia già un attore straordinario, come ha ben saputo dimostrarci con Sons Of Anarchy, non era riuscito ad emergere come avrebbe dovuto sul grande schermo, fino ad oggi. Charlie Hunnam perfettamente calato nella parte del giovane un po’ sbruffone proveniente dai bassi fondi, riesce a dare un forte impatto al suo personaggio, tanto da dare un volto nuovo e perfetto al grande Re Artù, dimostrando di essere ormai un attore pronto a solcare il grande schermo.

Ritchie fa una buona e divertente prova di regia, travolge e non lascia scampo allo spettatore che si ritrova coinvolto in un vorticoso gioco di battute, slang, montaggio sincopato e rallenty esasperati. Con un inizio che volutamente si rifà ai Blockbuster canonici, il regista si beffa dello spettatore che viene poi messo davanti ad un film estremamente diverso, un action atipico, nel pieno stile esageratamente pop tipico del regista britannico. Ritchie evolve la sua regia ancora una volta dando prova delle sue grandi capacità, rimescola totalmente le carte del genere e reinventa, in chiave molto più interessante e originale, l’epico, fondendo quelle che sono le caratteristiche fondamentali del suo cinema.

Altra nota estremamente positiva della pellicola è la fantastica colonna sonora (Qui) di Daniele Pemberton, già collaboratore di Ritchie in Operazione U.N.C.L.E.. La musica che incalza nel film, dandogli un ottimo ritmo, è una parte fondamentale per la pellicola, in grado di unirsi al montaggio e ai rallenty in modo perfetto.

Non sarà il film epico che molti si aspettano di vedere ma è il giusto cult che i fun di Guy Ritchie vorrebbero vedere. Irriverente, sporco e bifolco, King Arthur: Il potere della spada è una divertente pellicola atipica per il genere action-fantasy e riscrive il mito di Re Artù, mettendolo sotto nuova luce. Piacerà sicuramente ai fan del regista e a chi cerca due ore di intrattenimento. Una piacevole sorpresa.

 

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