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[Recensione] Le Terrificanti Avventure di Sabrina Volume 1 – Streghe negli anni 60

  • di Luca Brindani
  • 6 Luglio 2018
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Le Terrificanti avventure di Sabrina

Come vi avevamo nominato nello speciale dedicato ad Archie Comics tra le innovazioni all’inizio portate da Jon Goldwater alla linea della casa editrice ci furono alcune storie tematiche di genere horror, Le Terrificanti Avventure di Sabrina è una di queste.
Sabrina Spellman è una mezzosangue, nata da un’umana, Diana e da un praticante delle arti oscure, Edward; Sabrina in fasce viene presa sotto le cure delle zie: Hilda e Zelda, due esperte streghe che la introdurranno al mondo della magia e della congregazione. La sfortuna si Sabrina vuole che i suoi poteri siano tanto enormi quanto lei sia ripudiata dalla sua congregazione e questo la porti a Greendale, cittadina con una nascente congregazione che spera di fare la fama addestrando una mezzosangue ad adorare e servire il padrone oscuro. La ragazza però non vuole tutto questo, i due lati del suo carattere sono in contrasto e nemmeno i consigli del famiglio Salem, potranno aiutarla quando si troverà a dover rispondere di peccati commessi dai suoi genitori e quando il senso di colpa la attanaglierà a tal punto da farle mettere in dubbio sè stessa e parte del suo retaggio.
Roberto Aguirre-Sacasa, artefice di questo fumetto e anche di Afterlife with Archie, qui fa ben più che portare i personaggi della Archie Comics in un fumetto horror con streghe e demoni, infatti, non è il mondo di Archie il centro di questa storia quanto bensì la congrega di cui Sabrina entrerà a fare parte. Il primo numero della serie è dedicato completamente all’introduzione dei lettori al mondo delle streghe, ai loro rituali, alle loro regole ed ai loro tanti poteri. La parte successiva del volume è essenzialmente il nocciolo della storia, un racconto di formazione dai toni horror ed inquietanti che ci porta attraverso i dubbi di una giovane strega non ancora accettata nella congrega che sta per effettuare il suo battesimo, un rito antico tanto quanto il culto dell’oscuro signore, un rito di passaggio per chiunque possieda la magia. Sacasa dimostra di aver approfondito abbastanza l’argomento della stregoneria non riportando imprecisioni grossolane che non siano giustificate comunque da alcuni limiti che potevano esserci nella rappresentazione del materiale su carta sopratutto in un momento in cui i fumetti sono di nuovo, come in parte la televisione ed il cinema, di nuovo al centro di un “caccia alle streghe”. Queste non sono streghe che volano su delle scope, non sono delle vecchie megere, non sono nemmeno tanto giovani, ma non per questo sono meno rappresentative di una stirpe maligna. Non c’è posto per l’amore, non c’è posto per l’adolescenza, crescendo da strega cresci sapendo che arriverà un momento dove abbraccerai una malvagità senza confini che è più antica del mondo stesso, il rito, su cui Sacasa si spende molto non è una festa è un rituale vero e proprio di adorazione ad un dio che non può che varcare la soglia del mondo mortale se non attraverso i suoi “agenti” sparsi per il mondo e che da centinaia di anni alimentano le leggende dell’orrore su boschi e case stregate. Non dimentichiamoci che tanto quanto la scopa, anche le catapecchie e i boschi fitti e oscuri rientrano nei topos comuni di questo tipo di storie e quindi hanno un vero e proprio ruolo centrale, non quanto in Blair Witch o The VVITCH di Robert Eggers ma comunque siamo lì.
Robert Hack si rivela la scelta perfetta per il fumetto, riesce benissimo a rappresentare l’orrore più puro dei riti oscuri perpetrati dalla congregazione e tutti quei “mostri” e visioni inquietanti che sono rappresentate su carta. Il disegnatore riesce anche ad incanalare lo stile retro anni 60 tipico dei fumetti della Archie Comics che fu. Il sapore anni 60 viene dai vestiti, dagli ambienti e dagli atteggiamenti stessi che Aguirre-Sacasa e Hack mettono in scena; che sono per lo più costruiti per essere a noi lontani ed irreali, per farci sentire a disagio con questi personaggi “normali” e farci provare più empatia con i “mostri” del racconto, ossia Sabrina. L’orrore che si prova durante la lettura è completamente giustificato dalla rappresentazione che viene data di questo mondo e di quello che gli gira intorno, catapecchie, gatti neri, uccelli neri, serpenti e serpenti ma non solo. I personaggi di Hack siano questi terribili teenager o mostri sopranaturali incutono una certa riverenza e in parte restituiscono al lettore una delle paura delll’uomo moderno, essere fuori posto mentre il mondo cambia insieme certamente alla paura dell’oscurità e del primordiale mistero dell’uomo, la natura selvaggia.

Il fumetto mischia sapientemente il genere horror e le storie di crescita adolescenziali che diventano un vero e proprio rito d’orrore e turbamento per la protagonista che si ritrova a dover fare una scelta importante per la sua vita, che la segnerà a tal punto, che da lì in poi la farà appartenere per sempre ad un mondo da cui proviene solo a metà.
Le Terrificnati Avventure di Sabrina è pubblicato da Edizioni BD, come tutta la linea di fumetti della Archie Comics, al prezzo di 15€ ed è disponibile presso tutte le fumetterie e i negozi online.


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