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[Recensione] Manchester by the Sea – Sguardi e silenzi che valgono più di mille parole

  • di Marco Travicelli Sciarra
  • 26 Febbraio 2017
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A meno di 24 dalla notte degli Oscar, concludiamo la nostra corsa verso la notte più importante dell’anno con la recensioni del film che, insieme a La La Land, mi ha più colpito e trasportato, Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan. Con solo altri 2 film all’attivo nei suoi 16 anni di attività, lo sceneggiatore di Gangs of New York Kenneth Lonergan si cimenta in una nuova pellicola, dura e struggente, uno spaccato di vita dove gli sguardi ed i lunghi silenzi valgono più di mille parole.

Il protagonista del film è Lee Chandler, interpretato da Casey Affleck, un custode e tuttofare che conduce una vita riservata e solitaria in un piccolo monolocale a Boston. La sua vita è destinata a cambiare da li ha poco, un giorno riceve dal suo amico George una dolorosa notizia, suo fratello Joe che da anni soffriva di problemi al cuore ha subito un attacco cardiaco e questo lo costringe a tornare nella sua città natale, Manchester by the Sea, piccola cittadina marittima nella contea dell’Essex, stato del Massachusetts. Sfortunatamente arriva troppo tardi, non c’è più nulla da fare, Joe è morto e Lee dovrà rimane a Manchester per organizzare il funerale e per stare accanto al nipote sedicenne Patrick, figlio di Joe, del quale scopre di essere stato nominato tutore. Il ritorno a Manchester faranno ripercorrere a Lee tutte le tappe della sua vita lì, fino ad arrivare al ricordo di quel drammatico giorno che ha spezzato per sempre la sua vita e lo ha costretto ad abbandonare la città.
Le vicende ci vengono narrate seguendo due distinti piani temporali, quello presente con Lee alle prese con la custodia di suo nipote Patrick e il funerale di suo fratello Joe, ed uno passato che ci permetterà di capire affondo il personaggio di Lee potendo entrare in sintonia con lui e condividere il suo malessere verso la vita.

La sceneggiatura di Lonergan è scritta magistralmente, come solo un gran professionista potrebbe fare. La pellicola è permeata da un forte contrasto tra dialoghi vivi e momenti di glaciale silenzio che però, grazie all’ottimo lavoro fatto mediante l’utilizzo dei flashback, risulta eccezionalmente espressivo e comunicativo. In questo film non vi è alcun spiegone, tutto viene spiegato man mano, colmando lentamente parti oscure della trama fina a comporre un mosaico perfetto, privo di difetti. La regia è molto pulita e distaccata, crea una forte distanza tra lo spettatore e le vicende trattate. Sapientemente il regista ha deciso dunque di non adottare mai inquadrature in soggettiva, eliminando anche un dinamico gioco di campo/contro campo che avrebbe intaccato la linearità e staticità scelta per le riprese. Ho apprezzato davvero molto la fotografia, naturale e fredda, basata su tonalità di colori pastello, che donano alle scene una colorazione candida e delicata, una fotografia sì molto colorata ma al contempo molto malinconica, perfettamente adatta con il film in questione.

Il montaggio è sapientemente realizzato a tal punto da nasconderci, fino alla fase centrale del film, tasselli importanti per comprendere a pieno la storia e determinati atteggiamenti di Lee. Nella fase centrale l’ottimo montaggio da il meglio di se, sparandoci contro una potente e rapita alternanza tra passato e presente che ci permette di inquadrare perfettamente il personaggio di Affleck, con un ottimo e straziante plot twist che sinceramente non mi sarei aspettato. La colonna sonora è molto empatica, classica e sinfonica, pienamente funzionale per la buona riuscita della pellicola. Ovviamente non aspettatevi brani memorabili, Manchester by the Sea non è il tipo di pellicola in cui ricercare la hit indimenticabile. Passiamo ora all’ultimo lato tecnico, quello che spicca di più all’interno di tutto questo film, la recitazione. Il cast scelto da Lonergan è davvero pazzesco, Casey Affleck nei panni di Lee è riuscito a portare in scena alla perfezione un ruolo per nulla facile, un personaggio così complesso e sfaccettato rappresentato nella maniera più realistica e plausibile possibile. Lee non è solo depresso, è un uomo distrutto e spezzato che non troverà mai pace, Affleck questo lo rende reale, dando vita ad una delle interpretazioni migliori degli ultimi 10 anni. Nel ruolo di Randi abbiamo un’ottima Michelle Williams, un personaggio davvero importante per la storia di Lee, appare in poche ma cruciali scene del film e lo fa in un modo molto incisivo e memorabile. Lucas Hedges, che qui interpreta Patrick Chandler, si è reso protagonista di un ottima performance, molto sfaccettata, riuscendo bene ad entrare nella parte; dopo la visione scorderete difficilmente una scena di grande impatto emotivo che lo vede protagonista indiscusso.

Manchester by the Sea è un film sul lutto, analizzato su diversi livelli, con personaggi vivi e pulsanti che riescono a trasmettere forti emozioni che difficilmente dimenticherete.
La pellicola è meritatamente candidata in ben 6 categorie principali, tra cui Miglior Film, Miglior Attore Protagonista e Miglior Regia. Se bene io abbia adorato l’interpretazione di Ryan Gosling in La La Land sono convinto che la statuetta per Miglior Attore Protagonista andrà al più giovane dei fratelli Affleck, che con questo film si è finalmente consacrato come grande attore. Lonergan ha saputo dimostrare ancora una volta le sue ottime doti come scrittore e regista, confezionando uno slice of life potente ed espressivo, che non gioca sui classici canoni dei film drammatici, non è alla ricerca della lacrima facile ma bensì della realtà.

 

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