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[Recensione] Lion: La Strada verso Casa – Sopravvivere

  • di Luca Brindani
  • 21 Febbraio 2017
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Premessa: la review contiene opinioni personali e non si sofferma neanche troppo sulla parte tecnica del film, non sono un’esperto ma un semplice appassionato.

Buona lettura! 


Lion: La Strada Verso Casa è un film del 2016 diretto da Garth Davis, un regista alla sua prima esperienza cinematografica e che vede protagonisti Dev Patel e Nicole Kidman.

Il film racconta la storia vera di Saroo Brierley(Dev Patel)un ragazzo Indiano che dopo essersi perso e aver passato innumerevoli disavventure riesce finalmente a trovare una famiglia che lo accolga, in Australia, però sarà sempre segnato da questa esperienza tanto che molte delle sue notti saranno impiegate nella ricerca di casa sua e dei suoi familiari, perché il film lo ripete a più riprese, casa è dove sta il tuo cuore e nulla è come casa tua.

La narrazione non presenta giochi strani o intrecci temporali ambigui, si divide in due parti ben distinte, la disperata ricerca di un rifugio da parte del giovane Saroo smarrito e perduto in luoghi spiacevoli e pieni di persone pronte a tutto per racimolare qualche soldo , questa prima parte è dramma allo stato puro la sceneggiatura si concentra sullo strazio di quest bambino solo e impaurito che anche quando riesce a raggiunge una “stabilità” non riesce a scacciare quella sensazione di solitudine e terrore, un terrore viscerale che lo spettatore prova come prova il giovane Saroo, ma sarà proprio qui che arriverà la speranza, la quale ha le fattezze di Nicole Kidman. 20 Anni dopo le ricerche del giovane sono ancora in atto, ma non vediamo più un Saroo sconfitto, quanto un uomo forte e indipendente che fa della sua ricerca la sua forza e che tramite questa sua disavventura ha imparato a godersi ogni momento che ha, con la sua famiglia, con i suoi amici e quindi viene facile chiedersi come mai senta ancora il bisogno di cercare la sua famiglia, perché voglia tornare a casa, quando ora ha tutto quello che desiderava.

Le scene più potenti sono tutte contenute nella prima parte dove l’occhio cade inevitabilmente sul degrado e sulla povertà che circonda Saroo , la scelta dei colori d’altronde è altrettanto giustificata dato che si vuole creare un effetto di esoticità nei paesaggi , d’altronde buona parte del film ha luogo in India, uno dei paesi con più esotiche creazioni del mondo aggiungiamo poi alla fotografia una musica ben giocata che accompagna bene il tutto.

Il film dunque è più che un’esperienza visiva(ma in parte lo è), un’esperienza emotiva, registicamente solida, costruita e narrata in modo efficace e recitata con emozione da parte di tutti i protagonisti che riescono benissimo a mixare il dramma e il coraggio. Lion è uno di quei film che rimane dentro non tanto perché è tecnicamente perfetto, non perché è recitato bene, rimane dentro perché è vero e semplice, nulla di più.

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