February 20, 2019
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[Recensione] L’Atelier di Laurent Cantet

  • di Nicola Di Lollo
  • 8 Giugno 2018
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L'Atelier

La Ciotat, dove i fratelli Lumière nel lontano 1896 catturarono, su pellicola, l’arrivo di quel treno alla stazione torna su pellicola; Laurent Cantet(La classe) ci riporta nella piccola cittadina del Sud della Francia con L’Atelier, la quale oggi convive da anni con i resti di un’attività cantieristica navale, una volta fiorente, che in questo film diventa un caratteristico sfondo di vita quotidiana per la storia raccontataci da Cantet.

La pellicola è stata selezionata nella categoria Un Certain Regard dell’ultima edizione del Festival di Cannes. Ecco la sinossi del film:

Olivia Dejazet è un’affermata autrice di gialli e deve tenere un laboratorio di scrittura a La Ciotat, città del sud della Francia nota un tempo per i cantieri navali ma ormai in piena crisi economica. Tra i suoi giovani allievi spicca Antoine, ragazzo introverso e di talento, spesso in rotta con gli altri sulle questioni politiche per le sue posizioni razziste e aggressive. L’atteggiamento di Antoine si fa sempre più violento con il passare dei giorni e Olivia sembra esserne spaventata e attratta al tempo stesso, finché la situazione sfugge drammaticamente di mano a entrambi…

Durante le lezioni di scrittura di un workshop, tenuto dalla scrittrice di gialli di successo Olivia(Marina Foïs), un gruppo di giovani di varie origini ed etnie, deve scrivere un racconto thriller, con unico vincolo quello di ambientare l’azione nella città portuale.L'Atelier

Poste queste premesse, quest’ultima fatica di Cantet, scritto con Robin Campillo (120 battiti al minuto), riprende i dilemmi delle nuove generazioni, a confronto con le precedenti, ma in questo caso, i partecipanti al workshop non vogliono farsi carico del passato, che non gli appartiene in nessun modo.

In questo laboratorio di scrittura, tutti ragazzi di origine ed estrazione differente e fra dialoghi e confronti emergono le problematiche con cui questa generazione deve affrontare: trovare un posto nel mondo con una scarsa considerazione di loro, la sensazione di non avere nessun controllo sulle cose e sulle loro vite; costretti a confrontarsi con una società violenta e lacerata da tremende questioni politiche e sociali, come l’instabilità economica, il terrorismo e affermazioni dell’estrema destra. L'Atelier

Parlando di violenza, Olivia inizia a interessarsi ad Antoine(Matthieu Lucci), uno dei partecipanti, sempre pronto a provocare, a scontrarsi con i suoi compagni. Antoine è un personaggio che è più legato alla violenza in quanto immagine, più che alla parola. Incuriosita dal suo atteggiamento, vuole conoscere i suoi processi mentali, mentre Antoine cela dietro poche parole e diffidenza, un’attrazione quasi patologica.

Questo film è un thriller, e in ogni storia di questo genere che si rispetti, alla fine di tutto, troviamo il “movente” che si cela dietro alle azioni e alla convinzioni dei personaggi.

L’Atelier di Laurent Cantet offre uno sguardo sulle nuove generazioni sulla società francese attuale, scavando nel vissuto quotidiano dei ragazzi come tanti altri, dove si finisce ad poter accogliere le convinzioni di chi sembra offrire un’identità che loro non hanno; il regista riesce a restituirci una visione non banale e molto credibile, stimolando riflessioni sui giovani in un thriller di grande originalità.

Il cast è composto da Marina Foïs(Olivia) e da una serie di giovani esordienti come Matthieu Lucci(Antoine), Florian Beaujean, Mamadou Doumbia, Mélissa Guilbert, Warda Rammach, Julien Souve, Issam Talbi e Olivier Thouret.  Diretto da Laurent Cantet e scritto da Robin Campillo.

Il film è uscito il 7 giugno 2018 nelle sale italiane.

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